Ceppaloni news:
I nuovi assetti per la gestione della problematica rifiuti e la controversa questione riguardante il recupero del castello medievale di Ceppaloni sono i temi che hanno caratterizzato la seduta di Consiglio provinciale svoltasi ieri alla Rocca. I nuovi assetti per la gestione della problematica rifiuti e la controversa questione riguardante il recupero del castello medievale di Ceppaloni sono i temi che hanno caratterizzato la seduta di Consiglio provinciale svoltasi ieri alla Rocca.
Presente anche il reintegrato consigliere di Forza Italia, Stefano Napolitano (vedi altro servizio), l'assise provinciale, guidata dal vicepresidente Giuseppe Lamparelli, ha affrontato solo in parte i sette punti all'ordine del giorno, per l'appunto quello riguardante la sempre delicata questione rifiuti e il progetto di recupero del maniero ceppalonese, da destinare alla realizzazione del Museo delle Streghe. “Noi non siamo contro la realizzazione del Museo – ha spiegato il presidente dell'Amministrazione provinciale, Carmine Nardone – anzi, abbiamo pensato di accelerare l'iter prevedendo l'acquisizione dell'immobile di San Giovanni di Ceppaloni dove il Museo potrebbe trovare collocazione in tempi brevi. Poi, non appena i lavori di consolidamento del Castello saranno ultimati, se le comunità locali vorranno, si potrà procedere al trasferimento del Museo all'interno del Castello”. Le spiegazioni del presidente, intervenuto al posto dell'assessore alle Infrastrutture Pasquale Grimaldi, che pure era presente in aula, non hanno però sgomberato il campo delle perplessità. Il capogruppo di Forza Italia, Lucio Rubano, autore dell'interrogazione sul punto, ha ricordato l'esistenza di una convenzione tra Provincia e Comune di Ceppaloni per la realizzazione del Museo all'interno del Castello, convenzione che verrebbe di fatto sconfessata dalla delibera di Giunta provinciale dello scorso 7 agosto che invece prevede l'acquisizione dell'immobile di San Giovanni. “Perchè quella convenzione non sia più valida – ha evidenziato Rubano – occorre un atto che la revochi, altrimenti conserva la propria efficacia”.
Nel corso del suo intervento, Nardone ha denunciato di essere stato destinatario nei giorni scorsi di cartoline contenenti espressioni altamente offensive della sua persona. Capitolo rifiuti. Il presidente dell'Amministrazione provinciale ha comunicato all'assise la sostanziale bocciatura del progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti mediante dissociazione molecolare. Un impianto che avrebbe dovuto occuparsi, secondo le intenzioni dei proponenti, dello smaltimento della intera produzione provinciale dei rifiuti. Ma così non sarà, come ha riferito lo stesso numero uno della Rocca: “Dopo aver varato una apposita commissione, composta da sei consulenti, per verificare la praticabilità dell'intervento, commissione che ha terminato i propri lavori dando esito favorevole, ci comunicano adesso – ha dichiarato Nardone - che l'impianto dovrà avere una capacità massima di 5 tonnellate. E' evidente che tale dimensionamento ne fa un giocattolo più che un vero impianto di trattamento dei rifiuti, e ci amareggia ancor più la motivazione posta a base della decisione: si tratterebbe infatti di un impianto “sperimentale” e per questo non si può andare oltre le 5 tonnellate. Si confonde forse l'avvio della fase “sperimentale” di provincializzazione del ciclo dei rifiuti con la presunta sperimentazione di una tecnologia che invece è stata già ampiamente testata. Ciò comporta – ha aggiunto il presidente – il rischio che il sito di Sant'Arcangelo, dove avrebbero dovuto essere sversati solo i residui inerti della dissociazione molecolare, sia destinato a tramutarsi in una discarica di rifiuto tal quale”. Nardone ha quindi proposto la convocazione a breve dell'assemblea dei sindaci sanniti per affrontare congiuntamente la problematica e portare avanti una posizione unitaria anche al tavolo regionale, contro una legge che prevede tra l'altro che i debiti dei comuni per lo smaltimento dei rifiuti vengano coperti attraverso l'innalzamento della tassa a carico dei cittadini. “Siamo una provincia piccola – ha concluso – e proprio per questo non possiamo mostrarci divisi. La Provincia ha già espresso al commissario Pansa la propria ferma contrarietà, è il caso che si aggiungano anche tutti i sindaci”. Si torna in aula domani mattina per esaurire l'ordine del giorno.