Gli appalti pubblici a Ceppaloni ............certamente sono complessi e strani
Pongo un quesito a tutti e soprattutto a chi può dare una risposta ai miei dubbi. Consentitemi di fare un preambolo, un capello come si dice in gergo. Per prima cosa un ringraziamento è doveroso farlo ad Alfredo, il quale caparbiamente ha individuato delle problematiche nel nostro Comune e si batte per fare chiarezza su tutto ciò che accade. In questi ultimi mesi si è sentito molto parlare del Castello perché oggetto di un intervento di restauro di circa 4 milioni di euro. Tutti rammentiamo che il primo finanziamento, di un milione di euro, elargito dalla Provincia, è stato dirottato per l’acquisto di un vecchio casale a San Giovanni di Ceppaloni (sopprimendo in questo modo il progetto del “Museo delle Streghe”) per realizzare una specie di salone/sala da ballo. Quel vecchio casale da pagare circa 250 mila euro ma di un valore reale, per alcuni, molto più basso è ancora un rudere. Dopo un anno e più, di quel progetto non si sa nulla, ma proprio nulla.
Comunque, gli amministratori del tempo (alcuni sono presenti nell’attuale amministrazione, altri no) avevano detto ai Ceppalonesi, scontenti di questo fatto, che a breve sarebbe arrivato dalla Regione un finanziamento di circa 5 milioni di euro per il Castello. Finalmente è arrivato ed è stata fatta anche la gara di appalto per l’affidamento dei lavori e della progettazione, che a breve scadrà e speriamo che almeno questa volta, tutti, ma proprio tutti i soldi finanziati per il Castello vengano spesi per esso, anche quelli che eventualmente saranno scorporati dall’aggiudicazione della gara al massimo ribasso.
Proprio sulle modalità della gara (come già citato da Alfredo) ho alcune riserve, tra cui, il tipo di gara d’appalto, una gara di tipo integrata (vuol dire un’unica gara per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori), ancora più semplicemente una gara che affiderà all’impresa (non ad uno studio tecnico) aggiudicatrice la progettazione e l’esecuzione dei lavori.
Ora, prima di esporre il “quesito”, cerchiamo di capire quali sono gli appalti per le oper pubbliche.
Per prima cosa esistono vari tipi di bandi di gare per l’esecuzione dei lavori, tra cui l’offerta economicamente più vantaggiosa, alla quale si ricorre (leggo da interne che è fatta quando si vuol garantire la perfetta esecuzione dei lavori o, in maniera meno appropriata, quando si vuol indirizzare l’esito, visto che è un tipo di gara che da molta discrezionalità alla committente… la scelta dell’ impresa aggiudicatrice dipende dalla scelta della commissione esaminatrice “art.84”. Però non so se è vero, su internet si leggono anche bufale), e l’offerta al massimo ribasso (ho sempre letto in internet che si usa quando ci sono pochi soldi o quando si sa che i margino di guadagno sono alti… (?)).
Primo problema: dalle nostre parti non esistono imprese con i requisiti richiesti dalla committente e quindi certamente non saranno i nostri tecnici a collaborare nella realizzazione del “recupero*”. Per loro sarebbe stata una grande opportunità se fossero stati inglobati in un progetto di tale entità , come accadde anni addietro quando un gran professore universitario venne a Ceppaloni per progettare il recupero del centro storico. Quindi si avrà in primo luogo un problema lavorativo, visto che tutti questi milioni quasi certamente andranno fuori dalla nostra comunità , quindi nel primo immediato questo restauro non porterà nessun “utile” ai Ceppalonesi e forse nemmeno in un secondo tempo………perché? Perché anche se l’impresa aggiudicatrice deve garantire la perfetta esecuzione dei lavori, si sente molto spesso che per certi lavori ciò non accade: basta vedere i servizi delle Iene o di Stiscia la notizia…
Poi, il bando per la progettazione, solitamente non è mai integrato a quella dei lavori (soprattutto nei recuperi soggetti a OG2), si procede con i famosi concorsi di progettazione o ancora meglio concorsi idea, sistemi con cui si sarebbe potuto trovare anche buone destinazioni d’uso.
Secondo problema. Uno studio ed una progettazione di un lavoro complesso, com’è quello del Castello Medievale, avrebbe richiesto un inevitabile, ulteriore passaggio preventivo: quello dello studio storico ed artistico fatto da esperi del settore; si usa dire: ad ognuno il proprio lavoro e al lupo le pecore. Lo studio in settori di tipo scientifico insegnano a risolvere problemi di qualsiasi natura, dal capire perché una mela cade da un albero, alla costruzione del Ponte di Messina, dal capire il funzionamento di un microscopio alla lettura ed eventuale modifica del DNA. Nello specifico una facoltà Universitaria di Architettura comincia con il darti le basi studiando la storia dell’Arte per finire ad insegnare i metodi più complessi e strutturati per restaurare un Monumento, lasciando intatte le sue caratteristiche storiche, strutturali, ecc., quale ad esempio il ripristino di muri in modo non invasivo come ad esempio quello che va o dovrebbe essere fatto per il Castello. E stato fatto questo studio??? Spero di si visto che:
Il comune di Ceppaloni possiede vari reperti storici. Quello più importante ed imponente è il Castello Medioevale che sovrasta l’abitato di Ceppaloni da più di mille anni (vedi la Storia del Castello nella sezione “monumenti” del sito).
Quesito: SECONDO QAULE CRITERIO L’AMMINISTRAZIONE E I NOSTRI TECNICI COMUNALI HANNO DECISO DI PROCEDERE CON L’ OFFERTA ECONOMICAMENTE PIU’ VANTAGGIOSA PER APPALTI TIPO IL RECUPERO IDROGEOLOGICO E LA RETE FOGNARIA ( settori in cui i margini di
guadagno sono buoni), MENTRE PER IL CASTELLO, BENE DEFINITO STORICO, SI E’ PROCEDUTI CON UNA OFFERTA AL PREZZO PIU’ BASSO, CHE NON FORNISCE LE STESSE GARANZIE DELLA PRIMA (vedi art.o 83 del D.Lgs in materia di contratti pubblici per queste opere)?
Federico Tranfa
*Volevo concludere con una precisazione, il capitolato speciale di appalto parla di recupero del Castello medioevale e piĂą precisamente cita cosi: Recupero sismico del Castello medioevale.
Leggendo la gara ed il capitolato, molti potrebbero pensare che le nostre sono solo chiacchiere visto che l’amministrazione parla di recupero sismico mentre noi di restauro.. A questo quesito rispondo dicendo che la legge prevede alcune importanti restrizioni per gli interventi di categoria OG2 (la categoria prevalente per il “recupero” è proprio l’OG2) che implicitamente impone una sorte di restauro per i beni di interesse storico ed artistico. Ciò lo si evince anche dal computo metrico… se fosse solo un recupero sismico, una messa in sicurezza, servirebbe impiantare portoni di ingresso in legno di castagno da 30 mila euro, invetriate di 80 mila euro o pavimenti da più di cento euro al metro…..??? Penso di no!
Invito tutti a leggere gli art. dall’81 al 110 del D.Lgs 163/26 aprile 2006 :
ED INOLTRE: La qualificazione nella categoria di opere specializzate OS2
Il D.M. 294/2000 detta le norme per la qualificazione negli appalti sui beni culturali mobili e sulle superfici decorate

