Attraverso le pagine di questo sito vogliamo lanciare un accorato appello a tutti i cenciaioli e robivecchi di passaggio nel Comune di Ceppaloni, nel tentativo di trovare una soluzione ad un problema, semplice ma irrisolvibile, assurdo e pur vero, che da oltre un anno (30 marzo 2007) angoscia i nostri sogni e mette a repentaglio l’incolumità di qualcuno. Vorremmo però, nel contempo, provare ad avere una (soltanto una, non chiediamo tanto) risposta e qualche giustificazione (anche illogica, fa nulla ci siamo abituati) ad una trascuratezza frivola, all’apparenza, ma sintomatica di una negligenza amministrativa immensa, proprio per il contesto in cui il fatto è maturato.
Il fatto: il 30 marzo dello scorso anno, nella solita pomposa e torbida cerimonia Inaugural-Mastellina, prende il via il progetto denominato Il Soffio sul Mulino, promosso dalla cooperativa sociale “Il Faro” e diretto a realizzare un appartamento per disabili all’interno di una struttura residenziale, sorta a Barba, frazione del Comune di Ceppaloni. Un progetto portato avanti, a dire dei più, con impegno ed abnegazione da parte dei diversi operatori/operatrici che vi prestano servizio e che oggi accudiscono e assistono quattro disabili. Un progetto che però, fin dall’inizio, (eccetto che per il gran giorno della passerella) ha dovuto per tutto questo tempo, convivere con un “peso”, brutto, ingombrante e pericoloso: una discarica! L’ennesima, ma questa volta davvero originale. Si perché non di fronte all’ingresso, non sotto la finestra o ai lati del balcone. Questa volta hanno superato ogni immaginazione: un cumulo di robaccia indistinto, oggetti piccoli e grandi, una discarica sistemata proprio lì sulle teste dei bravi operatori e degli ospiti della Cooperativa, lì sul ballatoio che ricopre l’ingresso alla struttura, in bella mostra.
Un simbolo distintivo? Un vanto per l’Amministrazione da tenere lì tranquillo per più di un anno? Non lo sappiamo. Sappiamo di certo che la qualificata e autorevole presenza, la settimana scorsa, alla struttura di Barba del neo Assessore Comunale alle Politiche Sociali G. Calabrese, del Consigliere A. Parente e dell’Arch. Pio Mandato (architetto delegato alle politiche sociali? Boh..) non ha fatto cambiare, ad oggi, la situazione.
Ci permettiamo, pertanto, da cittadini inesperti e profani (al Vostro confronto) di suggerirVi che “forse”, dopo oltre un anno, sia arrivato il momento di dirci il perché di tanta indifferenza o se proprio non riusciste a trovarne, di provvedere immediatamente a rimuovere quelle sporcizie per restituire decoro e valore ad una struttura, ad una iniziativa e a dei giovani che li meritano tutti…. Al di là di tante belle parole e promesse.
Con osservanza
G&f