Il nodo delle alleanze Udeur fa fibrillare le giunte

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Mastella CeppaloniCampania, Calabria, Abruzzo, Puglia, Basilicata: è naturalmente al sud che la nuova collocazione dell'Udeur nello scenario politico nazionale potrebbe avere ripercussioni sull'assetto di alcune giunte regionali.In Calabria l'assessore regionale al Turismo Pasquale Tripodi, stamani ha infatti detto che resta con Mastella.
'Non scappo - ha detto Tripodi - dalla nave anche quando sembra affondare. In questo senso ho già parlato con il presidente della Giunta, Agazio Loiero, e gli ho comunicato che se il mio partito deciderà un'altra collocazione per coerenza politica e personale un minuto dopo egli avrà sul suo tavolo la mia lettera di dimissioni dall'incarico'.

Di parere diverso il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Antonio Borrello che nei giorni scorsi ha preannunciato l'abbandono dei Popolari-Udeur: 'Ho difficoltà a far conciliare questa grande dicotomia: stare a Roma con il centrodestra e in Calabria con il centrosinistra'.

In Abruzzo il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, e l'assessore regionale ai Lavori Mimmo Srour, leader abruzzese dell'Udeur, si sono incontrati per discutere della posizione dell'assessore esterno nella giunta di centrosinistra. L'assessore avrebbe annunciato la volontà di dimettersi, soprattutto in caso di candidatura nella file del neonato Popolo della Libertà.

Stamani, con una riunione di Giunta in atto, si sono fatte sempre piú insistenti le voci di dimissioni da parte dell'assessore regionale con l'interim ai Lavori Pubblici che passerebbe nelle mani del presidente Del Turco.

Ma prima della seduta di Giunta, Srour, confermando l'incontro con il presidente 'svolto nella massima cordialità' ha chiarito che oggi non presenterà dimissioni.

Se Srour dovesse dimettersi lasciando la maggioranza di centrosinistra alla Regione, secondo alcune fonti, non farebbero la stessa cosa i due consiglieri regionali Augusto Di Stanislao (capogruppo e presidente del partito) e Liberato Aceto (segretario regionale) che rimarrebbero nel centrosinistra sotto un'altra sigla.

Ma è in Campania che la situazione è più intricata: qui infatti il segretario regionale dei Popolari-Udeur, Antonio Fantini, ha espulso dal partito tre consiglieri regionali (Nicola Caputo, Giuseppe Maisto e Vittorio Insigne) e il segretario cittadino di Napoli Diego Venanzoni che nei giorni scorsi avevano sottoscritto un documento nel quale minacciavano di lasciare il Campanile se ci fosse stata una alleanza con il centro-destra.

A sancire l'addio all'Udeur in Campania sono stati poi anche due consiglieri comunali e un assessore provinciale di Napoli, il sindaco del comune di Cardito, l'ex assessore della provincia di Caserta Giovanni Di Caprio, un po' di consiglieri comunali di realtà del napoletano e del casertano.

Ed altri, secondo quanto si apprende, sarebbero pronti a fare lo stesso se Clemente Mastella annuncerà il passaggio con la Cdl.

In Puglia il rapporto tra il presidente della Provincia di Bari, l'imprenditore della pasta Vincenzo Divella, e la maggioranza di centrosinistra che lo ha eletto, è in profonda crisi. Se nei prossimi giorni non riceverà dalla Regione Puglia le deleghe che aspetta da tre anni e mezzo nei settori agricoltura, formazione professionale e turismo, con relative risorse, Divella ha detto oggi che farà 'una riflessione profonda: valuteró cosa faremo nel futuro politico, ammesso che voglia continuare in politica'.

Divella non parla apertamente di dimissioni, ma spiega: 'se il centrosinistra ritiene che la mia esperienza sia finita ci vuole il coraggio di dirlo, indipendentemente da battute e sottointesi'. I pettegolezzi sono quelli che legano le sue sorti a quelle del cognato, il deputato Rocco Pignataro, eletto nelle file dell'Udeur. 'Non sono dell'Udeur - chiarisce Divella - con Mastella avevamo iniziato un percorso comune che poi doveva sfociare in accordi scritti che non abbiamo piú fatto. Mastella ha scelto un'altra strada, diversa da quella che avevamo indicato noi'.

E in Basilicata l'Udeur si è 'scisso' dando luogo ad una nuova formazione composta da un assessore e due consiglieri regionali, oltre a un centinaio di amministratori locali in tutta la regione: è questa la base di partenza del partito dei 'Popolari Uniti'.
 
Fonte: Epicentrobenevento.it
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