Due paesi, due economie, il passato e il presente di un Comune,anche se limitato soltanto a qualche aspetto della sua vita, ma, in ogni caso, cifra di una certa vivacità commerciale ed economica della comunità ceppalonese.
La delibera risale al 31 Maggio del 1928 e riguarda la tassa di consumo sulla minuta vendita di generi alimentari, liquori ed altro, stipulata dall’appaltatore del dazio, sig. Oreste Verrusio, con gli esercenti del Comune.
Nell’era della globalizzazione, dove tutto può essere comprato dove e come si vuole, a mala pena, oggi, sono rimasti aperti alcuni negozi alimentari e neppure in tutte le frazioni. Nell’età pre – globale e pre – industriale, invece, le rivendite erano davvero tante, nonostante la gente coltivasse la campagna e molti prodotti non aveva bisogno di comperarli. Nel 1928, ben 34 rivendite ratificarono l’abbonamento al dazio comunale che, sul territorio, erano così ripartite:
n. 11 a CEPPALONI
Barone Cosimo Salumi oli e formaggi lire 300.00
Capone Maria Grazia Vino, sardine e gassose lire 240.00
Donisi Domenico Tutti i generi, escluse bev. alcoliche lire 240.00
Galasso Maria Grazia Liquori, caffè, dolciumi lire 180.00
Iadonisi Giuseppe Formaggi, salumi, oli, petrolio lire 300.00
Iasiello Pasquale Vini, liquori e generi diversi lire 636.00
Porcaro Armando Olio, petrolio, zucchero e caffè lire 144.00
Porcaro Luigi Carlo Carni macellate lire 180.00
Rosa Biagio Olio, petrolio, salumi lire 240.00
Tranfa Pasquale Vino, birra, gassose, sardine lire 480.00
Zarrella Raffaele Carni macellate lire 180.00
n. 3 a S. CROCE
Rossi Emiliano Salumi ed altri generi lire 300.00
Rossi Giuseppe Carni macellate lire 360.00
Scarano Alfredo Oli, petroli, baccalà lire 240.00
n. 2 a BARBA
Porcaro Eduardo Oli, petroli, baccalà lire 144.00
Porcaro Luigi Oli, petroli, baccalà lire 120.00
n. 8 a S. GIOVANNI
De Basio Aniello Vino, liquori e generi diversi lire 600.00
De Blasio Carlo Baccalà, oli, petroli, formaggi lire 276.00
Parente Genesio Olio, petrolio, baccalà lire 120.00
Petracca Carolina Baccalà, oli, petroli, formaggi lire 360.00
Petracca Teresa Baccalà, oli, petroli, formaggi lire 240.00
Rossi Giocondino Vino e generi diversi lire 180.00
Troisi Antonio Olio, salumi ed altri generi lire 300.00
Zarrella Arturo Carni macellate lire 100.00
n. 10 a BELTIGLIO
Catalano Brigida Vini e Liquori lire 72.00
Forni Arcangela Vini, liquori ed altri generi lire 660.00
Lonardo Palma Vino e gassose lire 240.00
Cataudo Alfredo Oli, petroli, baccalà lire 360.00
Rossi Andrea Vino e gassose lire 240.00
Porcaro Gelsomino Carni macellate lire 240.00
Catalano Carlo Carni macellate lire 240.00
Pilla Luigi Vino e generi diversi lire 240.00
Parente Giuseppe Vino e generi diversi lire 300.00
Cavone Berta Olio, petrolio, baccalà lire 144.00
La delibera fu ratificata dal Commissario Prefettizio per la gestione straordinaria dell’Amministrazione del Comune di Ceppaloni. Spesso, durante il fascismo, ma anche nel primo ventennio del Novecento, il Comune fu sottoposto alla gestione Straordinaria: dal 1926 al 1943 fu amministrato da quattro Podestà(erano “bersagliati” da ricorsi ed esposti, molto violenti e ben circostanziati, che i cittadini del Comune inviavano al Prefetto) eben sette Commissari Prefettizi!
Tra i nominativi riportati per Ceppaloni, mi sembra di ricordarne qualcuno che, alla fine degli anni cinquanta, ancora aveva una rivendita dove, però, era possibile comperare il pane e qualche genere alimentare (solo la pasta, mi pare) e non più la carne. Era Porcaro Luigi Carlo (veniva chiamato zi’ Carlino e’ madra a peppe(?)) che abitava ed aveva il negozio all’angolo della prima salita che portava (e porta) a via Cortile. E, forse, anche Barone Cosimo che, negli anni sopra citati aveva una negozio, in piazza,di generi alimentari e l’attività commerciale veniva svolta dove adesso vi è il “barber shop”. La sorpresa grande, per me, è rappresentata dalla rivendita di Tranfa Pasquale (mio nonno) che dovrebbe coincidere con l’attuale “Bar Crisalide”. La licenza era vicino al nonno, ma l’attività veniva gestita dalla nonna Clelia(Bosco) che sino alla fine degli anni cinquanta preparava anche da mangiare per le maestre che, provenienti da altre città, restavano nel paese per l’intera durata dell’anno scolastico(ricordo che una di queste maestre veniva chiamata “signorina Galli”). Il bar Tranfa, quindi, avrebbe circa cento anni di vita.Chissà! Sono passati tanti anni. Qualcuno con migliore memoria potrebbe convalidare o meno questi miei ricordi.
Beniamino Iasiello