Appare ormai segnata la strada per il 'Patto Territoriale Sviluppo 2000 Valle del Sabato', con l'ipotesi scioglimento che si concretizza sempre più. A fare il punto sullo stato della vicenda e il presidente del Consiglio d'amministrazione Giacomo Fantasia il quale ribadisce l'intenzione dell'organo di procedere in tale direzione e cerca di spiegare le cause di uno scioglimento che era ormai nell'aria. "Da tempo - afferma Fantasia- siamo in una condizione che può essere definita di 'prorogatio’ il Patto non ha più dipendenti nel suo organico e rimasto soltanto il Cda composto da sette persone.
II tutto senza alcuna risorsa finanziaria, non possiamo più far fronte a questa situazione con gran parte dei soci che non mostrano alcun interesse". Quello che si profila e dunque il fallimento di un progetto che aveva generate numerose aspettative sul territorio, considerando l'ingente finanziamento di 50 milioni di euro messo a disposizione dal Ministero. Con l’obiettivo di creare 500 posti di lavoro e di incentivare lo sviluppo industriale grazie all'insediamento di 30 aziende. Gli esiti sono stati invece ben diversi sia in termini occupazionali che di attività produttive attualmente operanti sul territorio. Fantasia nell'individuare i fattori che hanno condotto a questo punto evidenzia come sarebbe stato necessario 'riformare’ il Patto negli anni passati. "In questi anni -dichiara il presidente del Cda- il Patto Territoriale ha erogato servizi basandosi sui fondi messi a disposizione, servizi che hanno un costo che non è controbilanciato da ricavi, in assenza dei quali il capitate si e eroso portandoci allo stato attuale di impossibilità di operate. Negli anni precedenti sarebbe stato opportuno modificare lo statuto, rivedendo il funzionamento dell’organismo, se ciò fosse avvenuto credo che oggi la situazione sarebbe diversa". Giacomo Fantasia lascia comunque aperto ancora qualche spiraglio: "Qualora ci fosse l'effettivo interesse dei soci a mantenere in vita il Patto, i margini ci sono ancora, con la società che andrebbe innanzitutto ricapitalizzata. Il Comune di Ceppaloni che detiene la quota maggioritaria, se acquisisse un ulteriore 14% entrerebbe in possesso del 51%, avendo la possibilità di portare avanti le modifiche necessarie. La società a quel punto andrebbe resa di nuovo operativa, passando a svolgere
delle attività e dei servizi sul territorio che possano garantire l’autofinanziamento, o diventando un’agenzia di sviluppo". L'interesse dei soci sinora non sembrerebbe tuttavia essere stato manifestato e con il persistere di queste condizioni secondo Fantasia lo scioglimento appare inevitabile. "Come consiglio d'amministrazione -continua il presidente- abbiamo già assunto questa decisione, abbiamo convocato anche l’assemblea dei soci che deve deliberare lo scioglimento. Ciò non è stato possibile poichè alla seduta molti dei soci (tra cui la Provincia e la Camera di Commercio) non erano presenti, a questo punto constate I'impossibilita di riunire l'assemblea avvieremo le procedure previste per lo scioglimento rivolgendoci al Tribunale". L’iter che Giacomo Fantasia ha annunciato di voler intraprendere, prevede nello specifico che il Cda verifichi e prenda atto che sia intervenuta una delle cause previste per lo scioglimento, con I'organo amministrativo che deve convocare l'assemblea dei soci, procedura già adempiuta dal Cda. I passaggi success ivi a questo punto, data I'impossibilita di riunire I'assemblea che avrebbe dovuto deliberare la messa in liquidazione sono l'iscrizione presso la Camera di Commercio delle i intervenute cause di scioglimento e la consegna al Tribunale dei libri contabili, con I'organo giudiziario che dovrà nominare un liquidatore.
Fonte: Il Sannio Quotidiano