Il giorno del ricordo

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benjaminLa legge del 30 Marzo 2004 ha istituito “Il giorno del ricordo”, in memoria delle vittime delle  foibe,dell’esodo giuliano- dalmata, delle vicende del confino orientale. Ci sono voluti sessanta anni per riconoscere la tragicità dei fatti che avvennero nel  mese di Settembre del 1943 e nei mesi di Maggio e Giugno del 1945 quando la  guerra si era conclusa  Per molti anni, è stata una pagina della nostra storia dimenticata non solo dalla politica, ma anche dalla storiografia. Bisogna attendere la caduta del muro di Berlino e del Moloch dai piedi di argilla del comunismo, dei mutati rapporti inpolitici e della legittimazione parlamentare di forze politiche che per tanti anni erano state considerate fuori dall’”arco costituzionale”(leggi:MSI), perché in Italia si cominciasse a porre al centro della storia patria  la tragedia nazionale accaduta nei territori della nostra frontiera orientale:circa 12.000 morti e oltre 350.000 gli esuli che abbandonarono le terre istriane e giuliane.

 

Quando dopo l’8 settembre, i partigiani occuparono buona parte della Venezia Giulia, emisero centinaia di condanne a morte che colpirono non soltanto i fascisti,ma anche gente comune. Si calcola che nel periodo Settembre -.Ottobre , circa 800 persone vennero condannate a morte e  scaraventate,molti ancora vivi, nelle foibe. Quando con l’operazione “Nubrifagio”, i tedeschi riconquistarono La Venezia Giulia,e insieme con i fascisti iniziarono ad ispezionare le foibe, fu  possibile rendersi conto degli eccidi perpetrati dai partigiani slavi. Le foibe(dal latino fovea:fossa, cava) sono grotte carsiche che terminano con un inghiottitoio che assumono la forma di un imbuto rovesciato e possono essere profonde oltre i centro metri. Nella primavera del 1945, l’occupazione Jugoslava di Trieste di Gorizia dell’Istria , determinò non soltanto il fenomeno delle foibe  ma  anche la deportazione nei campi di concentramento dove morranno migliaia di   persone mai più ritrovate. Con l’arrivo delle forze alleate,dopo del 10 giugno,cessarono condanne, esecuzioni deportazioni che assunsero,in molti casi, la forma di pulizia etnica! Nonostante l’efferatezza dei crimini commessi , sia la destra che la sinistra,per ragioni diverse, dimenticarono le foibe,le responsabilità dei partigiani comunisti dell’esercito di liberazione jugoslavo sotto il comando del compagno Jpsip Broz detto  Tito, i campi di concentramento, ritenendo così  di poter negare la storia e con  essa  gli avvenimenti accaduti sui quali, chiaramente, le interpretazioni divergono, soprattutto rispetto al ruolo(se ci fu) del comunismo italiano. Il  presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, nel discorso tenuto il 10 Febbraio del 2007 ha sintetizzato compiutamente il senso di tutto ciò che è successo: non dobbiamo tacere di aver negato o teso ad ignorare la verità per programma ideologico e cecità politica il dramma del  popolo giuliano-dalmata… tragedia rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali…nell’autunno del 1943 si intrecciarono giustizialismi sommari e tumultuosi  parossismi, rivalse sociali e un disegno di sradicamento della presenza italiana da quella che era e cessò di essere la Venezia.Giulia. Vi fu dunque un moto di odio e di furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo che…assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica. Era giusto, cosi come già ho fatto per 27 Gennaio, , che testimoniassi l’importanza  di ricordare un momento della nostra storia nazionale che per molti anni  si è tentato di  far sprofondare in una “foiba”. Ricordare sempre, resta il miglior antidoto per la memoria individuale e collettiva contro gli orrori della storia e della mente umana che li partorisce.

Beniamino Iasiello.

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