Il Circolo di Rifondazione Comunista “E. Che Guevara” di Ceppaloni esprime la più ampia solidarietà agli oltre 70 operai ed operaie e alle loro famiglie, per il grave incidente che domenica pomeriggio ha completamente distrutto la fabbrica della Italprint. Un incendio che ha cancellato una delle realtà imprenditoriali tra le più importanti e vitali operante all’interno dell’area PIP di Ceppaloni e che ha lasciato senza lavoro oltre 70 persone. Un episodio sulle cui cause, speriamo, sia fatta completa luce ma che, nel contempo, auspichiamo venga rapidamente superato, per consentire all’impresa di riprendere al più presto l’attività. Richiamiamo a tal fine l’attenzione di tutte le Istituzioni, locali, regionali e nazionali affinché venga assicurato agli operai l’attivazione di qualche strumento di ammortizzazione sociale, per permettere il superamento del periodo di sospensione delle attività produttive senza grossi traumi; auspichiamo, inoltre che all’impresa venga garantito tutto il sostegno per permettere la più rapida ripresa della produzione.
“Sarebbe necessario – ha dichiarato il Segretario cittadino del Circolo Alfredo Manganiello – attivare la più ampia mobilitazione politica e civile, per evitare la perdita di una realtà imprenditoriale, una delle poco all’interno di un fallimentare Patto Territoriale, che veramente ha creato occupazione e assicurato un reddito a diverse decine di famiglie”. Un incidente che, ancora una volta, ripropone, in tutta la sua drammaticità, il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro e che riacutizza, in un’area già fortemente segnata, la questione dell’inquinamento ambientale. Diverse decine, infatti, le famiglie che, in tutta la Valle del Sabato, sono state costrette per ragioni di sicurezza ad evacuare le proprie abitazioni e a trascorrere la notte in un albergo poco lontano. Aspettiamo – continua il Circolo PRC - che si concludano rapidamente le analisi e gli accertamenti condotti dall’ARPAC sulla tossicità e sulla pericolosità dei fumi emessi dal rogo della Italprint, ove erano presenti solventi chimici e materiale plastico utilizzato nella produzione. Aspettiamo, ancora, che la triste occasione possa fungere da momento di riflessione e analisi generale sui risultati del Patto Territoriale della Valle del Sabato e, soprattutto, possa servire a mettere a punto un’azione di rilancio dell’intera area PIP e del suo territorio limitrofo.