Di quando Beltiglio era …separatista (2° parte)

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benjaminL ’11 Maggio del 1947,ancora una volta, la questione del distacco della frazione  di Beltiglio è all’odg del Consiglio Comunale di Ceppaloni. Dagli atti si evince che fu un consiglio molto animato e teso perché l’argomento in discussione era molto importante. Il consigliere Osvaldo Parente, con un intervento molto circostanziato, prende la parola a nome di tutti i consiglieri di Beltiglio e presenta per iscritto ed illustra la proposta sulla quale chiede che il consiglio, poi,  esprima  il proprio voto. Considerato, afferma il consigliere,  l’imperiosa necessità di addivenire ad una riforma della difettosa circoscrizione del Comune di Ceppaloni avente causa dai vecchi confini fra lo stato pontificio ed il regno delle due Sicilie - Tenuto presente che questo Comune, costituito da tre distinte e lontane frazioni con interessi contrastanti e con insanabili antagonismi tra di loro è, sin dalla sua origine, in continua lotta amministrativa, in competizione che, spesso, turbano l’ordine pubblico e rendono non poche noie alle autorità tutorie(questo aspetto insolito che potrebbe essere considerato un escamotage per descrivere a forti tinte il rapporto tra le frazione, è, invece, assolutamente vero!)-

 

