Quando l'altra sera, nella villa di Ceppaloni, il cellulare ha squillato e sul display è apparso il nome di Casini, Clemente Mastella ha capito che il suo esilio politico non sarebbe durato ancora a lungo. Pochi istanti prima gli avevano comunicato che la sua posizione all'interno dell'inchiesta 'Why not' era stata archiviata. 'Mi spiace davvero per quello che è successo - ha detto l'ex presidente della Camera - credo che dovremo riesaminare insieme la situazione e decidere il da farsi'. Parole che non hanno diluito il risentimento dell'ex ministro della Giustizia, convinto sempre più di essere caduto in un agguato ordito da una parte della magistratura, ma che almeno gli hanno restituito un ruolo sulla scena.
Siamo alla vigilia di una dichiarazione di voto a favore dell'Udc? 'Diciamo che si è rinsaldato un vecchio legame. Per quanto riguarda il resto, si vedrà, replica Mastella.
E si vedrà, probabilmente, negli ultimi giorni di campagna elettorale, quando l'antica alleanza potrebbe essere ricucita in vista delle Europee del 2009. Ammesso, però, che l'Udeur esista ancora fra un anno. Il consiglio nazionale del 18 aprile, infatti, si annuncia turbolento. Non solo bisognerà fare i conti con la diaspora di parlamentari e consiglieri, ma pure con i segnali d'inquietudine che si moltiplicano tra i fedelissimi. A cominciare dalla pattuglia campana, che rappresenta il principale serbatoio di voti. Forse l'ultimo.
'Non possiamo più inseguire il sogno di una formazione nazionale - spiega il segretario regionale Antonio Fantini - e
dobbiamo voltare pagina e concentrare gli sforzi nel sud.
Ecco perchè proporremo di cambiare nome al partito, ribattezzandolo Lega del Mezzogiorno. Vogliamo conservare la collocazione al centro e cercare un'alleanza col Pd. Credo sia l'unico modo per recuperare le ragioni che diedero vita all'Udeur, ma anche per mettere in piedi quella federazione centrista di cui tutti parlano e che, dopo il riavvicinamento con l'Udc, potrebbe finalmente divenire realtà. Alla regionalizzazione del partito, Mastella pensa da settimane.
Anche perche' alle Europee si voterà con il collegio unico meridionale e le preferenze che l'ex guardasigilli potrà portare in dote diventeranno più appetitose.
Sul cambio di nome, invece, le perplessità non mancano. 'Capisco i dubbi, ma sarebbe - sottolinea Fantini - un gravissimo errore far finta che nulla sia accaduto. Abbiamo l'opportunità di dare voce alle ragioni di un meridione che, ormai, viene descritto soltanto come un ricettacolo di immondizia e mozzarelle alla diossina. Recuperiamo l'orgoglio e smettiamola di ragionare con i paraocchi. Sul federalismo fiscale, ad esempio, aveva ragione Bossi: è una ricetta valida anche per il Mezzogiorno. Spero che alla fine se ne convinca pure Clemente'.
Fonte: Epicentrobenevento.it