Di quando Beltiglio era …separatista

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benjaminQualche fa tempo, chiesi al Sindaco,dott. Claudio Cataudo, l’autorizzazione(subito accordatami) a poter esaminare gli atti del Comune disponibili per poter ricostruire i momenti essenziali della vita della nostra comunità. Per cercare di cogliere un filo conduttore negli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita politica, sociale ed economica del nostro paese, sia per non lasciare  la nostra storia legata ad una oralità che col tempo continuamente si trasforma e si deforma fino a diventare leggenda, perché i protagonisti di quel momento storico sono quasi tutti scomparsi. Come sempre succede,quando si ha una grande mole di materiale, diventa difficile attenersi all’idea originaria perché sembra quasi che siano i documenti che si stanno analizzando ad  indicare il percorso da seguire.

 

Infatti, pur volendo iniziare ad approfondire  gli avvenimenti più vicini nel tempo,quasi immediatamente  mi sono ritrovato ad organizzare gli appunti attorno al periodo che va dagli inizi degli anni quaranta e precisamente a partire dal 1944, anno in cui,dopo il ventennio fascista, venne nominata,il 6 Luglio 1944, la prima giunta comunale dal Prefetto di Benevento che risultò così composta: geom..Costanzo Barone fu Nunzio,sindaco,  assessori effettivi:Bosco Giuseppe fu Antonio, Parente Luigi fu Fedele, Farese Giovanni di Carmine,Porcaro Arcangelo fu Michele, mentre assessori supplenti furono nominati: Tranfa Giuseppe fu Michele, Parente Aggettino di Alessio. Questa giunta durò in carica due anni perché il 6 Ottobre  del 1946 si tennero le elezioni amministrative che portarono venti consiglieri, liberamente eletti, ad amministrare la comunità Ceppalonese .I consiglieri eletti  furono: 1)Barone Costanzo fu Nunzio- 2) Bosco Giuseppe fu Antonio – 3) Di Donato Giuseppe fu Carlo- 4) Rossi Nicola fu Giuseppe- 5) Simeone Fortunato di Domenico- 6)  Iasiello Francesco fu Antonio- 7) Polcari Egidio di Enrico-8) Sellitti Giovanni fu Federico- 9)Parente Osvaldo di Giovanni- 10) Zerella Modestino di Domenico- 11)Cataudo Pietro fu Carmine- 12) Polcari Ciriaco fu Gelsomino- 13) Catalano Ettore di Giuseppe- 14) Porcaro Carmine di Domenico- 15)Catalano Valerio fu Angelo-16)Vetta Attilio di Fedele- 17) Iasiello Francesco di Giuseppe- 18) Lizza Italico di Nicola- 19) Cavuoto Rinaldo fu Agostino- 20) Parente Angelantonio fu Emanuele .L’amministrazione si insedierà il giorno 20 Ottobre 1946  e già il consiglio dell’8 Febbraio 1947- in seconda convocazione- riserva un  fatto inaspettato. Infatti, l’atto n. 22 all’ odg.  recita in tal modo: Parere del Consiglio Comunale circa il distacco della frazione Beltiglio dal Comune di Ceppaloni.. La mia. meraviglia è stata grande perché sapevo della  volontà della frazione S.Giovanni di volersi distaccare, come effettivamente si distaccò nel 1904, dal Comune di Ceppaloni, ma di Beltiglio, le  notizie, al proposito, erano  quasi del tutto sconosciute. Così decido di approfondire la questione e mi addentro nella lettura del verbale della seduta dove il sindaco,geom Costanzo Barone,informa il consiglio della nota prefettizia n. 2243 fatta pervenire da contribuenti ed elettori di Beltiglio che chiedevano il distacco dal Comune di Ceppaloni. Il consigliere Modestino Zerella  illustra l’importanza per Beltiglio di acquisire l’autonomia perché esistono interessi contrastanti che vanno dalla viabilità e lontananza dal capoluogo, ad una inadeguata rappresentanza in seno all’Amministrazione. E qui lascio la parola al consigliere Modestino Zerella, che con toni degni di un leghista ante-litteram, afferma:Beltiglio, fin da 1894 iniziò la sua crociata per liberarsi dal capoluogo per erigersi in comune autonomo. Gli ispettori centrali del competente ministero nel 1895 e nel 1930, e la commissione inviata dal Consiglio Provinciale nel 1923 riconobbero la necessità inevitabile di procedere al distacco di Beltiglio che aspira  a  che la sua autonomia di fatto sia riconosciuta anche di diritto. Il consigliere Valerio Catalano, pur non mostrandosi contrario alla separazione, non vede particolari né perniciose ragioni per  le quali distaccarsi dal capoluogo. Il consigliere Bosco Giuseppe ,  con un intervento lucido e realistico, offre uno spaccato sociologico del