Senza dimenticare  l’istanza presentata già nel 1894, ricorda, soprattutto, che non è più vincolante la clausola,relativamente alla formazione di un nuovo comune, che poneva come condizione che il numero degli abitanti dovesse essere superiore ai tremila - Ritenuto che sia Beltiglio che Ceppaloni sono nelle condizioni di disporre di mezzi necessari alla vita economica dei due comuni,oltre al fatto che è sempre possibile consorziarsi per alcuni servizi pubblici-Uniformandosi al saggio principio democratico del decentramento e dell’autodecisione dei popoli sancito dalle attuali norme istituzionali della Repubblica: CHIEDONO al Consiglio Comunale di Ceppaloni PARERE FAVOREVOLE per il distacco dal Comune di Ceppaloni della frazione Beltiglio e per la sua erezione a comune autonomo nei confini che saranno determinati di ufficio. Il Consigliere Rossi Nicola, pur essendo d’accordo sul principio dell’autodeterminazione dei popoli dichiara di essere  favorevole all’erezione del nuovo comune purché  i confini tra i due comuni  siano stabiliti seguendo la strada provinciale Giardelli, praticamente,  afferma il consigliere Rossi, Beltiglio può andare via , ma i confini nel comune non vanno toccati, altrimenti esprimerà voto contrario al distacco perché il Comune, non solo perderebbe la zona più fertile di terra, ma anche la popolazione migliore (unita dal 1860 al Comune di Ceppaloni). Il consigliere Valerio Catalano  fa rilevare che non è compito  del consiglio né tanto meno del consigliere Rossi determinare i confini della frazione di Beltiglio, essendo questo compito demandato per legge ad una apposita commissione, per cui propone che la richiesta del consigliere Rossi venga respinta. Il  Sindaco,Costanzo Barone,però, è di parere contrario in quanto afferma che è necessario, per poter esprimere un parere equo nell’interesse della comunità, conoscere quali realtà andranno a formarsi in seguito al distacco, soprattutto per quanto riguarda la delimitazione dei confini e afferma che o si costituisce  una commissione con incarichi precisi ed inequivocabili ai sensi dell’art. 47 del regolamento del 12/2/1911 oppure  si vota con la pregiudiziale espressa dal consigliere Rossi Nicola. Il consigliere Osvaldo Parente,nell’associarsi a ciò che ha affermato il consigliere Catalano Valerio, osserva che la commissione nominata nel consiglio del 16 Marzo ha già compiuto tutti gli obblighi necessari e i confini sono stati precisati nella domanda dei firmatari della frazione Beltiglio e contrade Manni, Penni, Porcari, Rotola e S. Angiolillo, che il consiglio implicitamente ha riconosciuto altrimenti avrebbe dovuto invalidare la stessa istanza presentata dalla frazione Beltiglio. Come si vede, la partita che si giocava era grossa perché una tale delimitazione dei confini avrebbe comportato la chiusura di qualsiasi sviluppo del capoluogo verso sud. Quindi, aveva ben ragione il consigliere Rossi nel porre preliminarmente la questione dei confini, perché  la vera posta in palio non era tanto il distacco, bensì la situazione che la separazione avrebbe determinata a livello territoriale. A questo punto, interviene il consigliere Vetta Attilio che formula un odg secco e preciso : il consiglio esprimerà il proprio parere quando saranno determinati i confini  fra le frazioni. Il consigliere Modestino Zerella, rilevando grande ostruzionismo da parte del consiglio, chiede, a nome di tutti i consiglieri di Beltiglio, che al prossimo consiglio in cui si discuterà di nuovo del distacco da Ceppaloni ,l’Eccellenza il sig.  Prefetto faccia presenziare un suo rappresentante. La proposta Vetta, messa a votazione, viene approvata   con dieci voti favorevoli e 7 contrari. Alla luce della votazione,il sindaco, sig. Costanzo Barone, invita i consiglieri di Beltiglio di dare i nominativi dei rappresentanti che dovranno procedere con gli altri, espressi da S. Giovanni e Ceppaloni, alla delimitazione del territorio. La commissione risulterà composta da 10 consiglieri così espressi: Beltiglio: Cav. Carmine Pepicelli  fu Giacomo, Dott. Giovanni Parente fu Mario, Rev. Gennaro Catalano fu Carmine, Geom Attilio Testa fu Clorindo, Rag. Gennaro Catalano fu Carmine; i restanti cinque sono:Costanzo Barone fu Nunzio, Prof. Attilio Vetta di Fedele, Dott. Pasquale Parente di Luigi, Giuseppe Bosco fu Antonio, Giuseppe Di Donato fu Carlo. Il componente anziano della commissione,cav. Carmine Pepicelli è incaricato di convocare la commissione, possibilmente nei giorni di festa, e servendosi dell’opera de messo comunale per la notifica degli inviti. Eppure i confini erano già stati determinati e approvati dalla delibera di Giunta  n. 19 del 30 Settembre 1944!(1) L’anno 1947 termina con il consiglio del 27 Novembre dove vengono riportati i pareri espressi sia dalla prefettizia n. 27358 del 24 Novembre che dalla  copia della nota del Ministero degli Interni, entrambi relativi alle modalità da eseguirsi per l’ulteriore svolgimento delle pratiche relative all’erezione  in comune autonomo della frazione Beltiglio. Ebbene, sia la prefettura che il ministero  concordano sul fatto che vada applicata integralmente  la procedura dell’ art. 47 del regolamento del 12 febbraio 1911 n. 297.  Inoltre, il sindaco fa presente che la prefettura non ha ritenuto legale la commissione costituita nel precedente consiglio per la delimitazione dei confini,ma vista l’insistenza dei rappresentanti della frazione di Beltiglio, il consiglio fa voti al sig. Prefetto di convocare i comizi elettorali, se proprio necessari, al più presto per la delimitazione dei confini in conformità dell’art. 47 del 1911. Ma l’art. 47 cosa imponeva?  Lo riassumo brevemente: 1) le domande degli elettori e dei contribuenti devono portare la firma autenticata dal notaio-2)bisogna predisporre concreti progetti di delimitazione territoriale delle frazioni e di separazione territoriale fatte dalle rappresentanze degli interessati. In caso di disaccordo, sono compilati d’ufficio, ascoltate sempre le rappresentanze- 3) il progetto di delimitazione territoriale deve essere, in ogni caso, vidimato dall’ufficio del genio civile, pubblicato per 15 giorni all’albo pretorio del comune  e sottoposto al voto del consiglio provinciale-4) sul progetto complessivo deve sentirsi il parere della giunta provinciale amministrativa. Il primo consiglio comunale del 1948, tenutosi l’otto Febbraio, con l’atto n. 2 dell’odg, pone all’attenzione  la questione del distacco della frazione Beltiglio dal Comune di Ceppaloni e , il sindaco, riporta la nota prefettizia n. 1272, del 24 Gennaio con la quale, in seguito a quesito promosso al Ministero degli Interni, da parte della prefettura, si afferma che le operazioni di delimitazione territoriale vanno fatte da una commissione composta da tre rappresentanti della frazione Beltiglio che non risultano però trascritti(essi furono indicati dai firmatari dell’istanza di distacco con atto notarile) e da tre rappresentanti del restante comune espressi dal Consiglio comunale e che sono: Costanzo Barone, Bosco Giuseppe, Di Donato Giuseppe.E’ da sottolineare l’ostinazione e l’impazienza con cui  la frazione di Beltiglio cerca di liberarsi dal “gioco” del capoluogo pur sapendo le gravi difficoltà a cui andrà incontro(il consigliere Osvaldo Parente ne è ben consapevole quando afferma, nel suo intervento, che per alcuni sevizi è necessario consorziarsi) , ma nello stesso momento i rappresentanti della frazione separatista si rendono conto che la burocrazia ha i suoi tempi che non coincidono sempre con quelli che sono le attese ,in questo caso, dei consiglieri di Beltiglio. Probabilmente questa acquisita consapevolezza farà sì essi cambino strategia e diversifichino l’obiettivo da raggiungere, come ho già ipotizzato nel precedente scritto. Da quel momento, comunque, non si discuterà più  in seno al consiglio comunale del  distacco della frazione Beltiglio dal capoluogo Ceppaloni. Questa è una storia strana in quanto è capovolta! Infatti, ho iniziato a raccontarla dalla fine e non dall’inizio che, mi è ancora,per qualche verso, sconosciuto, un po’ come la storia raccontata dal film”Il curioso caso di Benjamin Button” tratto da un racconto di Francio Scott  Fitzgerald  laddove il protagonista  vive a ritroso la propria vita a partire dai settanta anni fino a ritornare bambino.  Ma sono certo, anche se l’analisi ,che verte su circa 120 anni della nostra storia, si presenta lunga e complessa,che riuscirò   a ricomporre l’intero quadro a partire dal 1894, così come sono certo che questa storia ci riserverà ancora  delle sorprese.

