Con l'ultimazione dell'intervento di restauro alle porte, nella cittadinanza si apre il dibattito sulla destinazione del castello. Una proposta, che ha come obiettivo la valorizzazione della struttura e l'incremento dell'occupazione nel territorio comunale, arriva da Federico Tranfa. “Durante l'esecuzione del ripristino, o restauro o recupero del castello – afferma Tranfa - ci sono state molte discordanze sulla modalità e scelta degli elementi di recupero molto lontani dal medioevo, come la sostituzione di elementi strutturali di epoca medioevale con materiali moderni .
Ancora oggi non si conoscono i motivi, è come suonare una sinfonia di Ludwig van Beethoven con un pianoforte scordato. Comunque ora bisogna pensare al futuro, alla sua destinazione d'uso. In tanti ci pensano, e noi proponiamo una destinazione concreta atta allo sviluppo turistico, storico, economico di Ceppaloni, creando un indotto finalizzato allo sviluppo sia delle attività esistenti, quali l'agricoltura, sia di quelle future, come il ripopolamento del centro storico con B&B”. Secondo Federico Tranfa le potenzialità del castello però non potrebbero essere espresse appieno “realizzando solo un museo o una scuola di alta cucina o un albergo diffuso”. Da qui l'elaborazione della proposta di Tranfa: “Un'idea, forse per qualcuno utopica, ma un'idea per la collettività, atta allo sviluppo turistico, economico, culturale, enogastronomico, agricolo del nostro Comune per diminuire la disoccupazione ed aumentare di conseguenza il lavoro. Ricordando che il turismo è una fonte certa in Italia, si è pensato al 'paese nel paese', al paese nel castello. L'idea-proposta, rivolta all'Amministrazione comunale, alla Regione, al Ministero dei Beni Culturali, è quella di creare una cooperativa, che gestisca tutto il castello, con varie attività ed indotti, garantendo la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stesso. Una cooperativa costituita dal Comune di Ceppaloni (socio di maggioranza relativa) e da residenti nel comune stesso da almeno qualche anno, con età compresa tra i 18 e i 45 anni, nella misura minima del 75%, garantendo l'occupazione necessaria ai giovani, residenti nel Comune e in quelli limitrofi. Ecco l'idea per la destinazione d'uso e le motivazioni che probabilmente rilancerebbero in tutto e per tutto il nostro territorio: ludoteca, museo delle streghe, museo della civiltà contadina, museo del tartufo, centro di documentazione e micologico, museo degli artisti locali, birrificio (ex celle del castello, che porterebbe alla riqualificazione del territorio agricolo del comune, con la produzione magari non più di tabacco ma di luppolo, incentivando la bonifica ambientale, qualora ci fossero agenti contaminanti nei terreni, per la produzione del luppolo ceppalonese, cosa che creerebbe lavoro anche al di fuori delle mura del castello), enoteca - cantina sociale per la vendita e la conservazione dei vini prodotti dalle aziende locali, pub per dare lavoro ai giovani ed attirare i giovani a Ceppaloni, osteria, bottega dei prodotti tipici, in fitto: sportello bancomat e sportello farmaceutico, sededelle associazioni locali e non, sede della Pro Loco, belvedere Valle del Sabato (lato Est - Nord Est) ed un infopoint per la conoscenza del territorio”. Un'idea ambiziosa che però Federico Tranfa reputa fattibile apportando un esempio concreto per suffragare la sua tesi: “In un paesino toscano di 900 abitanti, San Giovanni d'Asso, è edificata una fortezza dell'alto medioevo sede di un ristorante e del muso del tartufo. Ecco come provare a portare ricchezza ad una collettività, ricchezza in tutti i sensi, non solo economico ma anche e soprattutto socio-culturale”. La proposta è comunque quella di lanciare una raccolta firme per poi consegnarla agli enti preposti.
Fonte: Il Sannio Quotidiano