"Ceppaloni si ritorva un sindaco superficiale e in mala fede!"

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (0 Votes)

fiorillo elio Caro direttore, il Sannio Quotidiano ha ospitato ieri un’intervista al Sindaco di Ceppaloni sulla tormentata questione del Regolamento Comunale Ici attualmente posto in discussione nel consesso Consiliare, il quale nella stessa intervista ha azzardato un’analisi sbilenca ed una difesa insensata dell’operato della sua maggioranza e delle sue scelte sulla vicenda.

 

Davvero risulta difficile dover ribattere tale “dispensatore di giustificazioni” su un problema così delicato e sentito, ma è necessario a questo punto mettere in evidenza quanta approssimazione e specialmente quanta mala fede c’è in quel che il “Sindaco dispensatore” dice e in quel che non fa.

 

 

Per noi non era e non è importante avere la primogenitura di tale Regolamento, che pure riteniamo un atto necessario e non più differibile, ma di fronte all’immobilismo, al disinteresse ed alla superficialità del Sindaco dispensatore, quale parte politica di tale comunità abbiamo cercato di fornire una risposta, provando a colmare un vuoto regolamentare non più tollerabile. Intimare ai cittadini di pagare l’Ici anche sui terreni coltivati o su aree di fatto inedificabili costituisce a nostro avviso un metodo di tortura fiscale che va subito impedito. Come se non bastasse si pretende il pagamento del tributo con decorrenza 2007, il tutto per rimpinguare la casse comunali sempre con lo stesso identico metodo: spremendo i cittadini!

 

L’onestà impositiva non è della maggioranza o dell’opposizione, non è di destra o di sinistra. Essa non ha, e non deve avere, colore politico. E' un diritto fondamentale dei cittadini, e chiunque è al governo di una comunità sa che assicurarne il rispetto è un suo compito, un suo dovere. Queste le ragioni della nostra proposta.

 

La dimostrazione della mala fede che il Sindaco dispensatore ci mette nello sciorinare la sua difesa, deriva dal fatto che le commissioni consiliari, da noi ritenute illegittime e contro cui abbiamo sollevato ricorso gerarchico presso il Presidente della Repubblica, sono in carica da luglio scorso, ma solo qualche settimana fa egli si è preoccupato di convocarle e, guarda caso, solo dopo gli invii degli avvisi Ici da parte del Comune e soprattutto dopo che è cominciata a circolare la prima bozza del regolamento da noi proposto.

 

A tal proposito occorre inoltre precisare che nella convocazione della Commissione Tributi, di cui parla il Sindaco dispensatore, gli  argomenti posti in discussione erano tutt’altri che il Regolamento Ici: esso era indicato in calce alla stessa come “eventuale” discussione. Insomma, un frottola dietro l’altra.

 

Altro aspetto rilevante della questione, che qualifica l’atteggiamento e le parole del Sindaco dispensatore è il metodo con cui egli intende(?) arrivare all’elaborazione di tale Regolamento: il “dispensatore” vuole lasciare decidere due consiglieri comunali riuniti in Commissione tagliando fuori tutti, mentre noi abbiamo proposto la strada della partecipazione e della condivisione, aprendo un dibattito e un confronto, in modo da arricchire il documento con le esperienze, le istanze e le conoscenze di tutti. Da oltre un mese abbiamo reso disponibile il Regolamento, organizzato incontri pubblici, raccolto numerosi suggerimenti di Associazioni di categoria, di professionisti locali e dei cittadini che hanno voluto esprimere la loro opinione.

 

In questa la differenza tra chi la parola democrazia la pronuncia (a vanvera) e chi la pratica; in ciò la differenza tra chi “dispensa” e chi ascolta e fa. In ciò la differenza tra noi e loro!

 

Non oso esprimere giudizi sul modo del Sindaco dispensatore “di affrontare i problemi in maniera seria”, li lascio esprimere ai cittadini che si trovano a dover pagare somme scandalose e perché no, agli abitanti di Santa Croce e Barba oggi letteralmente imprigionati a causa della sua fattività e sollecitudine. In verità il Sindaco dispensatore mostra invece prontezza e zelo quando si tratta di difendere, con gli strumenti pubblici del Comune di Ceppaloni, i sui interessi privati e la sua onorabilità professionale infangata, a suo dire, da qualche giornalista.

 

In ciò l’ulteriore prova della sua mala fede e della sua enorme superficialità.

 

Un ultimo appunto merita la goffa e confusa affermazione del Sindaco dispensatore quando dice che “la minoranza non cerca il confronto nelle sedi istituzionali a ciò preposte”: egli considera tale non il Consiglio Comunale, organo deliberativo supremo dell’Ente, che puntualmente ha disertato nella scorsa seduta, ma la Commissione Tributi di cui è in dubbio se non la legittimità la loro stessa natura. Noi come opposizione, al contrario, allo scorso Consiglio Comunale c’eravamo, come ci saremo al prossimo convocato per il 15 febbraio.

 

La mia perplessità rispetto all’intera situazione nasce dal fatto che un’amministrazione che agisce con trasparenza e rettitudine e soprattutto che non ha nulla da nascondere o di cui giustificarsi, non dovrebbe temere il contraddittorio con il gruppo di opposizione ricorrendo ad astuzie tipiche di personaggi poveri nei contenuti ma non nelle giustificazioni, come il nostro Sindaco dispensatore.

 

 

 

Elio Fiorillo

 

Consigliere Comnale

Sei qui: Home News "Ceppaloni si ritorva un sindaco superficiale e in mala fede!"
Find us on Facebook
Follow Us