Porte chiuse per Alfredo Cataudo. Nonostante fosse già chiuso l'accordo politico tra l'Udeur e Aniello Cimitile per un patto di fine Legislatura che salvasse il Presidente della Provincia dal tentativo dell'opposizione di defenestrarlo a pochi mesi dalla scadenza naturale, il consigliere provinciale non potrà mai assumere il ruolo apicale nella partecipata di contrada Pezzapiana. Infatti ad impedirglielo è una norma e precisamente il Dpr 168 del 2010 che disciplina le incompatibilità e i divieti nei servizi pubblici e negli Enti Locali.
I commi 3 e 5 del decreto vergato da Giorgio Napolitano cristallizzano alcune cause di incompatibilità. In particolare stabilisce che "non possono essere nominati amministratori di società partecipate da enti locali coloro che nei tre anni precedenti alla nomina hanno ricoperto la carica di amministratore (l'articolo 77 del Tuel specifica che tali sono i consiglieri provinciali e comunali) nell'ente locale locale che detiene le quote di partecipazione al capitale della stessa società". Un muro eretto dal legislatore di fronte alla possibilità di giri di valzer tra i banchi consiliari e le scrivanie delle partecipate. Circolata nei corridoi della Rocca, queste righe risalenti al 2010 e riprese anche in successive leggi del governo Monti impedirà l'ufficializzazione di un'intesa che dal punto di vista politico era già ampiamente chiusa. Ma quell'agenzia resterà con ogni probabilità in quota Udeur che passerebbe all'incasso dopo avere affossato la mozione di sfiducia a Cimitile redatta da Udc e Popolo della Libertà. Sará dunque Clemente Mastella a dover fornire al presidente della Provincia un ulteriore nominativo. II Consiglio d'amministrazione dell'Asea formato da tre componenti è in scadenza dopo un quinquennio che al vertice della società in housing ha visto Antonio Calzone, uomo del Pd. II presidente dell'Asea guadagna un compenso di 2mila 130 euro lordi.
Fonte: Il Sannio Quotidiano