Mastella: resterò in campo fino alla fine

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Mastella Ceppaloni«Sono una persona che combatte fino alla fine per le idee che ha. Per questo, chiederò il consenso ai miei elettori. Se non arriverà, ne prenderò atto. Ma di una cosa sono certo: fino alla fine resterò in campo». Con ogni probabilità e a meno di inattesi (e ormai difficili) accordi centristi, Clemente Mastella correrà da solo alle prossime elezioni politiche. E lo farà “senza demordere dall’obiettivo di raggiungere e superare lo sbarramento” (4% alla Camera, 8% al Senato su base regionale). Per questo, “l’Udeur si presenterà in tutte le circoscrizioni e in tutte le regioni d’Italia”.

Senatore Mastella, dopo i suoi inviti alla riunificazione del centro, come valuta la possibilità di un’intesa con Udc e Rosa Bianca?

«Difficile, molto difficile. Vedo solo una serie di atteggiamenti preclusivi che finiscono con smorzare l’entusiasmo attorno a un progetto politico ambizioso. E di questo prendo atto. Ma secondo me, aldilà dei sondaggi e di avarizie personalistiche, nessuno di noi può tirare un sospiro di sollievo. Anche perché, in simili situazioni, le emorragie di voti potrebbero esserci sia da parte nostra sia da parte dell’Udc».

Al centro c’è anche la Rosa Bianca di Bruno Tabacci e Savino Pezzotta

«Ma questo discorso vale anche per quella formazione politica: la sensazione di questi giorni è che nemmeno lei cresca poi così tanto. Forse, tutti assieme potremmo invece spingere in un’altra direzione. Però non è che debba decidere io ciò che bisogna facciano gli altri. Anche perché, personalmente, ho ben chiaro ciò che farò».

Proprio in queste ore, però, il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa ha espresso parole di apprezzamento nei confronti di sua moglie Sandra Lonardo e di Anna Serafini, del Partito Democratico, dicendo che “sono due persone validissime, di grande intelligenza, che apprezzo moltissimo”. A qualcuno è sembrata un’apertura a lei al suo partito…

«Dico solo che Anna Serafini è candidata nel Pd e che Sandra Lonardo non è candidata e non intende candidarsi alle prossime elezioni».

A proposito di Partito Democratico, come la valuta l’apertura ai Radicali e l’archiviazione di Ciriaco De Mita?

«Forse alcuni politici, De Mita compreso, hanno sbagliato nel ritenere già conclusa l’esperienza della Margherita, interrompendo precocemente qualcosa che andava invece ancora vissuta. E questo è probabile che sia stato un errore di valutazione importante, per non dire decisivo».
 
Fonte: Panorama
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