Operazione Chernobyl sui rifiuti. Scattano i rinvii a giudizio

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tribunale-beneventoRinviate a giudizio dal gup del Tribunale di Salerno le trentotto persone chiamate in causa dall'inchiesta, denominata Chernobyl, condotta dai carabinieri del Gruppo tutela ambiente di Napoli su un presunto smaltimento illecito di rifiuti tra le province di Salerno, Benevento, Avellino e Foggia. L'inchiesta era rimbalzata all'onore delle cronache nel luglio del 2007, quando erano stati eseguiti alcuni decreti di fermo adottati dal pm Donato Ceglie, della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Nell'indagine, come si ricorderà, erano rimasti coinvolti anche alcuni sanniti.

 

Tra di loro Giustino Tranfa, 47 anni, un imprenditore di Ceppaloni, indicato come gestore di fatto di un impianto di recupero e trattamento rifiuti; Ferdinando Mattioli, 56 anni, origine casertane, ma residenza nella stessa Ceppaloni, entrambi difesi dagli avvocati Umberto Del Basso De Caro e Marcello D'Auria; Amabile Pancione (avvocato Massimiliano Cornacchione), 35 anni, residente a Chianche, ma domiciliato a Benevento. Ieri la decisione del gup Dolores Zarone, che ha anche deciso il non luogo a procedere per alcune accuse. Probabile che si tratti di quelle relative alle violazioni ambientali ed alla ricettazione su cui si era già pronunciato allo stesso modo il giudice dell’udienza preliminare di Santa Maria Capua Vetere, che aveva poi trasmesso gli atti, per competenza territoriale, al Tribunale di Salerno, dinanzi al quale il processo partirà il 9 aprile.

Fonte: Ottopagine

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