Mazzone: «Con meno risorse abbiamo fornito gli stessi servizi»

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Bruno MazzoneCon lo sblocco delle risorse previste dal decreto 'Salva Imprese' erogate alla pubbliche amministrazioni per il pagamento dei debiti ai soggetti creditori, Ceppaloni risulta destinatario di una somma quantificata in 377.542 euro. Mentre è di 309.241 euro la somma destinata, allo stesso comune, dal Ministero degli Interni, come rimborso dell'Imu 2012 non corrisposta dai cittadini all'Ente. “Le somme stanziate riflettono le stime da noi calcolate” così Bruno Mazzone, assessore al bilancio, si esprime sull'entità dei fondi erogati che entreranno nel circuito del bilancio corrente.

 

Ed è proprio su questo aspetto che l'assessore esprime le sue perplessità che di questi tempi, sono comuni un po' a tutti gli amministratori dei piccoli comuni “eravamo inizialmente chiamati a redigere il bilancio di previsione entro settembre, ma adesso il termine è differito a novembre. Trovandoci in prossimità della fine del 2013 si tratterà più di un consuntivo che di un bilancio di previsione”. Un rendiconto che per Ceppaloni risulta essere positivo perché come ribadisce Mazzone “nonostante i continui tagli ai trasferimenti agli enti  locali, negli ultimi cinque anni siamo riusciti a coprire un debito di un milione e cinquantamila euro e siamo riusciti a garantire i servizi essenziali senza aumentare le imposte. Questo dimostra il grande senso di responsabilità dell'amministrazione che è stata capace di comprendere le difficoltà della gente, di questi tempi, oppressa da una pressione fiscale senza precedenti”. Tra i tributi che sono rimasti invariati, salvo diversa disposizione del legislatore, Mazzone cita l'Imu e la Tares. Proprio sull'imposta degli immobili di proprietà l'assessore precisa (facendo per questo riferimento al dato riportato nell'incipit) che “la stima corrisposta dal ministero è proprio quella che ci aspettavamo perché non abbiamo mai modificato i valori catastali”. Discorso simile lo fa per la Tares “sulla tarsu riferita all'anno 2012 non sono stati cambiati i ruoli. Oggetto di dibattito in maggioranza sarà invece se inserire o meno la quota della Tares (fissata a 10 centesimi al metro quadro) che il governo consente di trasferire ai comuni. Considerata l'erosione progressiva delle risorse potrebbe darsi che l'amministrazione di inserire questa aliquota ma non è ancora certo”. Mazzone poi coglie l'occasione per illustrare le difficoltà sempre maggiori nelle quali gli enti devono destreggiarsi, difficoltà date dal continuo variare delle indicazioni del governo centrale “dopo la tia è stata introdotta la Tarsu, dopo quest'ultima la tares e infine per il 2014 si parla della service tax. Questa evoluzione continua dei parametri rende la gestione amministrativa estremamente problematica”. Così come è problematico redigere il bilancio di previsione “normalmente si dovrebbe fare all'inizio dell'anno, dopo il trasferimento materiale dei fondi, ma ci sono sempre ritardi. Per questo motivo, spesso, il dirigente dell'area contabile deve attenersi al bilancio degli anni  precedenti ”.

Fonte Ottopagine

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