Ceppaloni:
Interrogati in carcere / Giornata di interrogatori, ieri, per alcune delle persone finite in carcere nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri, diretta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, in materia di smaltimento illecito di rifiuti. Dinanzi al gip del tribunale di Benevennto, Maria Di Carlo, sono comparsi gli indagati ospiti della casa circondariale di contrada Capodimonte.
Giornata di interrogatori, ieri, per alcune delle persone finite in carcere nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri, diretta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, in materia di smaltimento illecito di rifiuti. Dinanzi al gip del tribunale di Benevennto, Maria Di Carlo, sono comparsi gli indagati ospiti della casa circondariale di contrada Capodimonte. A cominciate da Vincenzo De Vizia, sessantanove anni, di Montefusco, legale rappresentante della “De Vizia Trasnfer S.p.A.”, chiamato in causa, al pari di un suo dipendente, perchè la ditta avrebbe trasportato i fanghi generati dal depuratore di Mercato San Severino presso l’impianto di compostaggio della «So.Ri.Eco srl». Assistito dall’avvocato Franco Leone, De Vizia ha respinto le accuse e si è detto del tutto estraneo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giustino Tranfa, quarant’anni, un imprenditore di Ceppaloni, Ferdinando Mattioli, quarantanove anni, origini casertane, ma residenza nella stessa Ceppaloni, Amabile Pancione, ventotto anni, residente a Chianche, ma domiciliato a Benevento. Difesi dall’avvocato Umberto Del Basso De Caro, hanno negato qualsiasi addebito. Tranfa viene chiamato in causa come gestore di fatto, a Ceppaloni, dell’impianto di recupero e trattamento rifiuti della “Fra.Ma. Sas”, una società di cui è legale rappresentante il Mattioli, mentre Pancione è indicato come colui che si sarebbe preoccupato di cercare nuovi terreni nei quali realizzare lo smaltimento. Il giudice si è riservato di decidere sulla convalida del decreto di fermo e sulla misura da adottare.
Fonte: Il Sannio Quotidiano