… per vivere liberi fino alla fine …

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benjaminCosì si legge sui banchetti approntati nelle piazze italiane per la raccolta delle firme, iniziata il 17 giugno e promossa dall’Associazione ”Luca Coscioni”, per il referendum, abrogazione parziale dell’art. 579 del Codice Penale (omicidio del consenziente), che renda non punibile l’eutanasia che, nel nostro ordinamento, lo è nella sua forma attiva (somministrazione di farmaci, da parte di un medico, che provoca la morte del richiedente), mentre la sospensione delle cure, intesa come eutanasia passiva (il medico si astiene da ulteriori interventi o non somministra cure dirette a tenere in vita l’ammalato), è già possibile per l’art.321 della Costituzione e della legge 219/20172. Ad oggi le firme raccolte, a livello nazionale, sono già 750.000 per cui già si è raggiunto il quorum necessario, ma, va da sé, che più sono le firme, maggiore pressione si fa sul Parlamento che già avrebbe dovuto affrontare la questione dopo che la Corte Costituzionale con una sentenza storica, 242/19, aveva ritenuto non punibile, per l’art. 580 (istigazione e aiuto al suicidio) del c. p. e a certe condizioni … chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio.

 

Quali sono queste condizioni? Decisione libera ed autonoma del paziente che è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e colpito da una patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli ritiene insopportabili. Non solo. In attesa dell’intervento del legislatore, la Consulta aveva subordinato la non punibilità: al rispetto sulla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative, sulla sedazione profonda continua e alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del SSN, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente. 

Rispetto al ritardo del Parlamento e alle difficoltà surrettizie frapposte dal SSN, la sentenza riempiva un vuoto normativo così da riconoscere il diritto dell’ammalato, sempre nelle condizioni sopra descritte, di essere assistito nell’ultimoviaggio. L’ultimo caso, che ha innescato il dibattito, è stato quello di Mario, nome di fantasia, 53 anni tetraplegico, che con una lettera dell’11 agosto indirizzata a “La Stampa” ha chiesto al SSN di verificare l’esistenza delle condizioni per cui aveva chiesto il suicidio assistito …  voglio morire con dignità, vi prego, ora lasciatemi morire …  sono … stanco di vivere soffrendo. L’articolo ha provocato la risposta del Ministro della Salute Roberto Speranza … sostengo la sua battaglia, le ASL garantiscano il suicidio assistito, di Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati, che denuncia il colpevole ritardo del Parlamento dove “dormono” circa 13 progetti di legge. L’Asl ha fatto sapere, non all’interessato (!), ma al giornale La Stampa, che è stato attivato il comitato etico e che adesso una commissione valuterà la situazione … ma sappiamo che in Italia si istituiscono le Commissioni non per risolvere i problemi, ma per complicarli. Infatti il comitato etico … dovrà porsi in ascolto con il paziente e i suoi cari, in una relazione di cura che potrebbe svilupparsi nel tempo per valutare in modo collegiale la situazione”.

Il 27 agosto Mario aveva denunciato l’ASL delle Marche che gli negava il suicidio assistito in quanto ancora non aveva verificato le sue condizioni di salute e il 30 agosto rispondeva sempre all’ASL che la sua famiglia stava bene, gli era sempre vicina, accettava le sue decisioni e non aveva bisogno di in medico … io invece si perché i medici devono testare le mie condizioni e dirmi se il protocollo medico a cui accedere per il suicidio medicalmente assistito va bene.

Il SSN non può esimersi dal dare una risposta in tempi congrui … io attendo che si esegua tutto ciò da oltre un anno … mentre ha appena ha messo in moto un processo che … potrebbe svilupparsi nel tempo … quando? Un altro anno o due, o ad libitum?

Allora il referendum rappresenta “l’arma” per costringere il parlamento ad approntare una legge che dia certezze al malato che abbia deciso di lasciarsi morire. E’ un referendum parziale che tende a modificare l’art. 579 del Codice penale il quale prevede che “chiunque cagioni la morte di un uomo col consenso di lui, è punito con la reclusione da 6 a 15 anni e si applicano le disposizioni relative all’omicidio se il fatto è commesso contro un minore, una persona inferma di mente (anche per abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti) o il cui contenuto è stato estorto con violenza, minaccia o inganno”. 

Il referendum vuole abolire la punibilità eliminando dall’art.579 …  chiunque cagioni la morte di un uomo col consenso di lui è punito con la reclusione da 6 a 15anni. 

Inoltre, a mio avviso, la non osservanza della sentenza e il non intervento del Parlamento, rispetto alla regolamentazione del suicidio medicalmente assistito, genera una divisione tra cittadini di serie A (quelli che possono, il costo supera i 10.000 euro, vanno in Svizzera a mettere in atto il loro proposito; secondo Marco Cappato, ogni giorno un italiano si porta in Svizzera per porre fine in maniera indolore alla propria vita) e quelli di serie B che, non potendo, attendono nel proprio paese che l’Ente preposto, rispetti una sentenza emessa dalla Corte Costituzionale e che i politici ricordino che la loro funzione è quella di legiferare per disciplinare, in questo caso, una materia eticamente sensibile che riguarda l’intera società. Mi auguro che la legge che il Parlamento approverà sia chiara e non dia appigli di nessun genere a chi cercherà di affossarla nella pratica ricorrendo all’obiezione di coscienza

Ho già firmato perché ritengo che la dignità della persona vada salvaguardata non solo in vita, ma anche nellamorte.

Si può firmare fino al 30 settembre anche on –line o presso l’ufficio anagrafe del Comune.

Beniamino Iasiello

1 Dopo aver sancito il diritto alla salute, afferma che … nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

2 Per la legge del 22 dicembre 2017, n. 219, è possibile redigere, legalmente, il proprio testamento biologico con cui si lasciano le proprie volontà rispetto alle cure che si vogliono ricevere in casi non si abbia la possibilità di esprimersi.

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