1894: annus horribilis per Ceppaloni

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benjaminFinalmente, sono riuscito a rintracciare quasi tutti i passaggi che riguardano la vicenda della richiesta del distacco della frazione di Beltiglio dal capoluogo Ceppaloni. E, in effetti, come aveva sostenuto il consigliere Modestino Zerella nel suo intervento del 1947 al consiglio Comunale di Ceppaloni, la prima richiesta di separazione fu presentata nel 1894.  L’atto n. 63 del verbale del Consiglio comunale tenutosi il 25 Luglio del 1894, recita così: Distacco delle due borgate S. Giovanni e Chianche che cioè la prima aggregata al Comune di Arpaise e l’altra al Comune di S. Leucio del Sannio.Il 1894, per Ceppaloni, fu un “annus horribilis” perché contemporaneamente sia la frazione S. Giovanni che Chianche( l’attuale Beltiglio) chiedevano di separarsi dal capoluogo.

Il sindaco era Testa Francesco e i consiglieri presenti erano: Barone Cosimo - Caruso Pasquale – Francione Alfonso – Francione Alessandro- Iasiello Antonio – Lizza Giustino – Lonardo Paolo -Mele Andrea – Martino Domenico – Mele Antonio – Parente Carlo- Parente Giovanni – Parente Mario – Rossi Carmine – Testa Carmine – Testa Filidei. Assistette  alla seduta il commissario dott. Fattorino quale rappresentante del Prefetto-. Rispetto alla storia che già conosciamo, cogliamo due fatti nuovi: 1) anche S. Giovanni chiede il distacco dal capoluogo - 2) le due frazioni chiedono di “aggregarsi” ad altri comuni e non di costituirsi in Comuni autonomi. Il sindaco, dichiarata aperta la seduta , fa  leggere la nota della prefettura e la domanda della maggioranza di Chianche diretta al Ministero, nonché la deliberazione del consiglio comunale di S. Leucio per l’accettazione. Il consigliere Mele Andrea fa osservare che le ragioni,tutte contenute nella domanda della maggioranza degli elettori della frazione Chianche, sono degne di essere prese in considerazione per fatti evidenti ed inalienabili. Il punto che viene subito affrontato è quello della delimitazione dei confini che da tempo immemorabile, continua il consigliere, viene costituito dal grande torrente Rotola che … dal territorio della frazione S. Giovanni a scaricare al fiume Sabato. E che ogni altra delimitazione debba essere definita erronea e contraria alla legge. A Mele Andrea si associano i consiglieri:Iasiello Antonio – Testa Carmine – Parente Mario – Rossi Carmine – Parente Giovanni – Lizza Giustino – Testa Filideo – Lonardo Paolo – Martino Domenico -  Il consigliere Mele Antonio, dopo aver ringraziato , per la presenza  del segretario di Gabinetto dell’Ill.mo signor Prefetto,  anche a nome dei consiglieri Parente Carlo - Francione Alessandro e Alfonso– Barone Cosimo – Caruso Pasquale-, osserva che pur essendosi recato  tre  giorni prima in segreteria in ore d’ufficio, dopo di aver avuto la convocazione, i documenti non vi erano. Il Presidente afferma che per tre giorni continui nelle ore d’ufficio è stato nel suo gabinetto e nessun consigliere si è presentato per avere visione dei documenti. Il consigliere Mele Antonio invita a chiedere al segretario se è vero che il giorno di Domenica si è presentato nel gabinetto del Sindaco per leggere le carte relative alla proposta che si discute il quale riferisce che delle carte le aveva in tasca il Sindaco e questi interpellato il segretario ha risposto affermativamente. Il consigliere Antonio Mele, anche a nome di tutti i consiglieri presenti di Ceppaloni, dichiara di  votare contro la proposta del distacco perché non ha avuto la possibilità di esaminare la pratica. Inoltre fa presente che relativamente ai confini, oltre a non essere all’ odg, non è  competenza del Consiglio Comunale delimitare i confini del Comune. Dopo altri interventi, il presidente mette ai voti il distacco e l’aggregazione della frazione Beltiglio a S. Leucio del Sannio- Il consiglio dà parere favorevole alla separazione di Beltiglio dal capoluogo Ceppaloni con 11 voti favorevoli e sette voti  contrari. I consiglieri: Carlo Parente- Onofrio Parenti( forse entrato successivamente e non registrato) – Antonio Mele – Francione Alessandro ed Alfonso – Barone Cosimo si riservano di motivare il voto contrario al presente deliberato. Successivamente si passa a discutere della richiesta del distacco di S. Giovanni, e il consigliere Lonardo Paolo chiarisce subito che i confini non possono essere quelli emersi dal censimento del 1881, bensì devono essere tenuti presenti i seguenti punti che da epoca remota hanno diviso nonché la lista elettorale della borgata dal capoluogo. Vallone Germile che parte dal fiume Sabato assumendo i nomi Rotola, Febo, Tartaretto,via rotabile  ed innesta alla via Brecciale e Paterno , continua sempre e passando sulla finestra Grotta Pilotta giunge alla masseria Fanipoli(?) di pertinenza della signora Lizza e propriamente al di sopra la frazione Pasquali nel territorio di Arpaise.

