Tetto incendiato: il Wwf chiede aiuto

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Rifugio-WWFCeppaloni.info raccoglie l'appello di Costantino Tedeschi, ceppalonese doc al servizio del WWF, e mette a disposizione il proprio sito per raccogliere  fondi per questa buona causa..
Interessato il rifugio, centro visite, ‘Acqua delle Vene’. Al momento del propagarsi delle fiamme nella struttura c’erano tre ragazzi che stavano dormendo. Fortunatamente non c’è stato alcun danno alle persone, ma il tetto è andato parzialmente distrutto. Grazie all’aiuto di volontari sono stati portati via, nei giorni scorsi, oggetti e suppellettili. Ora, però, c’è bisogno di un finanziamento che permetta al progetto di tornare nuovamente attivo. Infatti il rifugio, oltre a svolgere una funzione di riparo dal freddo, è stato utilizzato anche come laboratorio, museo, refettorio, biblioteca.
“La situazione che si è presentata agli occhi di Costantino, la guardia-guida dell’Oasi prontamente accorso – si legge in una nota del Wwf -, sabato notte è stata terribile, anche pensando a quanta fatica, quanto impegno e quanta costanza c’era voluta per costruire e rendere funzionante e accogliente il rifugio.

 

 

Adesso la neve cade all’interno e copre la cenere che rimane dalla combustione di parte della struttura in legno e di alcuni arredi. Nonostante la neve e il ghiaccio che rendono poco percorribile la strada e il freddo pungente con punte di -7°, Costantino e qualche dipendente comunale hanno messo in salvo o almeno al riparo dalle intemperie oggetti e suppellettili, salendo anche a piedi e approfittando dell’assenza di ulteriori precipitazioni nei primi giorni dopo l’incidente.

Tempo permettendo, adesso si cercherà di coprire in tempi rapidi e alla meglio la voragine nel tetto, mentre il Comune dovrà approntare un progetto per il rifacimento del tetto, probabilmente con materiali ignifughi. E poi si dovranno trovare alcune migliaia di Euro per eseguire i lavori… Poche migliaia di Euro per salvare non un’Oasi della natura, ma per evitare il fallimento di un progetto in cui hanno creduto tanti volontari, per continuare ad accogliere scolaresche che si appassionano a scoprire la salamandra e il giglio martagone, per il divertimento dei pannaranesi che trascorrono il ferragosto all’Acqua delle Vene e dei turisti che partecipano alle numerose iniziative tutto l’anno, per gli ornitologi e gli altri naturalisti che si recano a studiare la natura del Partenio, per gli escursionisti abituati a fare tappa all’Oasi della Montagna di Sopra”.

Si è particolarmente preoccupati, quindi, che queste risorse economiche saranno difficili da trovare: “Già immaginiamo le risposte degli amministratori (le casse sono vuote), i commenti della gente (ma con questa crisi e tutte le tasse del Governo), la demoralizzazione dei volontari alla prese già con altre sottoscrizioni per altre emergenze ambientali locali…Poche migliaia di Euro che altrove o per altre iniziative talvolta arrivano da un mecenate, uno sponsor che prende a cuore la questione: in fondo si tratta di un progetto concreto, di una ‘spesa’ che sarà ben quantificata, di una iniziativa ben definita anche nel tempo. E allora, chissà che non si verifichi in questo caso una bella sorpresa ! La natura e tante persone apprezzeranno e ringrazieranno”.

La ‘Montagna di Sopra’ di Pannarano – come ha spiegato proprio una nota del Wwf – è una parte del ripido versante nordorientale del Partenio, ammantato di boschi di castagno nella parte più bassa e poi di faggio fino al crinale (oltre 1500 metri sul livello del mare), da cui si ammira la pianura campana, il Vesuvio e il Golfo di Napoli. Tutta la parte alta della faggeta fino al crinale è di proprietà comunale, per cui il bosco si è conservato in un discreto stato naturale; a quota 1200 circa si trova la sorgente ‘Acqua delle Vene’.

Per queste caratteristiche fin dagli anni ‘80 del secolo scorso qualche giovane pannaranese iniziò a pensare a qualche forma di protezione che in seguito all’incontro con il Wwf divenne ‘Oasi’. E’ stata stipulata la convenzione con l’associazione ambientalista per la gestione ed è stato realizzato dal Comune il rifugio. Con la convenzione è stato possibile dare un minimo di stabilità e continuità alle attività condotte fino ad allora saltuariamente, grazie alla disponibilità di Costantino Tedeschi e della cooperativa ‘Celidonia’.

 

Fonte: Il Vaglio.it

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