Mastella conferma le dimissioni, interim a Prodi

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Clemente Mastella, indagato per concussione ai danni del governatore della Campania, Antonio Bassolino, dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, si accinge a confermare le sue dimissioni da ministro della Giustizia. La conferma ufficiale dovrebbe arrivare con la conferenza stampa fissata per le 12 a Ceppaloni dopo la conclusione della riunione dell’ufficio politico dell’Udeur. Ma la decisione sembra ormai presa, se è vero che il presidente del Consiglio già oggi – secondo l’indiscrezione che circola in Parlamento – dovrebbe assumere l’interim del dicastero di via Arenula. E comunicare la decisione prima alla Camera (il suo intervento in aula è previsto alle 14,30) e poi al Senato (dove parlerà alle 17).

La notizia dell’indagine su Mastella era giunta ieri pomeriggio come ulteriore colpo di scena di una giornata politica campale, cominciata con la notizia degli arresti domiciliari disposti dal gip di Santa Maria Capua Vetere per Sandra Lonardo, moglie di Mastella, presidente del Consiglio regionale campano. Oltre a Mastella - che avrebbe concusso Bassolino per ottenere la nomina a commissario dell’Asi di Benevento di una persona designata dal leader dell’Udeur - e alla consorte, sarebbero più di 20 i dirigenti del Campanile - tra i quali gli assessori campani all’Ambiente, Luigi Nocera, e al Personale, Andrea Abbamonte - coinvolti nell’inchiesta. Una vicenda dai risvolti pesanti, che scuote il quadro politico e infiamma il dibattito tra i poli. Resta sullo sfondo lo scenario di una crisi di governo generata da uno scontro all’arma bianca attorno a uno dei temi più dirompenti nella storia italiana recente, quello del duello tra politica e magistratura. Una lotta plasticamente raffigurata dagli affondi di Mastella contro le “frange oltranziste” delle toghe, respinti con pari vigore da un altro ministro, Antonio Di Pietro, che giudica non “tollerabili” gli attacchi del Guardasigilli e la sua idea di “giustizia a orologeria”.
Per Di Pietro il discorso tenuto ieri da Mastella è “eversivo”, la solidarietà offertagli da Prodi - e dal resto della “Casta” - è un “grande errore”. Secondo il ministro delle Infrastrutture il Parlamento è “sporco, delegittimato”, mentre il via libera della Consulta al referendum elettorale è “una buona notizia per la democrazia”. Su un quadro generale già turbato - oltre che dalle tensioni relative alla legge elettorale - dalle polemiche riguardanti i rifiuti campani e l’annullamento della visita del Papa alla Sapienza, il fulmine delle dimissioni di Mastella si è abbattuto con enorme potenza. Anche per i toni accorati e la pesantezza delle accuse che hanno accompagnato l’annuncio che avrebbe “gettato la spugna”.In particolare, il Guardasigilli dimissionario ha manifestato l’intenzione di tenere aperta “la questione fondamentale dell’emergenza democratica tra politica e magistratura”. È una questione che il premier nel pomeriggio di oggi difficilmente potrà eludere. Se facesse proprie le denunce di Mastella, si tratterebbe di una vera svolta politica. Che lo porterebbe però in collisione con quanti nella maggioranza si ergono a baluardi della magistratura, a partire dall’Italia dei valori di Di Pietro. In caso contrario, potrebbe aprirsi una crepa nei rapporti con l’Udeur, una forza politica decisiva per gli equilibri della maggioranza (già in crisi dal punto di vista numerico) al Senato. In un caso o nell’altro, la via per Prodi appare sempre più stretta.
Fonte: Il Velino
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