Mastella:"Non mi candido"

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MastellaL'ex guardasigilli ha deciso di non partecipare alle elezioni di aprile. Alla base della scelta, ha spiegato, gli eventi degli ultimi mesi che, a suo parere, lo hanno visto cadere vittima di un linciaggio costruito da media, magistratura e politica. Parafulmine della politica, vittima della magistratura, capro espiatorio per la sfiducia verso le istituzioni che dilaga nella società, oggetto di una mala informazione. Ma anche cavaliere senza macchia e senza paura che ha retto, fino a che ha potuto, il contraccolpo che gli è stato inferto coinvolgendo persino la sua famiglia. Questa è l'immagine che ha dato di sé, oggi, Clemente Mastella per motivare la decisione di non candidarsi alle elezioni politiche di aprile.
"Sconfitto, prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio a candidarmi", ha detto il segretario dei Popolari Udeur ponendo fine al lungo attendismo che non lasciava capire quale strada avesse in mente di intraprendere per il prossimo 13 aprile. Sconfitto, dice, l'uomo forte di Ceppaloni, il quale a denti stretti attacca: "per una costante e manipolata disinformazione con la pubblica opinione, determinata da una scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente". Tutti coinvolti dunque, tutti imputati. Ma soprattutto tutti responsabili per averlo trasformato, politicamente e moralmente, in "una sorta di uomo nero, di cui liberarsi e sul quale scaricare tutte le responsabilità del sistema politico". Rivendica però il merito della resistenza perché "stretto nella tenaglia, ho retto fino a quando ho potuto sapendo di avere subito ingiustizie clamorose e ben cosciente della mia onestà e innocenza". Eppure non si è sentito solo in questo periodo drammatico della sua vita, anche personale, che ha visto la moglie indagata vivere l'esperienza degli arresti domiciliari in quel fortino in provincia di Benevento in cui la famiglia Lonardo-Mastella è considerata un riferimento. Già la moglie, Sandra, filosofa come lui, presidente del consiglio campano, da gennaio accusata di aver fatto pressioni per nomine nel settore sanitario. Una condizione, si diceva, che comunque non gli ha fatto registrare ostracismo da parte di chi gli vuol bene. "Ringrazio quanti, anche in queste ore, mi spingono a restare sul terreno di gioco", ha detto, vedendo in questo abbandono elettorale anche una possibilità di riscatto: "spero così di essere anche più libero e di ritrovare finalmente una serenità che con violenza e ad arte mi è stata tolta". Certo, resta un retrogusto acido che fatica ad attenuarsi. "Confesso - ha ammesso- che un pò di amarezza in tutto questo c'è, ma forte anche della cultura e della saggezza contadina del mio sud, non mi arrendo e se, e qualora ci saranno condizioni diverse, dò l'arrivederci a quegli amici che generosamente e in modo solidale mi sono stati vicino".

Cala momentaneamente il sipario del teatro elettorale per l'ex guardasigilli. Ma si chiude anche il chiacchiericcio politico intorno a una possibile candidatura di sua moglie e di suo figlio. Questa volta ci ha pensato direttamente il partito con un comunicato stampa: "nessuna ipotesi di candidatura né per la moglie del segretario dei popolari Udeur, Clemente Mastella, né per i figli», ha puntualizzato l'ufficio stampa di Largo Arenula.

Fonte: Aprile.it

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