Rimosse le impalcature antistanti l'edificio il castello medioevale che si erge su una massa rocciosa e domina lo scenario caratteristico centro storico di Ceppaloni mostra il suo nuovo aspetto. E' decisamente più radiante la nuova facciata della struttura, è difficile quasi riconoscerlo rispetto a quello che appariva soltanto qualche mese fa. Il nuovo 'look' tuttavia non rappresenta una sorpresa per i cittadini ceppalonesi poiché erano stati essi stessi a scegliere questa soluzione con un sondaggio realizzato sul sito del Comune di Ceppaloni.
Punto di discordia siçurall1cntc la cinta muraria che sembrerebbe ridotta rispetto a quella esistente precedentemente e proprio su tale punto un acceso dibattito si era generato all’interno della comunità ceppalonese. Il chiarimento era giunto poi dall'assessore delegato ai Centri storici Bruno Mazzone il quale aveva spiegato che la Sovrintendenza aveva considerato la cinta muraria del castello povera ed annunciato che era stato recuperato quanto di valore non essendo possibile apportare nuove pietre. Ma la trafile di eventi che ha condotto la struttura all’ultimo intervento di restauro è piuttosto complessa ed un approfondimento meriterebbero anche le origini storiche dell' edificio. Per quanto le informazioni disponibili siano frammentarie l'edificazione del castello sarebbe da ricondurre al periodo longobardo o normanno. Il primo riferimento preciso all'antico maniero lo si trova nel 1120 in un atto di compravendita redatto da un notaio, al 1129 invece risale la visita del papa Onorio II. Nel corso degli anni tuttavia il castello ha perso la sua funzione originaria divenendo abitazione di alcuni nuclei familiari della zona, fenomeno che è perdurato fino a qualche anno fa e che sicuramente ha deturpato l'edificio dal grande valore storico. Depauperamento quest'ultimo dovuto soprattutto agli interventi di ristrutturazione scoordinati realizzati in base alle proprie esigenze abitative da coloro che erano residenti nella struttura e che hanno modificato l'edificio originario. Ora è arrivato l'intervento di restauro che si appresta alla conclusione (il primo cittadino Claudio Cataudo aveva annunciato la fine dei lavori per il mese di ottobre ndr) ed una nuova 'problematica' si pone, quella dell'utilizzo dell' edificio. Tale tema nel corso degli ultimi mesi aveva generato un vasto dibattito sia all'interno della comunità ceppalonese sia tra i vari esponenti politici. Lo scorso maggio infatti il gruppo di opposizione consiliare 'Unità democratica per il Comune' aveva chiesto lo stop dei lavori contestando la tipologia dell' intervento eseguito e sostenendo la necessità di riaprire un dibattito in particolar modo sulla destinazione del castello medioevale argomento di notevole rilevanza per l'intera comunità. A stretto giro era arrivata la replica dell'assessore al centri storici Bruno Mazzone il quale aveva posto l'accento sul fatto che l'amministrazione fosse riuscita a realizzare l'importante intervento di cui tanti avevano parlato ma a cui nessuno concretamente aveva messo mano. Mazzone sulla tipologia dei lavori aveva poi sostenuto che l’opera era stata costantemente monitorata dalla Sovrintendenza ai beni culturali. Sulla destinazione d'uso invece l’assessore delegato al ramo aveva presentato il progetto 'Borgo della creatività" il quale prevede come cuore pulsante il restauro del castello per la realizzazione di una scuola di alta formazione professionale enogastronomia, ma anche la rivalutazione dell’intero centro storico e la realizzazione di un albergo diffuso. Progetto il cui ammontare complessivo è di circa 50milioni di euro e che attualmente è in attesa di risposta per il finanziamento da parte della Regione Campania. L’opposizione sull’argomento aveva inoltre richiesto la convocazione di un Consiglio Comunale, al quale aveva partecipato anche la direzione dei lavori chiarendo che si trattava di intervento di restauro e non di ristrutturazione poiché non vi sarebbero state modifiche all’organismo strutturale. Ottobre si avvicina e gli scenari che iniziano a prospettarsi sono variegati. L’ex sindaco Nino Rossi nel corso del Consiglio aveva rivendicato l'accordo sottoscritto durante il suo mandato per la realizzazione del “Museo delle Streghe" mentre l'assessore Mazzone aveva annunciato nel caso in cui il "Borgo della creatività' non dovesse essere finanziato la disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale a promuovere una partecipazione diretta della cittadinanza su tale decisione come avvenuto nel caso della facciata con un sondaggio.
Fonte: Il Sannio Quotidiano