Mele Antonio anche a nome dei consiglieri di Ceppaloni afferma di non potersi esprimere perché la documentazione  non è stata messa a disposizione dei consiglieri per poterla consultare. Il presidente mette a votazione la proposta di distacco di S. Giovanni per aggregarsi al Comune di Arpaise: Votanti 18-  voti favorevoli 11- voti contrari 7. Viene approvata anche  l’aggregazione di S.Giovanni con Arpaise . Al primo tentativo, sia Chianche che S. Giovanni riescono nell’operazione che , come si capisce, avevano preparato a tavolino, cioè formare una maggioranza consiliare che permettesse di dare scacco matto a Ceppaloni. I consiglieri del Capoluogo, un po’ frastornati, non possono che prenderne atto non riuscendo nemmeno a motivare la loro opposizione alla separazione delle due frazioni. Stando alla delimitazione territoriale esposta dai consiglieri Mele Andrea e Lonardo Paolo, Ceppaloni era stato condannato a morire lentamente per anossia. Intanto la vita continuava  a scorrere normalmente, così come pure quella politica e nonostante la maggioranza del consiglio si fosse espressa favorevolmente , S. Giovanni e Chianche continuavano a far parte integrante del Comune di Ceppaloni. Si arriva così al 26 Aprile del 1897, quando, in seduta primaverile ordinaria, si riunisce il Consiglio Comunale presieduto dal sindaco Bosco Nicola,  con la presenza dei consiglieri: Francione Luigi – Testa Clorindo – Parente Mario – Testa Filidei –Testa Francesco – Caruso Pasquale – Francione Alessandro – Galasso Sebastiano – Lizza Giustino – Parente Giovanni – Lonardo Paolo – Iasiello Antonio – Mele Antonio – Barone Cosimo- Russo Carmine. Il Presidente   comunica che la regia prefettura sollecita la deliberazione sull’acquisizione o meno della linea di distacco delle frazioni come si rileva dalla pianta topografica in data 15 Gennaio redatta dal genio civile di Benevento. Aperta la discussione, il consigliere Antonio Mele dichiara di opporsi perché la divisione operata dalla regia prefettura è contraria a quella fatta dal censimento del 1881. Ma a questo punto accade qualcosa che nessuno avrebbe potuto mai immaginare, chiede la parola il consigliere Iasiello Antonio il cui intervento è giusto che venga riportato così come registrato agli atti del verbale. E’ un vero e proprio “coup de theatre”: Iasiello Antonio ha domandato la parola ed ha esposto che la popolazione di S. Giovanni  non ha mai avuto intenzione di dividersi dal Comune di Ceppaloni per essere inseriti a quella di Arpaise, e se parte degli elettori firmarono il 13 Giugno 1894 la domanda di separazione lo fu per maligne insinuazioni. Ora poiché a malincuore ha dovuto assistere alla divisione del terreno giusta pianta planimetrica eseguita dal genio civile che oggi si presenta a questa amministrazione per l’approvazione, dalla quale pianta rilevasi che molto terreno ad essa appartenente è stato assegnato alle altre borgate, non intende assolutamente dividersi dal Comune cui apparteniamo. Davvero sorprendente! Interviene il consigliere Caruso Pasquale il cui intervento provo a riassumere: 1) non accettazione della linea di distacco della frazione Chianche  come è stata tracciata dal genio civile perché in netta contrapposizione con la storia, la tradizione e da ciò che risulta dagli atti ufficiali del Comune – 2) non è onesto insinuare negli animi dei villici delle borgate miraggi di iperbolici e futuri vantaggi nell’unico intento di distruggere l’unità del Comune di Ceppaloni al quale vorrebbero sottrarre le borgate di S. Angiolillo e Rotola ed altre colle relative case sparse -3) il censimento del 1881 attribuì a Chianche le borgate :  Cataudi - Catalani –  Conti - Cavaiuoli – Confini – Maielli - Martini  - Mignoni – Pizzirussi – Petrara – Ricci – Testi – Varricchi  e relative case sparse. Per cui  le borgate S.Angoliollo e Rotola devono rimanere aggregate come allora nel territorio  di Ceppaloni  e non come si vorrebbe a quello di Chianche-  4) Ceppaloni risentirebbe fortemente di tale separazione perché presto o tardi finirebbe per essere assorbito da qualche comune viciniore. I consiglieri