1) Riporto la delibera di giunta del 30 settembre 1944 così come fu trascritta: Il trenta Settembre del 1944, il Sindaco, geom Costanzo Barone, in vista del “Censimento ricostruzione nazionale” invita la giunta, composta dagli assessori Farese Giovanni, Bosco

Giuseppe, Tranfa Giuseppe Parente Luigi(l’assessore Aggettino Parente si assenta) a delimitare i confini  per l’esecuzione del censimento nell’imminenza dei lavori. L’assessore Farese Giovanni  propone che i confini del Capoluogo abbiano principio tra il confine d’Arpaise con la strada provinciale Giardelli fino al confine di S. Leucio seguendo la strada rotabile suddetta. L’assessore Tranfa Giuseppe  e Bosco Giuseppe si associano a quanto detto dall’assessore Farese Giovanni.  Si oppone  l’assessore Parente Luigi in quanto che i confini della frazione S. Giovanni sono stati per il vallone Febo e non per la provinciale Giardelli, oltre a ciò tiene a dimostrare che la frazione S. Giovanni distaccatasi dal 1905  da Ceppaloni ha avuto per delimitazione i confini: Febo, Brecciale, Iantuschi, e confine di Beltiglio. Si precisa che  confini tra S. Giovanni e Beltiglio vengono delimitati: vallone Febo seguendo la mulattiera Iantuschi attraversando la provinciale Giardeli, sale strada Volpicelli,S. Bartolomeo, Masseria Catalano, Fieco e segue detta strada fino a vallone Sandi che lo attraversa e conduce a Piano Magliano e Carratiello fino nella nazionale Appia, seguendo la nazionale Appia  continua fino a ponte Impriso”. L’assessore Porcaro(risulta assente dal verbale, forse  arrivò più tardi e non venne annotato), si oppone ala delimitazione dei confini fra la frazione Beltiglio e capoluogo Ceppaloni e non sa precisare i confini che dovrebbero essere definiti e si rimette alla delimitazione preesistente dei vecchi censimenti. Il Presidente pone a votazione la proposta dell’assessore Parente Luigi ..e precisamente iniziando dalla strada provinciale Giardelli e per la strada comunale Iantuschi, strada Volpicelli, S. Bartolomeo, Masseria Catalano Diego, Fieco,e segue detta strada fino a Vallone Santi che lo attraversa e conduce fino a piano Marigliano e Carratiello fino nella nazionale Appia seguendo la nazionale suddetta fino a ponte Impriso. La Giunta approva la proposta con tre voti favorevoli e due contrari 2) Pone ai voti la proposta dell’assessore Farese per la delimitazione dei confini fra la frazione Ceppaloni capoluogo e le frazioni S. Giovanni e Beltiglio e cioè all’incrocio del confino tra il comune di Ceppaloni  ed il comune di Arpaise con la provinciale Giardelli che quest’ultima conduce al comune di S. Leucio. La Giunta approva la proposta Farese con tre voti favorevoli e due contrari. Come ognuno, però, potrà rendersi conto, fu un modo semplicistico e superficiale  di risolvere un problema centrale per la vita del Comune

N.B. Nel precedente articolo, per puro errore di trascrizione, ho riportato tra i consiglieri eletti nella tornata elettorale amministrativa del 1946 il consigliere Cataudo Pietro invece che Catalano Pietro.

Beniamino Iasiello

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