“La casa di accoglienza per bambine Geny Tranfa' in Etiopia è oramai realtà. Il risultato di un'alleanza solidale che non conosce confini, capace di perseguire e raggiungere con successo obiettivi tanto significativi quanto importanti per la sopravvivenza di moltissime persone. A Ceppaloni il progetto è mito su iniziativa della comunità parrocchiale della chiesa di San Nicola Vescovo, ma ha raccolto il consenso di tante altre realtà. Si tratta di un'iniziativa promossa dall' associazione di volontariato 'Centro aiuti per l'Etiopia', che nella piccola realtà ceppalonese ha trovato da tempo grande condivisione e partecipazione ai vari progetti promossi a livello internazionale. In ultimo la 'Casa per bambine' dedicata a Geny Tranfa (un giovane cappalonese prematuramente scomparso) realizzata nella regione etiopica del Wollaita e che ha registrato la più ampia partecipazione e condivisione di tante altre associazioni e comunità parrocchiali.
Obiettivo attuato nell'ambito del 'Progetto Agricoltura' volto alla realizzazione del Centro di accoglienza 'Giovanni Paolo II', ubicato a trecento chilometri a sud di Addis Abeba nella regione del Wollaita, che si estende su un terreno fertile di 70 mila metri quadrati. Progetto che sta portando lavoro e aiuti alimentari alla popolazione locale grazie al raccolto ricavato dai circa 60mila metri quadrati di terreno agricolo. Mentre, l'area destinata al centro di accoglienza è un cantiere che offre lavoro a circa 130 uomini e donne. Sempre nella stessa area è prevista la realizzazione di un refettorio, di un grande parco giochi e due case alloggio: una per i maschi ed una per le femmine, che ospiteranno bambini disabili, ritardati mentali e malati di HIV. Le case, inoltre, saranno dotate di cortili interni per il gioco dei bambini e un salone per la fisioterapia. Contestualmente, è stata già ultimata la palazzina degli uffici dove saranno gestite le adozioni a distanza e nove 'tukul blfamillard' (bungalow di legno) destinati alle famiglie adottive e quanti vorranno conoscere meglio la realtà etiope. Ed è in questo contesto che la comunità di Ceppaloni si, sta occupando della raccolta fondi per la realizzazione della casa per bambine sorta proprio in questo villaggio. Ad illustrare il progetto è il referente periferico del 'Centro aiuti per l'Etiopia', il dottore Domenico Simeone, che innanzi tutto sottolinea "l'importante collaborazione offerta anche dalle altre comunità parrocchiali della provincia, a associazioni, attività commerciali e società di spettacolo che hanno condiviso appieno il progetto contribuendo fattivamente alla raccolta fondi". Il referente dell'associazione, quindi, spiega che "pur essendo iniziata a agosto 2009 la raccolta fondi ad opera della comunità parrocchiale di San Nicola Vescovo a Ceppaloni, guidata dal parroco don Renato Trapani, il progetto ha già fatto grandi passi avanti al punto che la casa per bambine è già stata edificata (al momento bisogna ultimare le suppellettili) e per i' primi mesi del nuovo anno sarà inaugurata". E sono numerose le iniziative organizzate in questo lasso di tempo grazie alle quali è stato possibile portare avanti con successo tale progetto che, come spiega il referente dell' associazione, "è così diventato man mano sempre". Pertanto, Simeone comunica che "a tal fine sarà organizzata il 4 dicembre una serata musicale, con la degustazione di prodotti locali, alla quale parteciperà anche la giovane cantante di “Ti lascio una canzone', Giuli Danzè, che ha già partecipato anche ad altre iniziative svolte dall' associazione". In conclusione, Domenico Simeone evidenzia il lavoro svolto dalla comunità locale fino ad oggi e ricorda che "l'iniziativa summenzionata non è prima portata a termine Etiopia, dove nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo realizzato una strada sterrata di 25 Km nel Nord dell'Etiopia nella provincia Irob nella regione Tigrai, lo scavo di due pozzi nella stessa provincia e il prolungamento della prima strada di altri l0 km i cui lavori sono ancora in corso. Mentre, nella provincia di Benevento sono state effettuate circa mille adozioni a distanza”.
Fonte: Il Sannio Quotidiano