Una piccola storia ignobile

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L’argomento trattato in questo breve scritto non sarà, per alcuni, di fondamentale importanza, poiché l’estetica, il piacere del bello e dell’armonia, appare spesso un di più, difficile da raggiungere, soprattutto in un contesto sociale ed amministrativo come quello esistente nel nostro paese.
 
Tale considerazione, va di pari passo con un secondo aspetto: tutelare nel modo migliore l’integrità del centro storico, salvaguardandolo da brutture ed inestetismi che danneggerebbero ancor più il tessuto esistente e per non completare l’opera di abbrutimento ed abbandono cui irreversibilmente ci stiamo avviando.
Chi viene a Ceppaloni, in via Piazzetella, può ammirare da qualche giorno la presenza, lungo la facciata di un edificio, di ben quattro “oggetti” che “rivestono” l’intera parete: un segnale stradale, una bacheca per manifesti dei defunti, una cassetta postale e, ultimo arrivato, un raccoglitore per pile esauste.
Possibile che in un intero paese non esisteva un luogo più idoneo per inserire tale raccoglitore? L’aver creato una tale concentrazione di oggetti in un singolo luogo, è l’esatta rappresentazione della limitatezza culturale di chi ha concepito ed autorizzato tutto ciò.
Di sicuro tale scelta non è espressione dell’ufficio tecnico, che aveva già optato per altra collocazione più funzionale ed idonea.
E allora ci chiediamo: quale mente “superiore” ha partorito tale scelta? Con quale logica, visto che il raccoglitore, dovendo servire l’intera comunità, andrebbe posto in un luogo più accessibile piuttosto che in una strada a fondo cieco con divieto di transito all’ingresso?
Un raccoglitore per pile sintetizza al meglio l'irragionevolezza, l'incapacità amministrativa e l'ignobile arroganza di qualche amministratore: ci sconcerta, ancora una volta, la sua volgare superbia, il modo in cui l’ha messa in atto; ci sconvolge la passività e l’accettazione di questo sindaco e di questa amministrativa davanti a comportamenti di tale genere; ci sconvolge ancora la sfrontatezza con cui si calpesta la dignità di un intero Ufficio tecnico comunale e del suo dirigente sintetizza. Ci sconvolge tutto questo perché si tratta solo di un raccoglitore per pile.
Alcune volte ci chiediamo se sia utile scrivere di tali argomenti, poiché, nella loro semplicità, sono l’espressione di un tale menefreghismo che può essere frutto solo di incompetenza.
Ma poi pensiamo che, oltre ad essere una grande espressione di libertà, lo scrivere possa avere una funzione terapeutica, nel nostro caso occorrerebbe quasi un miracolo: contribuire ad eliminare un po’ di quella “nebbia” fatta da interessi personali e stupidità, che purtroppo la fa da padrona in qualche pessimo amministratore.
 
Domenico Simeone
Elio Fiorillo
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