
“La società del Patto Territoriale non ha più motivo di esistere. L’unica soluzione saggia sarebbe quella di liquidarla, affidando le funzioni residue al comune capofila, ovvero Ceppaloni”. Il coordinatore comunale del Pdl, Enzo Barone, non usa giri di parole ed invita l’Amministrazione Comunale di Ceppaloni “a chiedere all’assemblea dei soci di avviare le procedure per la messa in liquidazione della società consortile Patto Territoriale Sviluppo 2000 Valle del Sabato”. Il dirigente berlusconiano è molto preoccupato “per le conseguenze negative che i debiti della società potrebbero avere sul Comune di Ceppaloni e sui residenti”.
Barone snocciola alcuni dati: “Il capitale della società (circa 400mila euro) è sostanzialmente azzerato, la liquidità scarseggia, le perdite di gestione del 2007 ammontano a circa 180mila euro. E questa è una società che può continuare ad operare? Come si è arrivati a questo ‘buco’ di bilancio?”. Per Barone, dunque, “la situazione è molto difficile. Perché, se i soci non ripianano i debiti, c’è il rischio del fallimento”. Per il coordinatore del Popolo della Libertà “i debiti della società del Patto potrebbero influire sulla concessione dei mutui per la realizzazione di opere pubbliche a Ceppaloni. A quanto sembra, la Cassa Depositi e Prestiti avrebbe già chiesto al Comune di Ceppaloni (che è il maggiore azionista del Patto con il 36% circa delle quote) per la concessione di alcuni mutui, di sapere i dati di bilancio delle partecipate. Sarebbe davvero una jattura se per colpa di una gestione non brillante del Patto, fossero bloccati i mutui per opere pubbliche che dovrebbero, invece, contribuire allo sviluppo del nostro territorio”. Comunque, per Barone le soluzioni non sono tantissime: “O i soci, e tra questi Comune di Ceppaloni e Provincia di Benevento, ripianano i debiti e liquidano la stessa, oppure a breve potrebbe essere necessario portare i libri contabili in Tribunale”. Il coordinatore berlusconiano parla anche di altre questioni sempre attinenti al Patto: “Ho avuto notizia che alcuni dei proprietari che furono espropriati dei propri terreni per la realizzazione della zona industriale hanno vinto i giudizi con risarcimenti di oltre 300mila euro. Chi paga? Chi dovrà risarcire? Dunque, il rischio grosso è che questo Patto lasci una voragine economica-finanziaria al Comune di Ceppaloni senza precedenti”. Ricorda, inoltre, il dirigente del Pdl che “ancora stiamo attendendo che il Patto renda pubblici i nomi dei docenti e del personale impiegato per i corsi di formazione. Senza tralasciare, inoltre, che i corsisti a distanza di due anni ancora non sono stati pagati”. Comunque, per Barone “sarebbe meglio togliersi un dente cariato oggi che estrarli tutti domani. Oltretutto a rimetterci sarebbero solo e soltanto i cittadini che per ripianare i debiti dovrebbero pagare le tasse maggiorate”. Infine, Barone si appella “al buon senso del sindaco Claudio Cataudo e dell’Amministrazione affinché non prevalgano logiche partitiche o di interessi di quanti vogliono far parte del CdA del Patto e si analizzino attentamente tutte le questioni, agendo solo ed esclusivamente nell’interesse di Ceppaloni e dei ceppalonesi”.
Fonte: Il Sannio Quotidiano