L'avvocato Titta Madia, difensore di Sandra Lonardo, ha tenuto a sottolineare: 'Il giudizio della Corte di Cassazione, che rispettiamo, non è certamente (e non potrebbe esserlo) una sentenza di condanna, perchè è un giudizio di legittimità.
Dunque non è un giudizio di merito e quindi non accerta i fatti concreti. La Suprema Corte si rifà alle ipotesi della pubblica accusa”.
Ad avviso della Suprema Corte, i fatti contestati alla Lonardo sono stati ricostruiti dai giudici di merito “attraverso uno sviluppo motivazionale che non presenta incongruenze o salti logici” e “deve riconoscersi che sussistono i gravi indizi di colpevolezza richiesti” dal codice di procedura penale per limitare la libertà personale “in relazione all'ipotizzato reato di tentata concussione”.
Insomma, per quanto riguarda la fase cautelare, i giudici di merito non hanno commesso passi falsi - nel procedimento che è costato la vita al governo Prodi - e non espone lo Stato al rischio di dover pagare un risarcimento.
Secondo la Cassazione “l'abuso” commesso dalla Lonardo “è consistito nella strumentalizzazione dei suoi poteri di presidente del Consiglio regionale della Campania: in tale veste ha esercitato in maniera distorta le attribuzioni del suo ufficio piegandone le finalità per il perseguimento di interessi particolari, estranei all'interesse pubblico, peraltro violando i principi di imparzialità e di buon andamento dell'amministrazione pubblica”.
Nel mirino della Suprema Corte è finita l'interpellanza consiliare, firmata da quasi tutto il gruppo Udeur, con la quale si contestava la nomina di Annunziata, che secondo le accuse, sarebbe stato riottoso a subire ingerenze Udeur. E nel presentare la mozione (alla quale la Lonardo “ha dato il suo contributo”) e rinviare la discussione - dice piazza Cavour - Sandra Lonardo avrebbe compiuto uno “sviamento di potere” perchè il fine dilatorio era quello di esercitare una “forte pressione” su Annunziata e spingerlo al ravvedimento affinchè nominasse D.F. e V. a capo della neochirurgia e della cardiologia del San Sebastiano.
Con azioni del genere - ossia “la nomina di persone di propria fiducia nel campo sanitario” - si “rafforzava la presenza” dell'Udeur “nelle istituzioni pubbliche, perpetuando - conclude la Cassazione - una politica di occupazione e di spartizione clientelare nei posti di responsabilità secondo criteri di appartenenza politica e non di competenza tecnica”.
Sul rinvio della seduta per le interrogazioni consiliari, il difensore di Sandra Lonardo ricorda che “da disposizioni interne, le interrogazioni vengono iscritte all'ordine del giorno secondo l'ordine cronologico, a cura della segreteria generale del Consiglio.
La presidenza del consiglio non ha competenza sulla possibilità di rinvio di una seduta dedicata alle interrogazioni consiliari. Il calendario di dette sedute è fissato dalla Conferenza dei capigruppo. Tra l'altro, la seduta alla quale si fa riferimento nella ipotesi accusatoria fu rinviata di necessità, solo e soltanto perchè gli assessori interrogati risultarono tutti assenti. Tanto è vero che la presidente Lonardo se ne lamentò pubblicamente”.
Fonte: Ansa