L’unica indicazione del foglio è il riferimento alla tipografia di Antonio Minocchia, per cui, pur non essendo possibile riferirlo ad alcuno, è plausibile credere che il sonetto fu scritto per celebrare, ufficialmente, l’anniversario della nascita della nuova Provincia di Benevento. Giustamente, l’evento andava ricordato, ma, ciò che sembra strano è che la cerimonia quasi coincide con l’eccidio di Pontelandolfo del 14 Agosto 1861. E’ difficile,oggi, pensare che mentre le truppe del regno d’Italia mettevano a ferro e fuoco Casalduni e Pontelandolfo , le istituzioni non avessero fatto sentire la loro voce né prima,per tentare di fermare la rappresaglia, né dopo per condannare una azione vile contro gente inerme , massacrata nel cuore della notte. Può darsi che la Provincia sentiva lontano i paesi che fino a quel momento avevano fatto parte del Molise, mentre il debito di riconoscenza verso Garibaldi e il Re era enorme. E,forse, proprio per questo, il Decurionato di Pontelandolfo inviò un proprio atto , l’otto Settembre del 1861, al Governatore della Provincia di Benevento con il quale … “questo Municipio chiede che questo Comune continui ad essere governato dal Sig. Intendente del Circondario di Cerreto, abbandonando l’idea di essere aggregato direttamente alla Provincia, come si rileva dall’annesso atto”. La delibera è firmata dal Sindaco f f Saverio Golino. E’ utile, però, leggere parte dell’atto decurionale perché, tra le righe, si capisce che si era verificato qualcosa di molto importante a cui ,però, non veniva fatto esplicito riferimento: … “ l’anno 1861, l’otto Settembre in Pontelandolfo, riunitosi il Decurionato in numero legale, il Decurione anziano f f di Sindaco, pel Sindaco e 2° eletto assenti, ha proposto che un atto decurionale di cui s’ignora l’epoca, questa Decuria fè istanza presso il Sig. Governatore della Provincia di Benevento, alla quale questo Comune trovasi aggregato, di voler direttamente andare sotto quella Provincia, e non già sotto il circondario di Cerreto Sannita. Ora essendo cambiato le posizioni delle cose ed avendo meglio riflettuto, pare che tale petizione non potea menarsi in effetto, ma bensì contentarsi di restare sotto il Circondario, come sopra, di Cerreto, giusta la circoscrizione superiormente stabilita”. La delibera fu approvata all’unanimità da Giuseppe Mancini, Domenico Antonio Paternostro, Tommaso Baldini,Dionisio Lombardi , Bernardino Ciaburri,Salvatore Boccaccini,Francesco Perugini. Alla fine si trova una nota del sostituto Cancelliere, Luigi Longo, che certifica che “ il presente atto in copia è sfornito di sigillo comunale perché divorato dalle fiamme”. Relativamente a questo aspetto, però, la posizione del Decurionato di Pontelandolfo non fu sempre ferma. Infatti, in data 23 Novembre 1861, rispose alla richiesta del Prefetto che chiedeva di far conoscere, anche se l’amministrazione di Pontelandolfo era provvisoria, di quale circoscrizione il Comune volesse far parte, così da comunicarlo al Consiglio Provinciale, che era l’organo preposto alla organizzazione delle circoscrizioni territoriali. Eppure è strana questa richiesta , visto che, in data 8 Settembre, la domanda di far parte del Circondario di Cerreto Sannita era già stata inviata al Consiglio Provinciale, tramite il Presidente, con la seguente lettera di accompagnamento: “Signore, mi fo il pregio farle giungere un atto decurionale, col quale questo Municipio chiede che questo comune continui ad essere governato dal Sig. Intendente di Cerreto, abbandonando l’idea di essere aggregato direttamente alla Provincia, come si rileva dall’annesso atto”.Ma, probabilmente, il Presidente del Consiglio Provinciale non consegnò mai quella delibera e il decurionato, formato dagli stessi uomini che avevano avanzato la prima proposta, in data 23 Novembre, lo stesso giorno in cui arrivò “ il foglio” del Prefetto, tornò a riunirsi. E, dopo aver affermato che l’incendio dell’Archivio Comunale non permetteva “ di riandare sugli antecedenti e dare un dettagliato parere sull’oggetto”, affermava che nei mesi di Giugno o Luglio 1861( cioè, il Decurionato si rifaceva ad una delibera prima del 14 Agosto del 1861, non tenendo in nessuna considerazione quella dell’otto Settembre),i decurioni, interessandosi seriamente della faccenda, avevano chiesto che Pontelandolfo fosse destinato a capoluogo di Circondario o per lo meno fosse aggregato direttamente al Circondario di Benevento. E, per avvalorare le loro ragioni, avevano allegato una carta corografica della zona dalla quale si evinceva “a colpo d’occhio come la pretensione del Comune fosse più che naturale”. Ad ogni modo, ritenendo di interpretare correttamente il pensiero della popolazione, il Sindaco f f chiese: 1)che il Comune fosse destinato ad essere capoluogo di Circondario nella riforma della circoscrizione della Provincia, e 2) se ciò non fosse stato possibile ,” il che non si augura”, che almeno venisse aggregato direttamente al Circondario di Benevento, raccomandando al Consiglio di prendere in seria considerazione la proposta fatta .Firmato: il Sindaco Saverio Golino e i decurioni: Salvatore Boccaccino- Francesco Perugini- Michelangelo Perugini- Andrea Perugini- Nicola Rinaldi. Un tale comportamento fa pensare che, certamente qualcosa era successo in quei due mesi per far cambiare opinione al Decurionato, forse pressioni dalle autorità che vedevano in quel rifiuto di far parte del Mandamento di Benevento un atto di accusa contro le autorità che non avevano osato opporsi ad una azione efferata di cui certamente dovevano essere a conoscenza, visto che i militari partirono proprio da Benevento per la “strafe expedition”. Altra conseguenza immediata dei fatti del 14 Agosto, fu lo spostamento del Mandamento da Pontelandolfo a Casalduni, comunicato il 30 Agosto; il Procuratore Generale del Re, scrisse il Sindaco al Presidente del consiglio Provinciale, “mi partecipava che provvisoriamente il mandamento di Pontelandolfo fosse invece trasferito nel Comune di Casalduni”.Tale disposizione fu sottoposta, il tre Settembre del 1861, al Decurionato e ai cittadini perché fossero informati ed insieme stabilissero cosa fare. Infatti, il f. f. Saverio Golino riunì “i più probi cittadini onde i voti dell’assemblea municipale, con quelli della classe di onesta gente” che fecero voti al Luogotenente generale del Re perché il Mandamento restasse a Pontelandolfo.