Comune di Ceppaloni dopo la fine della guerra. Dopo aver affermato che l’art. 33 del T.U. della legge comunale e provinciale del 1934  non permette la costituzione in comune autonomo  di una frazione con popolazione inferiore ai 3000 abitanti, continua affermando che: “Esaminato che la domanda dei  naturali della frazione  Beltiglio che è stata sottoscritta anche da naturali delle borgate Manni, Penni, S. Angiolillo e case sparse che fanno parte del territorio del capoluogo come rilevasi da tutti gli atti del censimento  rinvenuti dal 1881 in poi, facendo eccezione il solo censimento dell’anno 1936 che arbitrariamente alterò tali confini; Riaffermando che il confine   tra le frazioni di Ceppaloni e Beltiglio è segnato dalla strada provinciale Giardelli , non si oppone alla costituzione del nuovo Comune. non potendo, però, non fare presente : 1)che le entrate patrimoniali del Comune sono quasi inesistenti- 2)che non vi sono altri lavori  oltre quelli agrari da esplicare nel Comune e che la popolazione è in generale povera non essendo la produzione alimentare locale sufficiente   che soltanto per tre mesi all’anno- 3) che le tasse comunali e le sovrimposte benché, al terzo limite, devono ancora essere aumentate perché non sufficienti a pagare gli impiegati né l’integrazione del bilancio concesso dallo Stato per il 1946 pari a lire 1.600.000( certamente la cifra riportata nel verbale della seduta non è corretta perché è spropositata per quei tempi)- 4) che  le scarse risorse economiche della popolazione, in ogni caso,  non consentono che un lieve aumento dei tributi comunali, grazie alle rimesse degli emigranti –5) che  il frazionamento del comune in due comuni non fa che aumentare le difficoltà economiche attuali, mentre il potenziamento  dello stato civile (qui, a mio avviso, si crea una cesura tra l’analisi condotta e le conclusioni alle quali arriva)  esistente nella frazione di Beltiglio, con la conseguente consegna dei certificati richiesti dai cittadini in quella frazione staccata, eliminerebbe il disagio lamentato dalla popolazione. Il consigliere Bosco chiede al Presidente che detto ordine del giorno venga ammesso a votazione. Il sindaco  Presidente, accoglie la proposta  che,  messa a votazione, è approvata con nove voti favorevoli e sette  contrari. Il consigliere Parente Angelantonio fa notare  l’infondatezza della proposta Bosco riguardante il distacco della frazione Beltiglio  perché il consiglio, per l’art. 47 della legge comunale e provinciale del 1913,  deve solo esprimersi con un Si o con un No in merito alla richiesta di distacco, senza entrare nel merito. Il consigliere Parente insiste nell’affermare che la votazione avvenuta non è legale, ma il sindaco afferma che la procedura è conforme alla legge e che la proposta Bosco deve intendersi approvata a maggioranza di voti. Ad ogni modo, la frazione  Beltiglio insiste nella sua rivendicazione autonomista e, nel consiglio comunale del 16 Marzo 1947,con atto n. 29, il sindaco geom. Costanzo Barone apre la discussione riportando l’atto della prefettizia n. 4461 del 24 Febbraio 1947, laddove si fa presente che la Prefettura di Benevento non ha nulla in contrario a che fosse riconvocato il consiglio comunale per “l’istanza dei naturali di Beltiglio tendente ad ottenere il distacco della frazione e della erezione della medesima in comune autonomo”. Visto l’art 23, continua il sindaco,del T.U. legge comunale e Provinciale 3/3/1934 n. 383, riportata la questione in seno al consiglio nella seduta odierna, determina: 1) incaricare una apposita commissione composta da tre persone affinché porti a termine gli  adempimenti indicati con la prefettizia n. 4461 del 24 Febbraio 1947 e cioè a) accertare che la domanda sia stata sottoscritta da un numero di cittadini che rappresentino la maggioranza numerica dei contribuenti della frazione di Beltiglio e sostengano almeno la metà dei tributi, per accertare  ciò occorre tener conto soltanto delle imposte riscosse mediante ruoli. Subito dopo, viene nominata la commissione di cui fanno parte il dott. Giovanni Parente fu Mario, il prof. Italico Lizza fu Filippo e il dott. Iasiello  Francesco di Giuseppe Il consiglio comunale stabilisce che appena la commissione ultimerà i lavori, riesaminerà anche il proprio parere dato con la deliberazione n. 22 dell’ 8 febbraio 1947.

