"Residenti senza acqua", ma spunta l'allaccio abusivo

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AcquaIl Comune si appella al Prefetto per garantire che Alto Calore assicuri una portata sufficiente, e dopo una fase di approfondimento emerge che i rubinetti vanno a intermittenza perché è proprio un impianto comunale a incidere pesantemente, e a quanto pare in maniera illegale, sulla quantità di acqua che arriva nelle case.

Un passo indietro: il 4 maggio l'assessora a Urbanistica e Ambiente Emanuela Barone scrive al Prefetto di Benevento Carlo Torlontano, all’amministratore di Alto Calore Michelangelo Ciarcia e al coordinatore dell'Ato Calore-Irpino Michele Vignola. Al centro della lettera il solito problema della carenza idrica. In particolare Barone mette in risalto le segnalazioni che arrivano dai residenti di via Lizzi e delle zone alte a San Giovanni, che "vivono un forte disagio quotidiano per la mancanza di acqua", 'costretti a non poter utilizzare il bene prezioso per i normali usi domestici e sanitari, inclusi i servizi pubblici delle attività commerciali".

 

Un quadro che ritroviamo in tanti Comuni serviti da Alto Calore, dove alle sistemiche interruzioni del servizio nelle ore notturne si sommano i guasti alle condotte che provocano, soprattutto nelle aree più alte dei Comuni, sospensioni continue. Barone chiude la nota con la denuncia di un "disservizio immotivato, ormai intollerabile in quanto coinvolge sempre le stesse zone del territorio con la popolazione ormai esasperata", e per questo chiede ai tre destinatari del messaggio di intervenire per ristabilire la normalità. L'inquilino del Palazzo di Governo non perde tempo e scrive alla società irpina: a Ciarcia si chiede di fornire notizie "con particolare riferimento alla causa delle asserite criticità" e di intervenire con urgenza. Si sollecitano insomma informazioni precise sul caso di via Lizzi e San Giovanni. La risposta arriva, ed è spiazzante: il problema risiede in un impianto di proprietà del Comune. Lo scrive Ciarcia in un documento protocollato negli uffici di piazza Rossi il 27 maggio scorso. Un carta finita anche sulla scnvania del Prefetto e dei Carabinieri di Ceppaloni. “Questa società", scrive l'amministratore di Alto Calore ha effettuato numerosi controlli in rete al fine di ricercare le cause che provocavano la carenza e d ad addivenire ad una soluzione della problematica lamentata. A seguito dei controlli effettuati è emerso che la piscine Comunale di Ceppaloni ha provveduto e provvede al prelievo di acqua dalla rete idrica in maniera abusi, creando scompensi dell’alimentazione agli utenti. Ciò si è verificato nuovamente nella giornata del 26 maggio 2021, dove si è riscontrata l’effettuazione del collegamento alla rete idrica”.

Un fatto grave che ribalta l’accusa dell’amministrazione Comunale. Il sindaco Ettore De Blasio non ha voluto rilasciarci dichiarazioni sul caso. Secondo indiscrezioni sarebbe già in corso l’iter per una sanatoria. Nel documento non si specifica quale sia l’impianto, ma l’unica piscina comunale presente sul territorio è il Green Park, proprio nella frazione di San Giovanni. Struttura, tra l’altro, al centro di uno scontro legale che nei giorni scorsi ha registrato nuovi sviluppi.

Il contenzioso per il Green Park

Il 29 marzo il Comune aveva revocato ad Ape immobiliare e a Sky sporting la gestione del Green Park, affidato in concessione il 23 marzo 2018 (il contratto non è stato mai formalizzato, così come l’associazione temporanea di impresa tra Ape immobiliare e Sky sporting). Il 29 aprile scorso l’Ape immobiliare ha presentato ricorso contro il provvedimento, ma il 15 giugno il Tribunale amministrativo si è dichiarato incompetente: dovrà occuparsene il Tribunale di Benevento.

Nel frattempo l’impianto non è stato ancora liberato.

 

 

Fonte: Il Sannio Quotidiano

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