L’inventario della Parrocchia di S. Nicola fu redatto da Fra Vincenzo Maria dell’ordine dei Predicatori e voluto da Cardinale Orsini , Arcivescovo di Benevento. Dei tre inventari che sono conservati nella parrocchia di S. Nicola,certamente il più completo è questo del 1709 che riporta, alla fine, anche le planimetrie dei luoghi descritti,mentre gli altri due, il primo del 1646 e il secondo del 1686 sono molto più superficiali nella descrizione della chiesa e dei beni. Furono inventariati tutti gli averi che la Chiesa di S. Nicola possedeva e che furono così suddivisi: Chiese e case annesse a quella parrocchiale. Oltre la Chiesa di S. Maria in Piano che, già sappiamo essere annessa alla parrocchia di S. Nicola,le altre, quasi tutte dirute , cioè distrutte, sono: quella sotto il titolo di santa Maria a Porta Novella, sita dentro detta terra Ceppaloni nella contrada di S. Lorenzo dove …
l’unità di detta terra tiene l’orologio e ne paga annue carlini sette, poi la chiesa diruta sotto il vocabolo di Santo Lorenzo, sita dentro detta terra di Ceppaloni, inoltre la Chiesa di S. Lucia che si trova fuori dalla terra di Ceppaloni, passato il convento della S.S. Annunziata e infine la Chiesa di S. Nicola Inserata Ciceri, distrutta dalle fondamenta, dà sotto lo Casale di Sanglio di cui si ricorda appena il luogo dove si trovava. E’ difficile stabilire dove si trovassero le suddette chiese perché non viene dato nessun punto di riferimento per individuarle, tranne, forse,che per la chiesa di S. Lucia , che, trovandosi al di là della Chiesa dell’Annunziata, potrebbe essere stata quella dove si trovava il camposanto di Ceppaloni, cioè quasi all’inizio di via Croce. D’altra parte, la suddetta strada, così come noi, oggi, la conosciamo, venne costruita agli inizi del Novecento quando il Consiglio Comunale accolse l’istanza di alcuni cittadini( Bellarosa ed altri) per lo spostamento della via che accede al rione Croce: Tale spostamento consiste nel fare attraversare la via in parola nel giardino del dott. Polcari e propriamente accanto alla casa del sig. Farese Michelangelo e al dott. Polcari in compenso del terreno che si andrà ad occupare ci sarà ceduto il tratto della via mulattiera che viene ad essere inutile e propriamente quel tratto fra il vecchio cimitero e la curva che fa il muro del giardino del ripetuto sig. Polcari.La delibera è del 5 Maggio 1907 e ci permette di capire quando e perché fu creata quella strozzatura della strada così come è ancora oggi ed anche che l’attuale via Rossi ha preso il nome dal Rione omonimo. Subito dopo vengono elencati i beni che si affittano ad anno corrente, e tra questi, per primo, vi è una casa, sotto il titolo di casa parrocchiale,sita e posta dentro detta terra, proprio nel luogo Lo Castellone, seu Cortiglio( Contrada detta sopra lo seu lo Castellone)Spedale confinante … da un lato la casa del Sig Nicola Sellitti e dall’altro lato .. Giò Bottillo, cioè dà sotto a detta vi si apre allo Portone dove è attaccato l’Arco, consistente in sei membri ( sei stanze)cioè quattro inferiori e due superiori con ddietro ….Poi vi è la descrizione della casa che, all’interno, è intonacata e presenta un soffitto formato a quadrati, mentre all’esterno è ricoperta solo con riccio colla Bananella, ha il portone di fuora che apre a due serre, con chiave a mascatura … . Questa casa fu comperata per la suddetta chiesa di S. Nicola, e passa dal bene di Angelo Leonardy arciprete dal … Giò Botta … di Napoli, con altri beni, siti in detta terra di Ceppaloni, per ducati 100 sotto lì 8 Luglio 1681 e benché ne sia copia autentica di detto strumento però non esprime, chi sia lo notaro; benché detto pagamento fu fatto per partita di Banco ut infra. E detta copia è nell’archivio di detta Chiesa. E ducati cento … che restò a beneficio di detta Chiesa di S. Nicola,..Carlo Sellitti di detta terra di Ceppaloni, per notaro Gio: Giordano di Altavilla à 20 