L’ex Guardasigilli in giro per il paese con giornalisti ed amici

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Ceppaloni News.
Da un ingresso laterale della villa si materializza anche Clemente Mastella. In compagnia della sicurezza e degli amici presenti decide di fare una passeggiata. Prima tappa dallo zio Giuseppe, “l’unico che ho ancora in vita, è il fratello di mio padre”. L’ex ministro della Giustizia si intrattiene a lungo, cerca di rassicurare l’anziano zio che alla vista dell’amato nipote ha una crisi di pianto. Il tour prosegue a San Giovanni di Ceppaloni. L’ex Guardasigilli mostra l’anfiteatro Giovanni Paolo II, “uno dei fiori all’occhiello della mia Amministrazione”. Si va in piazza e poi a sorseggiare un caffè a casa di un amico di Mastella...

Il via vai dinanzi villa Mastella inizia abbastanza presto. Amici e politici, oltre a giornalisti e cineoperatori, compaiono in via Lizzi di buon’ora. Tra i primi ad arrivare il sindaco di Foglianise, Giovanni Mastrocinque, seguito dal consigliere regionale dell’Udeur, il casertano Nicola Caputo. Poi, il commercialista Mario Calandro ed altri ancora. Tutti, evidentemente, pensano di poter raggiungere l’abitazione, ma il cancello della villa resta rigorosamente chiuso. Fino a quando, all’improvviso, esce Elio Mastella, il secondogenito di Sandra e Clemente. Saluta i presenti, si intrattiene con il parroco di Ceppaloni, don Renato Trapani. Incontra i giornalisti, difende a denti stretti la famiglia: “Siamo persone per bene, oneste. Non sono il figlio di un boss mafioso, è assurdo quello che sta accadendo”.
Da un ingresso laterale della villa si materializza anche Clemente Mastella. In compagnia della sicurezza e degli amici presenti decide di fare una passeggiata. Prima tappa dallo zio Giuseppe, “l’unico che ho ancora in vita, è il fratello di mio padre”. L’ex ministro della Giustizia si intrattiene a lungo, cerca di rassicurare l’anziano zio che alla vista dell’amato nipote ha una crisi di pianto.
Il tour prosegue a San Giovanni di Ceppaloni. L’ex Guardasigilli mostra l’anfiteatro Giovanni Paolo II, “uno dei fiori all’occhiello della mia Amministrazione”. Si va in piazza e poi a sorseggiare un caffè a casa di un amico di Mastella. Ed è qui che il segretario nazionale dell’Udeur rilascia numerose dichiarazioni. In primis fa un excursus “dei tantissimi attacchi subiti”. E’ sereno e determinato: “Quando non riescono ad imbastire inchieste penali, cercano di infangarmi in altro modo”. Cita Cossiga: “Quando accettai il ministero della Giustizia mi disse di stare attento. Aveva ragione...”. Ed ancora: “Da quando sono diventato ministro hanno avuto inizio i problemi. Ricordate quando dissero che mio figlio apparteneva alla Gea? Era una bufala. E di vallettopoli? Addirittura dissero che ero stato a pranzo con Lele Mora quando invece lo avevo incontrato, per caso, in un ristorante di Roma. E la vicenda del festino in barca con Della Valle? Un’altra bugia”. Poi, un accenno alle inchieste di Catanzaro e Potenza: “Sarei indagato per intrecci sui fondi europei. Pensate voi... Nel capoluogo lucano, invece, su nove parlamentari intercettati addirittura cinque sono del mio partito. E’ una cosa assurda”. E’ convinto, Mastella, di essere politicamente “scomodo”. “Quando ho visto che l’Unione in Campania aveva vinto grazie ai miei voti, ero contento - prosegue -. Poi ho iniziato a preoccuparmi perché ho capito che il mio potere di condizionamento poteva diventare un ostacolo e motivo per farmi fuori”. E’ un fiume in piena, il leader del Campanile: “Che io dia fastidio, che sia scomodo, è raccontato da tutto quello che è successo. Ciò mi spaventa. Mi fa pensare anche che dietro questa vicenda non possa esserci soltanto quel procuratore di Santa Maria Capua Vetere”. Il riferimento è al Partito Democratico. Non manca l’amarezza per il comportamento del Governo, di cui salva Romano Prodi e Vannino Chiti. “In Aula mi hanno lasciato solo. L’esecutivo non c’era e io mi chiedo: umanamente me lo merito?”.
Parla anche dell’emergenza rifiuti: “In questo momento è necessario che tutte le forze politiche si uniscano, senza divisioni per uscire da questa situazione che ci ha esposto, in negativo, dinanzi al mondo. Poi, ognuno potrà dire la sua, alla ricerca delle responsabilità, ma ora è necessario essere uniti per superare questa fase difficilissima”. Diverse riflessioni Mastella le riserva anche alle questioni sannite. “In questa provincia siamo il primo partito e sapete cosa abbiamo: il sindaco, il direttore dell’Asl, il presidente dell’Asi e dell’Asia”. E via con una bordata al Partito Democratico: “Hanno il presidente della Provincia, il presidente dell’Iacp, il numero uno dell’Amts, il direttore dell’ospedale ed altro ancora. Vi sembra, quindi, che il potere assoluto sia nelle mie mani?”.
Un ritorno, poi, sulla questione rifiuti: “Quando si trattò di definire l’accordo per la discarica di Tre Ponti, che praticamente è poco distante da qui, fui, anche in disaccordo con mia moglie, uno di quelli che disse sì, sapendo di fare un sacrificio ed anche un torto al mio territorio. Dissi si, ovviamente con le dovute garanzie per la gente e per l’ambiente, perché mi rendevo conto che i rifiuti da una parte andavano sistemati. Qualche mese fa, poi, addirittura il commissariato aveva individuato un altro sito vicino Ceppaloni, ma in territorio di Chianche. Pensate, una discarica di qua, un’altra di là...”. Citazione anche per l’amministrazione comunale di Casalduni. “Sono dovuto intervenire in prima persona per evitare la sfiducia al sindaco Udeur perché quel comune era stato individuato quale sito di stoccaggio per le ecoballe ed i consiglieri ritenevano il primo cittadino responsabile. Ho dovuto spiegare che alcune volte si devono fare anche sacrifici...”. Per il segretario nazionale “l’Udeur è un partito che pensa realmente ai bisogni della collettività e che quando si tratta di offrire solidarietà non si tira indietro”.
Non vorrebbe mai concludere di parlare, Mastella: “Io sarei il capobanda di cosa? Di un gruppo di mafiosi? Personalmente non ho mai preso soldi né fatto raccomandazioni. Mi sono interessato, quando mi hanno chiamato, per trovare qualche medico luminare che risolvesse problemi seri a bimbi e non. E questa cosa sarebbe, se non solidarietà”. Il pasto è saltato, si riparte, a piedi, alla volta di villa Mastella. Mezzo chilometro di strada per notare l’ex ministro che dispensa saluti e strette di mani a quanti incontra.
“Un grande bacio a Sandra”, “vi siamo vicini”, “la bolla scoppierà e tutto passerà”. Queste le parole d’ordine dei compaesani. Si arriva dinanzi l’ingresso, Mastella battibecca con l’inviato delle Iene, poi saluta tutti.
Il cancello si apre e subito si richiude, la mattinata è passata.
Fonte: Il Sannio Quotidiano
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