Il convento e le sue origini

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Chiesa AddolorataA Ceppaloni, puntuali come ogni anno, ritornano le celebrazioni in onore di San Francesco d'Assisi. Ha avuto inizio ieri il triduo per ricordare il passaggio del santo a miglior vita che avvenne nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1226. Domenica, alle ore 18, ci sarà invece la classica processione procrastinata al primo giorno festivo utile per consentire la partecipazione dei fedeli che nei giorni feriali lavorano. Una tradizione che si rinnova di anno in anno quella della celebrazione del santo d'Assisi, perché, come ci spiega Don Renato, sacerdote della Parrocchia di San Nicola Vescovo «si tratta di un culto legato alla presenza del convento francescano in piazza Rossi, oggi sede del municipio».

 

Prassi consolidata dei francescani era quella di «realizzare accanto alla struttura conventuale una chiesa» che nel caso di Ceppaloni è dedicata alla Santissima Annunziata. Una struttura antica le cui origini si fanno risalire al sedicesimo secolo. Nel 1507 infatti, anno in cui venne edificato il convento, venne costruita anche la chiesa sui resti di un edificio preesistente, risalente addirittura al 1400. La storia di questo convento è un alternarsi continuo di chiusure e riaperture, dettate dall'evolversi delle contingenze storiche. Stando a degli studi condotti da studiosi del posto, pare che per alcuni decenni del '600 il convento venne abbandonato perché reso inagibile da alcune avversità atmosferiche. Ma già nel 1629 venne ripopolato dai 'Servi di Maria' che vi presero dimora fino al 1653, quando un decreto di papa Innocenzo X ne ristabilì nuovamente la chiusura. Il '700 vide come inquilini di questo edificio i Frati Minori Riformati che ne fecero un luogo di studio e di lettura dei testi filosofici e teologici. Ci pensò poi il governo di Gioacchino Murat a serrare per l'ennesima volta le porte del convento, a seguito della soppressione dell'ordine dei mendicanti. Ma nel 1818, con la fine dell'esperienza napoleonica e il reintegro dei Borboni al Regno di Napoli, il convento venne riaperto e restituito ai frati. Idillio che durò fino alla nuova chiusura del 1866, salvo essere poi recuperato tra il 1873 e il 1882 periodo in cui fu tra i pochi conventi aperti della provincia. Dopo secoli di controversie fu solo all'inizio del '900 che si prese atto dell'impossibilità di costituirvi una comunità regolare. Fu infatti il vicario generale dell'ordine francescano, Davide Fleming, a disporre l'abbandono del convento. Pochi anni dopo la svolta. Ciò avvenne quando la gestione venne affidata alla confraternita di Sant'Antonio, motivo per cui viene impropriamente definito convento di Sant'Antonio. Nel 1923 su iniziativa del parroco don Pietro Rossi, venne fondato unc  asilo infantile gestito dalle suore Immacolatine che è stato attivo fino al 1980, anno in cui l'asilo venne liquidato e la struttura passò tra le proprietà del comune di Ceppaloni.

Fonte: Ottopagine

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