Lonardo: Via tra un anno, ma chi lo ha detto?

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Ceppaloni NewsRiforme, decentramento, Bilancio. Ma non solo. "Saranno i capigruppo a decidere su ulteriori priorità da portare in aula". Si rifiuta di parlare di "patto di fine legislatura" il presidente del Consiglio regionale, Sandra Lonardo, la quale lancia un messaggio inequivocabile al governatore Antonio Bassolino: che la legislatura debba finire tra un anno, non lo ho ancora ufficializzato nessuno. "Mi pare che il presidente abbia scelto da solo, senza darne comunicazione in aula - incalza Lonardo -. Nel momento in cui decidesse di farlo, potremmo rifletterci insieme. Fino a quel giorno, però, che sia tra un mese o tra un anno, il nostro dovere di consiglieri continuerà ad essere quello di approvare quante più leggi possibili".

Domanda. Statuto, Ptr, legge elettorale, decentramento amministrativo, bilancio: non le sembra un programma troppo ottimista, quello dettato da Bassolino, per uno scorcio di legislatura?
Risposta. Una premessa: più che parlare di "patto di fine legislatura", preferisco riferirmi a una normale ripresa dei lavori in aula dopo la pausa elettorale, partendo dallo Statuto e da altre leggi all'ordine del giorno, unanimamente definite una priorità da parte dei capigruppo consiliari. Credo, poi, che come assemblea legislativa abbiamo un solo dovere: pensare a lavorare il più possibile per fare in modo che questi provvedimenti approdati in Consiglio da più tempo diventino legge. Il nostro mandato elettorale prevede di operare nell'esclusivo interesse dei cittadini. Tutto il resto non ci deve riguardare.
D. Certo, ma c'è un solo anno di tempo, stando almeno all'annuncio di dimissioni anticipate dato dal presidente . Ce la farete?
D. Mi pare che il presidente abbia fatto una scelta in assoluta solitudine, senza darne comunicazione ufficiale a nessuno. Nel momento in cui decidesse di farlo venendo a riferirne in Consiglio, ne rifletteremmo in aula. Ma fino a quel giorno - che sia tra un anno oppure tra un mese - dobbiamo continuare a fare il nostro dovere: approvare leggi.
D. Un ruolo a cui, negli ultimi tempi, il Consiglio regionale sembra avere abdicato...
R. A onor del vero, va detto che il Consiglio regionale della Campania, in questa legislatura, è quello che ha lavorato di più in assoluto: a due anni e mezzi segnavamo già un più 500 per cento di provvedimenti approvati in aula. Ma è ovvio che si sarebbe potuto fare ancora di più.
D. Che cosa ve lo ha impedito?
R. Ci sono stati momenti difficili negli ultimi mesi - le fibrillazioni interne alla maggioranza, il rimpasto in Giunta, anche la vicenda giudiziaria che mi è capitata - che hanno rallentato la macchina. Ma oggi, nella conferenza dei capigruppo, abbiamo deciso all'unanimità di andare avanti sulle priorità della Regione: subito lo Statuto e, tra prima e seconda lettura, legge elettorale.
D. Chi ha deciso che per la Regione, Statuto e legge elettorale siano una priorità più di quanto non lo siano il testo unico sul turismo, la legge sul lavoro e il project financing?
R. Prima dell'ultima seduta, si terrà una conferenza dei capigruppo che deciderà su ulteriori priorità da portare in aula. Ci sono provvedimenti come il project financing fondamentali ai fini della presentazione dei progetti 2007-2013.
D. La maggioranza in aula, in diverse occasioni, non è riuscita a raggiungere il numero legale. Crede che adesso, dopo la debacle elettorale del centrosinistra, sia più facile?
D. Credo che i consiglieri regionali abbiano l'obbligo di essere in aula. A questo scopo hanno avuto un apposito mandato dai cittadini. Come disincentivo all'assenteismo, dalla prossima seduta in poi, comunicheremo alla stampa i dati su tutti i presenti.
D. Se dovesse tracciare un bilancio della sua attività da presidente, di quali provvedimenti andrebbe più fiera?
R. La legge sui rifiuti, una delle ultime approvate in aula, che disciplina il ritorno alla gestione ordinaria. E' un provvedimento atteso da anni e spero che Berlusconi voglia tenerne conto dando la possibilità alle province di occuparsi della gestione. Ma sono molto legata anche alle leggi sull'assunzione dei precari della sanità e alla variazione al Paser (entrambe approvate nell'ultima seduta di marzo) che consente l'accesso alle agevolazioni senza entrare in conflitto col Governo nazionale. In genere, ogni legge che arriva all'iter finale è come un piccolo parto per chi, come me, segue il lavoro delle commisisoni, partecipa alle audizioni, prepara resoconti per i presidenti di gruppo.
D. L'Udeur riparte dal territorio ed è pronto a riorganizzarsi e ripetere la scommessa alle prossime elezioni politiche. Clemente Mastella non si sta sbilanciando un po' troppo?
D. La dimostrazione che il partito c'è ancora ed è vivo sta nel fatto che nella stessa cabina elettorale da cui è uscito vincitore il Pdl a livello nazionale, l'Udeur è stato votato da 30mila persone. E questo nonostante non siamo riusciti ad arrivare a tutti: molti non sapevano se avrebbero trovato il simbolo sulla scheda elettorale.
D. E qual è il suo futuro politico?
R. Nel mio futuro, per ora un solo obiettivo: continuare a lavorare intensamente per il partito in sinergia con il territorio. Sulle altre scelte decideranno i dirigenti dell'Udeur.
 
Fonte: Il Denaro
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