Provengono da alcuni cittadini di Santa Croce, una delle frazioni del comune di Ceppaloni, le segnalazioni circa le persistenti criticità relative alla viabilità comunale. Tre sono le arterie di collegamento di cui i cittadini lamentano le condizioni di totale incuria. Si tratta di via Avella, via Garamelli e Via Camasso. Il primo caso segnalato è quello di via Avella: «E' una strada quasi impercorribile per la quantità e la profondità delle buche presenti. Eppure, da quando quel tratto della strada della provinciale Ciardelli è chiuso alla viabilità (a causa di una frana ndr), costituisce l'unica alternativa per raggiungere in tempi brevi Terranova e la zona circostante» partendo da Santa Croce.
Gli stessi problemi di impercorribilità vengono riscontrati anche in Via Garamelli e Via Camasso, che nell'insieme costituiscono quell'anello di collegamento che serve ad aggirare lo stretto di Barba. «Normalmente si percorrono queste strade perché si impiega meno tempo a raggiungere la strada statale 88, da qui si può prendere sia la direzione per Avellino che quella per Benevento. Ma in alcuni periodi diventa necessario, in particolare questo accade quando lo stretto di Barba e sottoposto a lavori di manutenzione a causa del distaccamento di pezzi di roccia dal costone. Queste strade, per quello che attiene alle abitudini dei cittadini di Santa Croce, fanno parte di quell'itinerario che quotidianamente percorrono coloro che devono raggiungere Benevento o Avellino. Percorrendo via Garamelli, non si può non notare quello che un tempo era conosciuto come il “sentiero dei sanniti”, uno di quei percorsi recuperati con i fondi della penultima programmazione europea (2000- 2006), con lo scopo di ripristinare gli antichi sentieri ed incrementare così il potenziale turistico delle zone interne. All'epoca nel territorio ceppalonese, vennero recuperati circa 5 di questi percorsi che furono attrezzati con arredi esterni, fontane, contenitori per la raccolta rifiuti e tabelle descrittive. «Oggi versano in stato di abbandono» ci spiega un cittadino che ha dei possedimenti in quell'area «sono aree devastate dall'incuria e dal vandalismo. Tutto quello che c'era è stato o distrutto o trafugato». Altro disagio con cui devono convivere i cittadini del posto è la scarsa pressione idrica: «Sono anni che nella zona alta l'erogazione è scarsa e in alcune ore del giorno nulla».
Fonte: Ottopagine