E’ stato convocato per lunedì prossimo, 19 gennaio, un Consiglio comunale a tema unico. Il presidente del consesso, Ottavio Mazzone, ha richiamato in aula i consiglieri per discutere un solo punto all’ordine del giorno: l’approvazione della convenzione tra tutti i Comuni sanniti per la partenza dell’Ato, organismo che gestirà il servizio rifiuti su scala provinciale. Un tema caldissimo, dal momento che la mancata ratifica del documento da parte del Consiglio ceppalonese ha di fatti motivato la presenza del Comune nell’elenco degli inadempienti: la Regione Campania, dopo le ‘minacce’, attraverso un apposito decreto ha investito il sindaco di Benevento dei poteri sostitutivi ai fini del commissariamento dei Municipi che non hanno sottoscritto la convenzione.
In questi ultimi giorni si sono levate le proteste di chi si è visto ascrivere nella lista nera nonostante l’effettiva adozione dell’atto, e solo ieri abbiamo riportato i casi dei sindaci di San Nicola Manfredi e Pago Veiano, in attesa di riscontri dopo l’invio della documentazione attestante l’iter seguito. Ma non è il caso di Ceppaloni, dove il 29 dicembre il Consiglio ha accolto le comunicazioni del primo cittadino Claudio Cataudo sul tema Ato, senza però prevedere la votazione della convenzione. Il sindaco, che aveva fatto parte della frangia dei dissidenti critici nei confronti dello schema tipo, aveva anticipato in quella sede un’imminente votazione, ma intanto Palazzo Santa Lucia si è mosso e ora bisognerà attendere le decisioni di Fausto Pepe. Nell’attesa, è interessante fare luce sul contenuto di una delibera adottata dalla Giunta dopo la conclusione del Consiglio del 29 dicembre. L’argomento affrontato non si discosta dalla questione Ato, poiché verte sui lavoratori dell’ex Consorzio rifiuti Bn1: quanto ha fatto dubitare e continua a tenere sulle spine la maggioranza delle amministrazioni della provincia - anche quelle che hanno firmato la convenzione - sono i costi che verranno spalmati sugli utenti sanniti legati alla gestione post mortem delle discariche (di tutta la Campania), e appunto alla sorte degli operatori ex Consorzio; il commissario liquidatore del Bn1, lo ricordiamo, aveva stabilito che tutti i Comuni si sarebbe fatti carico di un numero di lavoratori rispetto al numero di abitanti, scatenando le proteste di pressoché tutti i sindaci sanniti. Ma Ceppaloni aveva anche un secondo problema con l’ex Bn1: nel 2011 la Giunta si era opposta, ricorrendo al Tribunale di Benevento, a un decreto ingiuntivo del Consorzio che chiedeva il pagamento di 117.790 euro per le quote associative dal 2003 al 2010. La sentenza ha condannato l’Ente di Ceppaloni al pagamento di 61.340 euro (senza contare gli interessi), e pertanto la Giunta a fine 2014 ha stabilito di impugnare la sentenza del Tribunale di Benevento innanzi alla Corte d’Appello di Napoli. L’incarico di difendere il Comune, come nella precedente occasione, è andato all’avvocato Giovanni Miracolo.
Fonte: Il Sannio Quotidiano