Quando Mastella chiede giustizia

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (0 Votes)

Mastella Se la vendetta è un piatto che va consumato freddo, per Clemente Mastella sembra essere arrivato il momento della degustazione. La posizione dell'ex ministro della Giustizia nell'ambito dell'inchiesta "Why Not", allora aperta dal magistrato Luigi De Magistris, è infatti stata archiviata. Il gip di Catanzaro, Tiziana Macrì, accoglie in toto la richiesta della Procura generale, disponendo l'archiviazione del procedimento in quanto pare non vi fossero neanche gli elementi per poter iscrivere Mastella nel registro degli indagati.

Come tutti ricorderanno, il fascicolo era stato successivamente avocato dalla Procura generale per l'incompatibilità di De Magistris, dopo che Mastella, proprio in qualità di ministro della Giustizia, aveva chiesto il trasferimento del Pm per presunte irregolarità nella conduzione delle sue inchieste.

Facile pronosticare la reazione furiosa del re di Ceppaloni, puntualmente arrivata. "Ho subìto un vero e proprio attentato a libertà e prerogative costituzionalmente riconosciute: attentato rispetto al quale preliminarmente intendo investire il Capo dello Stato quale presidente del Csm". Dritto dal presidente della Repubblica, dunque. Poi aggiunge: "Si tratta di un fatto gravissimo, fuori da ogni principio di legalità". Da ex ministro della Giustizia, arriva quindi inevitabile l'adire a vie legali. "Ho dato mandato ai miei legali di valutare tutte le possibili azioni giudiziarie e amministrative a tutela della mia persona, e per chiedere il risarcimento dei danni a chi ha lavorato, sul piano giudiziario, sul piano mediatico e su quello politico, per la mia eliminazione politica". Chiaro il riferimento allo stesso De Magistris.

Il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, in relazione all'archiviazione della posizione di Mastella commenta che "al di là del merito del provvedimento e delle persone coinvolte, siamo soddisfatti perché il giudice ha condiviso del tutto la nostra impostazione e le nostre conclusioni". Ecco perché sempre secondo Mastella coloro che lo hanno accusato "devono vergognarsi moralmente, avendo costruito un vero e proprio linciaggio su di un fatto che non c'è mai stato e che loro sapevano che non c'era. Mi chiedo quanto danaro pubblico, quante trasmissioni sulla tv di Stato, quante paginate di giornale si sono consumate sulla base di una mia responsabilità che non esisteva. E si tenga conto che vittima di questa campagna d'odio era il ministro della Giustizia nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali". Insomma, la vendetta è appena iniziata; ma c'è chi pensa che le cose non stiano esattamente così.

"Mastella che chiede i danni a De Magistris? Spero sia un pesce d'aprile". Ad affermarlo è Aldo Pecora, leader del Movimento calabrese "Ammazzateci tutti", nato dopo l'omicidio Fortugno, anche promotore del comitato "pro De Magistris". "in realtà -prosegue Pecora-, i danni dovremmo chiederli noi italiani, a Mastella e ai suoi amici, visto che dopo essere stata tolta al Pm l'inchiesta "Why Not" è stata fatta chirurgicamente a pezzi. Adesso cosa vogliono fare, arrestare De Magistris?". Aldo Pecora chiede infine ai "calabresi onesti" di scendere nuovamente in piazza, per non lasciare solo il magistrato.

Strano paese, il nostro, dove chiunque si trovi più o meno volontariamente a scontrarsi con i gangli cupi e articolati del potere, cercando di scioglierli nel nome di una giustizia realmente uguale per tutti, cominci con l'assolvere il ruolo dell'accusatore, finendo inevitabilmente per essere l'accusato della stesa vicenda da cui si era partiti.
D'altra parte, nel girar frittate, il nostro ex-ministro della Giustizia si rivelò esperto sin dai suoi primi esordi politici.
Niente di nuovo sotto il sole.

 

Fonte: Aprileonline

Find us on Facebook
Follow Us