Ma  perché Beltiglio voleva distaccarsi dal capoluogo Ceppaloni? Credo sia  possibile fare qualche prima considerazione: infatti, al di là della viabilità e della lontananza da Ceppaloni, certamente problemi reali, penso che la chiave di volta  sia nell’ultima parte dell’intervento del consigliere Modestino Zerella quando afferma  che Beltiglio non si sente adeguatamente rappresentata in seno al consiglio comunale. Come è possibile che una frazione che esprime  sette consiglieri su venti compreso il vicesindaco ritenga di non essere  adeguatamente rappresentata in seno al consiglio Comunale?  Forse, perché mirava  a  far nominare Sindaco del comune di Ceppaloni un proprio rappresentante? Infatti, basti pensare che il sindaco, geom. Costanzo Barone, venne eletto al sesto consiglio comunale tenutosi il sedici Dicembre del 1946, in seconda convocazione, con appena dieci voti, mentre la Giunta comunale era stata formata  il giorno ventisei ottobre e , alla prima votazione, risultò eletto soltanto il consigliere Valerio Catalano con venti voti su venti. Inoltre, questa mia ipotesi, potrebbe essere avvalorata dal fatto che, sino alla fine della legislatura, moltissimi consigli furono disertati( circa dieci consigli solo nel 1951), fino a giungere alle elezioni del 1952 che vide un consigliere di Beltiglio, avv. Erennio Menotti Parente nominato Sindaco di Ceppaloni. Da quel momento non ho ritrovato altre istanze o documenti che riguardassero la richiesta di separazione della frazione Beltiglio dal comune di Ceppaloni. Comunque, la giunta comunale di Ceppaloni dell’anno 1946, risultò cosi formata: Sindaco: Costanzo Barone, assessori effettivi: Valerio Catalano, Cavuoto Rinaldo, Vetta Attilio, Lizza Italico, mentre assessori supplenti vennero eletti Bosco Giuseppe e  Di Donato Giuseppe. La ricerca sarà lunga e complessa, ma , alla fine, spero di riuscire  a cogliere le motivazioni reali per le quali la frazione di Beltiglio volesse distaccarsi dal comune di Ceppaloni,e, soprattutto,individuare tutte le fasi di questa strana storia  che, come affermò il consigliere Modestino Zerella nel suo intervento, iniziò nel lontano 1894.

Beniamino Iasiello

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