News Ceppaloni: un altro falò della morte.

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C
eppaloni News. Domenica 22 giugno, ore 10.00 circa. Una giornata estiva, di quelle vere. Una domenica tranquilla. Oltre 30 gradi centigradi. In lontananza, a qualche centinaio di metri in linea d’aria dal centro abitato di Ceppaloni, si scorge tra il verde opaco dei boschi a valle, lungo l’agonizzante fiume Sabato, una nuvola nera. Un fumo denso, maleodorante. Una inquietante ammasso di fumo nero si avvicina, in questa domenica mattina, verso le case, verso la piazza. Diverse le persone che sono accorse preoccupate della dimensione della combustione, visibile finanche da Beltiglio. Subito dopo sono arrivati, fortunatamente, anche i pompieri. Dall’enorme cumulo grigiastro sale un fumo denso e acido che ti serra la go­la, mentre attorno cola un liquido scu­ro, maleodorante. Sembra una bolgia inferna­le.
Sotto gli occhi di tutti, man mano che il fumo poi si diradava emergeva l’amara e fatale sorpresa: una discarica abusiva, una delle tante, situata a lato della strada statale che porta ad Altavilla Irpina, a circa 100metri dal bivio per Benevento. Una discarica di oltre 300 metri quadrati, piena zeppa di elettrodomestici, gomme, materiale edile, una quantità enorme di contenitori di piante per vivai (le cose ancora visibili) . E ancora, batterie d’auto, plastica varia, contenitori di vernice divani, materassi ed altro ancora. Una discarica abusiva in un terreno comunale da pochi anni espropriato ad un privato, dallo stesso Ente, per realizzare l’area PIP del Patto Territoriale. Un’area che fino a qualche anno fa era coltivata, custodita e curata ma che ora, abbandonata e accessibile, è alla mercé di chiunque come tutta l’area circostante.
Non vogliamo aggiungere commenti o considerazioni. Vogliamo soltanto raccontare il fatto (con rabbia e dispiacere che non vi nascondiamo). Uno dei tanti di questo genere che continuamente, troppo spesso, stanno interessando il territorio ceppalonese. Lo facciamo nella speranza che le autorità di vigilanza, la politica, le istituzioni locali, le forze dell’ordine e, soprattutto, gli stessi cittadini prendano coscienza di quello che sta accadendo non lontano, ma qui a pochi metri delle nostre case e dalle nostre famiglie. Che prendano coscienza di quelle che sono o che possono essere le conseguenze per tutti, nessuno escluso. Che prendano coscienza affinché non diventiamo tutti testimoni impotenti e vittime coscienti di questa nuova “barbarica civiltà”.
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