Don Luigi De Benedictis é entrato a far parte della comunità religiosa di Beltiglio tre anni fa. Da allora ha avuto modo di osservare il paese e la sua gente da una prospettiva privilegiata: quella di chi, senza preconcetti e riserve, vuole addentrarsi in un luogo, conoscere l'animo delle persone che quotidianamente lo animano ed offrire un sostegno spirituale. L'impressione ricevuta dalla comunità é ben più che positiva: "Ci sono delle buone potenzialità seppur nella diversità delle persone che lo compongono. Ma la diversità è un elemento che associato alla pluralità diventa fonte di ricchezza.
Il problema nasce quando ci sono dei personalismi che turbano la serenità religiosa e civile". Una risorsa importante, da tutelare e valorizzare, è per Don Luigi costituita dai giovani: "La frazione di Beltiglio rispetto al capoluogo e a San Giovanni, è più ricca di ragazzi e bambini nei quali bisogna far emergere le capacita di aggregazione. Vorrei che si rompesse quella radice atavica di separazione tra i giovani dei vari paesi. Ai parroci compete in parte il dovere di instillare in loro lo spirito di aggregazione, cosa che inizialmente ero riuscito a fare. Adesso li ho un po' trascurati. Faccio un mea culpa, ma cercherò di rimediare. Secondo Don Luigi le problematiche che maggiormente inficiano sul benessere dei giovani riguardano le prospettive future: "La nostra una realtà fiorente di universitari, ragazzi che però dopo aver conseguito il titolo subiscono la mortificazione della mancanza di lavoro. Questo porta a una demotivazione che spinge in molti casi alla nullafacenza. Anche per gli adolescenti le cose non vanno meglio, assumono la mentalità degli adulti, frequentano il bar e credono che il mondo cominci e finisca qui". Ma l'indicazione assunta dalla sua parrocchia é quella di unire la collettività "mi piacerebbe che le persone imparino a stare insieme. La parrocchia è un luogo in cui tutti sono uguali e tutti devono sentire la medesima accoglienza. Sicuramente nel mio lavoro rispetto alla comunità seguirò la linea che Papa Francesco ha assunto già in questi primissimi giorni di pontificato. Ringrazio lo Spirito Santo che ha illuminate i cardinali nella scelta di questo pontefice. Sono sicuro che toccherà il cuore di tutti. Quel che mi ha colpito e la linea indicata nella sua prima messa ai cardinali, sintetizzata in tre momenti camminare, costruire e confessare', un dinamismo su cui la comunità religiosa di Beltiglio imposterà il suo cammino. Sulla scorta di questo insegnamento ricevuto dal Papa, l'uomo-Dio che va incontro all'uomo, la comunità religiosa continuerà il suo lavoro sinergico con le altre istituzioni civili locali. Sarà essenziale trovare un punto di incontro anche con le associazioni laiche presenti sul territorio. Confido e rimetto all'intelligenza delle persone affinché prevalga sempre il bene di tutti, solo così la comunità potrà volare". In ultimo Don Luigi sente di dover rivolgere un "ringraziamento generale. Data la crisi generale anche la parrocchia ha dovuto fronteggiare delle difficoltà economiche. Ma attraverso la sottoscrizione 'Adotta la tua parrocchia' siamo riusciti a sostenerci. Ringrazio perciò tutti coloro che hanno versato la sottoscrizione mensile (di 5 e 10 euro) e tutti quello che animano le folte schiere della provvidenza che non ha nome".
Fonte: Ottopagine