Il coordinatore comunale del PdL, Enzo Barone, interviene a seguito del rinnovo del Consiglio di Amministrazione del Patto territoriale Valle Sabato, organismo a cui non lesina critiche per l’operato svolto fino ad oggi e ne chiede le dimissioni. “Ho grande rispetto per il Presidente Fantasia e tutto il Cda -chiarisce Enzo Barone -, ma il Patto da loro gestito è fallito il 16 settembre 2008, quando feci presente che lo stesso non aveva più motivo di esistere e la sola soluzione saggia sarebbe stata la liquidazione della Società. Oramai i risultati sono sotto gli occhi di’ tutti, sia dal punto di vista occupazionale che di sviluppo del territorio. E quando tutto ciò è avvenuto, il Patto non era gestito dagli stessi amministratori recentemente riconfermati?” . Inoltre, il dirigente del PdL sottolinea: “Attraverso un intervento apparso sulla stampa il 6 agosto 2009 l’assessore Geppino Russo, delegato in materia dal sindaco, faceva una disquisizione di come affrontare la problematica del Patto.
Ma, a distanza di poco più di un anno, la zona Pip Valle Sabato è ancora in stato di totale abbandono nonostante i cittadini continuino a pagare l’energia elettrica per illuminare una “cattedrale nel deserto”, con ritorno occupazionale pari quasi a zero. Situazione per cui Enzo Barone si rivolge al Consiglio Comunale di Ceppaloni, in qualità di Ente Capofila della Società con il 36% circa delle quote”, a cui chiede di nominare una commissione di inchiesta presieduta dal sindaco Cataudo con componenti esterni. che rappresentino tutti i partiti politici del territorio, per far luce su tutte le problematiche che da dieci anni si sono abbattute sul Patto territoriale. E qualora dovessero emergere responsabilità oggettive qualcuno dovrà pur pagare“ . Per il coordinatore del Popolo della Libertà, però, è altresì necessario: “Responsabilmente gli amministratori del Patto territoriale rassegnino le dimissioni ed i soci si facciano carico di nominare un Consiglio di Amministrazione estraneo alla passata e presente gestione”. Ed aggiunge: “Per dovere d’informazione verso i cittadini voglio ricordare che nel 2001 tra i comuni di Ceppaloni, Arpaise, Pannarano, Roccabascerana e Altavilla Irpina, fu firmato dal Ministro dell’Economia il decreto di finanziamento del Patto territoriale. Inizialmente le aziende finanziate, a seguito di istruttoria positiva da parte della Banca nazionale del Lavoro, erano circa 30 per un importo complessivo di
100 miliardi di vecchie lire, e per un’occupazione di oltre 500 posti di lavoro: ad oggi sono state avviate circa dieci aziende, rispetto alle trenta inizialmente previste, nei soli territori di Ceppaloni e Roccabascerana con un riscontro occupazionale che risulta irrisorio rispetto ai 500 posti inizialmente previsti. Per cui, - domanda ancora Barone - .
vorremmo sapere: le aziende del Patto territoriale hanno rispettato gli impegni assunti, soprattutto in materia di occupazione, per ottenere i finanziamenti? E quali provvedimenti si intende adottare nel caso in cui tali impegni non siano stati onorati?” L’esponente del PdL, quindi, ribadisce l’esigenza di “fare chiarezza rispetto al lavoro svolto fino ad oggi” ma anticipa al contempo la volontà di “vigilare con attenzione anche sul lavoro futuro”. E in conclusione, rende noto: “Ci attiveremo, d’intesa con il coordinatore provinciale e deputato del PdL Nunzia De Girolamo, in sintonia con il Ministro dello Sviluppo Economico affinché qualora dovesse essere attuata la rimodulazione non venga sprecato altro denaro pubblico, ma si realizzino attività che realmente possano contribuire allo sviluppo della Valle del Sabato”.
Fonte: Il Sannio Quotidiano