Filidei Testa, Francesco Testa, e Mario Parente della frazione di Chianche ritengono che la pianta topografica compilata dal genio civile va ritenuta equa e giusta   e aggiungono. “Se fosse d’uopo tale approvazione, perché gli abitanti della frazione Chianche potessero ottenere il desiderato distacco giammai si avvererebbe poiché sarebbe illogico quanto assurdo sperare che la maggioranza della rappresentanza del comune sempre tale in questi casi, rendesse atti contrari ai più capitali interessi del comune stesso”. Il consigliere Antonio  Mele si associa pienamente all’esposto fatto dal consigliere Caruso e quindi fa appello  alla rappresentanza consiliare che, tenendo presente i criteri esposti dal Caruso, voti una proposta che concilii veramente gli interessi di tutti. Il presidente, dichiarata chiusa la seduta, propone al consiglio il seguente odg : la divisione del territorio in borgate così come è stato proposta dal genio civile, con la relazione e relativa topografia in data 15 Gennaio 1897 si respinge, invece la delimitazione delle frazioni resta stabilita come segue: Ceppaloni resta circoscritta dalla strada  che rasenta la masseria  Nuova Parenti che attraversando le selve d’Arpaise mena alla crocevia Patierno seguendo la strada Brecciale che rasenta la proprietà Capone e mena sul muraglione Falchette indi dal muraglione stesso, seguendo il torrente Febo fino alla strada Pratole, ed indi ancora salendo per la detta strada fino all’altra strada che passa al di sopra dei Manni e prosegue per di sotto dalla masseria Alfieri Parenti e S. Angiolillo fin dove s’incontra il torrente frasi o brasi, in modo che le case e i territori di S. Angioliollo, Parenti, Manni, Penni, Porcari e Rotola rimangano  colla frazione Ceppaloni. Come delimitazione tra le borgate S. Giovanni e Chianche che sarà la linea segnata dalla strada Pratola,al di sopra dei Ianduschi e quindi di S. Bartolomeo, Fontano,  Pioppi, Pianomigliano e fino al ponte del molino Mele. Messa ai voti la proposta per alzata e seduta risulta approvata con voti favorevoli  tredici e contrari 4. Il Presidente l’ha proclamata. Il consigliere Giustino Lizza a proposito della delimitazione proposta per il distacco delle frazioni si fa un dovere rendersi interprete della volontà del corpo elettorale e quindi ringrazia le rappresentanze del consiglio per  detta deliberazione. E sempre a intenzione, dico meglio,afferma il consigliere, e’ sempre ad interpretazione della maggioranza del corpo elettorale propone che la rappresentanza stessa faccia un voto al governo del re perché le pratiche della separazione siano ritirate. Il Presidente pone ai voti la proposta del consigliere Lizza per alzata e seduta. Eseguita la votazione, la proposta Lizza è approvata con voti undici favorevoli – voti cinque  contrari- astenuto il consigliere  Lonardo Paolo. E’ una storia a lieto fine a quanto pare, perché sembra essere prevalso il buon senso in seno al Consiglio comunale .Il Consiglio, nella seduta del 15 Novembre 1898,ringrazia il governo del Re per aver tenuto presente i desideri degli abitanti di tutto il Comune ed ha rigettato le istanze presentate dagli elettori delle frazioni di Chianche e S. Giovanni per la separazione, mentre il consiglio del 31 Maggio 1899 sancisce definitivamente l’unità del Comune di Ceppaloni e, prima di dare inizio ai lavori , il consigliere Lizza Giustino: emette un voto di ringraziamento al governo del Re per come ha risolto la questione della separazione e il consiglio fa un lungo plauso perché convinto del grandissimo vantaggio che si è apportato alla pace sociale comunale e all’incremento Municipale, approva all’unanimità la suddetta proposta ed incarica il Presidente a parteciparla a S.E. il Ministro dell’Interno. Il paese, dopo circa sei anni, sembra pacificato ed avviarsi verso “magnifiche sorti  e progressive” per dirla con Giacomo Leopardi. Ma,alla luce di quello che successe qualche anno più tardi,  si capirà che era solo fuoco divoratore placato da un enorme cumulo di cenere!

Beniamino Iasiello

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