Agosto1679. Lascia per testamento ducati cento alla Chiesa di S.Nicola di detta terra … l’annualità di essi ne habbia da fare celebrare tante messe ... per l’anima d’esso. Li medesimi ducati cento furono pagati per la sig. Dorotea Chiochhia, madre e tutrice de’ figli ed eredi di Carlo Sellitti per mezzo del Banco di sant’Eliggio di Napoli … La casa fu affittata a Giovanni Bottillo per trenta Carlini annui e poi ceduta alla Chiesa di S. Nicola … poiché prima era stata restata un’altra casa sita nel medesimo luogo per MarcAntonio Stellato di detta terra à beneficio della medesima … per uso degli arcipreti con altri beni e che detta casa di Stellato coll’occasione del terremoto del 1688 fu ruinata e resa inabile ad abitarvi, ne poteva far la spesa per ridurla abitabile le stanze Fu stabilito, continua la storia, di ristrutturare solo quattro stanze, mentre le altre due dovevano essere abbattute. L’arciprete Iannotti, per evitare ciò impegnò di suo quindici ducati per riattare una sola stanza al piano inferiore, mentre per le quattro stanze dice di aver pagato altri trenta ducati al costruttore Ferella che impiegò, nella ristrutturazione delle quattro stanze sessanta ducati, per cui furono spesi oltre cento ducati per la casa parrocchiale, così che per le messe dell’anima di Carlo Sellitti non restarono che 30 carlini! In effetti, viene riportata l’intera storia dei passaggi della casa soltanto per stabilire quante messe devono essere celebrate per l’anima di Carlo Sellitti: visto che ne sono stati spesi per aggiustarla più di quelli necessari alla famiglia Sellitti per comprarla. Subito dopo vengono elencati “Territori in demanio che si affittano ad anno corrente”. Questa elencazione è importante perché ci fa scoprire località che in parte ancora oggi vengono così chiamate, mentre altre hanno assunto nuove denominazioni. Esso inizia con la località S. Giovanni seu Palo di capacità tomoli due misura dieci e passi otto per i quali, la Chiesa, riceve da Andrea di Blasio per l’anno corrente Carlini ventidue .Per la località”Sotto lorione” percepisce quindici Carlini da … Masiello, mentre Antonio Bosco , per la località “Basciarani” per … due misura uno e passi tre versa otto Carlini. Al “Carriniello” Michele Sabatino paga Carlini cinque, Invece a “S. Andrea” vengono versati tre Carlini da Consalvo Iannace. Nel luogo Cataudi seu Mernoni , la parrocchia riceve Carlini tre da Antonio Cataudo. A “ Mazza Piecori seu Sorbo” ne percepisce essa chiesa d’affitto tomoli sei di grano naturato e carlini otto e tarì quattro da Antonio Tomeo. Nel “Vallone della trasi seu Rotola” essa chiesa percepisce 13 di grano naturato e carlini otto al tomolo sono ducati 12 e tari 10 da Francesco Verdino- In località “Moppete” riceve da GiovanBattista Pepicielli 12 ducati e dieci tarì. A “Li Donisi” riceve carlini tre da Antonio Mernone.In località “Acquedotto” 10 Carlini da Nunzio Francione- Ai “Farisi seu La vigna Vecchia”, carlini 12 da Donato Farese. Nel luogo detto “Sotto la masseria di Scaccia” carlini otto da Michele Russo- In località Guidi, Giuseppe Porcaro , per due pezzi di terreno paga alla Chiesa Carlini 16. Alle Chianche seu Catalani, Carlo Mayo, paga carlini due per un terreno in cui si trova un piede di Celzo(gelso), una misura che confina con i beni di Giovanni Botta Iannace. In località “Casale Nuovo” una grana da Filippo Pugliese per due misure di terreno misurate dall’agrimensore Cocca, confinante da levante con Via Viche, da ponente … da mezzogiorno via pubblica che va alla chiesa arcipretale di S Nicola e da tramontana da altra via pubblica. Si tratta, in effetti di un orto per il quale Filippo Pugliese paga d’affitto alla chiesa una grana e trentacinque e che certamente doveva trovarsi nel centro storico del paese. Poi, vengono elencati i territori che vengo affittati a 29 anni. (continua)
Beniamino Iasiello
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