Il Presidente: valide le sedute del Consiglio.

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Ceppaloni
 
È tutto a posto, il numero legale c’era, la seduta era valida. Insomma, tutto si è svolto nella piena legalità per cui le due sedute consiliari sono valide. Questa la risposta di Bruno Mazzone ai consiglieri sdella lista «Unità democratica per il Comune», che avevano richiesto la convocazione d’urgenza del consiglio comunale in quanto era saltata la seduta del 24 settembre per mancanza di numero legale.
Il presidente del consiglio comunale di Ceppaloni ha, inoltre, risposto agli addebiti evidenziati a suo carico in un manifesto fatto affiggere dai quattro consiglieri del gruppo di opposizione. Mazzone fa appello espressamente allo Statuto, precisamente all’articolo 31, comma 3, che così recita: «La seduta è valida con la presenza di almeno sette consiglieri comunali assegnati». Ed, inoltre, il Testo unico, articolo 38, parla di un terzo dei consiglieri comunali assegnati, vale a dire 6. Lo stesso Testo unico, all’articolo 46 comma 1, recita che «il Sindaco e il Presidente della Provincia sono eletti dai cittadini a suffragio universale e diretto secondo le disposizioni dettate dalla legge e sono membri dei rispettivi Consigli». Ricordiamo che il consiglio del 24 settembre si è tenuto con 6 consiglieri oltre al sindaco Mastella. «Per le stesse motivazioni - precisa Bruno Mazzone - devo confutare la tesi della mancanza del numero legale in ordine al piano urbanistico comunale». Questa, invece, la posizione espressa dai consiglieri della lista «Unità democratica per il Comune»: «i Constatata la crisi della maggioranza (mancavano diversi assessori e consiglieri mastelliani), il presidente del Consiglio, malgrado l’opposizione avesse evidenziato la mancanza del numero legale, ha permesso che il Civico consesso continuasse con soli sei consiglieri presenti. Ed è stato approvato, in meno di otto minuti, il Consuntivo 2006 ed il riequilibrio di Bilancio. Alla faccia della legalità e della democrazia!». In quanto al Puc, «pur di varare il Piano, il presidente del Consiglio Comunale ha permesso che il Consesso funzionasse, in prima convocazione, con soli sei consiglieri. In dispregio a qualsiasi regola ed anche all’articolo 31 dello Statuto il quale prevede che il Consiglio funzioni con “almeno sette consiglieri comunali”. E’ una vergogna! Si approva un importantissimo strumento di pianificazione e programmazione con soli sei consiglieri su sedici».
 
Fonte: Il Mattino
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