Festa di compleanno per Mastella nel giorno clou della crisi

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Mastella CeppaloniFesta di compleanno martedi' a Ceppaloni, nel momento piu' caldo della crisi di governo. Il 5 febbraio Clemente Mastella compie 61 anni, piu' della meta' dei quali trascorsi nell'arena politica: prima nella Democrazia cristiana, 'delfino' di una delle stelle di prima grandezza della Dc che fu, Ciriaco De Mita, poi via via nel corso degli anni componendo e scomponendo formazioni politiche di ispirazione cattolica fino a giungere al Campanile dell'Udeur. L'ex Guardasigilli soffiera' dunque sulle 61 candeline proprio nel giorno in cui la crisi di governo potrebbe essere giunta a una svolta.

E cosi' Mastella potrebbe ricordare di aver festeggiato uno dei suoi compleanni in un giorno particolarmente significativo per la storia repubblicana: o per la fine anticipata della legislatura o, al contrario, per la nascita di un esecutivo chiamato a rivedere le norme di elezione per Camera e Senato. In entrambi i casi si tratterebbe della conseguenza della crisi di governo determinata dalle scelte compiute dal leader del Campanile.

Il 2008, per la verita', e' inziato con le fattezze di anno orribilis per Mastella e per sua moglie Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale campano. Soprattutto da quel 16 gennaio, giorno in cui il ministro della Giustizia annuncia le proprie dimissioni a causa delle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto e dopo il provvedimento dei magistrati campani a carico della moglie, posta agli arresti domiciliari, nell'ambito di un'inchiesta sulla sanita' campana. Una misura che il 29 gennaio verra' tramutata dal Tribunale del Riesame in una sorta di 'esilio' nel comune di residenza, Ceppaloni.

Un brutto giorno davvero quel 16 gennaio, sia dal punto di vista personale che politico: non solo perche' Mastella lamenta una scarsa solidariea' da parte degli alleati, poco sensibili - a suo dire - rispetto a quello che Mastella vede come un 'complotto' della magistratura nei suoi confronti. Ma anche, quello stesso giorno, perche' la Consulta da' il via libera al referendum elettorale cui il leader dell'Udeur si e' sempre dichiarato nettamente contrario.

Il premier Romano Prodi invita il ministro dimissionario a tornare sui propri passi, ma 24 ore dopo Mastella conferma la propria scelta, lasciando la carica di Guardasigilli. E mentre Mastella lascia palazzo Chigi, l'Udeur lascia la maggioranza, aprendo di fatto la crisi che avra' il suo culmine una settimana dopo quando nell'aula di palazzo Madama il governo non ottiene la fiducia e Prodi e' costretto a salire al Quirinale.

Il 5 febbraio prossimo, probabilmente, Mastella vorra' lasciarsi alle spalle, almeno per un giorno, le ore difficili di meta' gennaio, i giorni della crisi, gli scontri con una parte della magistratura, le polemiche con qualche alleato, come Antonio Di Pietro, sul rapporto tra politica e magistratura e con altri sul rapporto con il Vaticano, per dedicarsi solo alla famiglia. Come disse in aula proprio il 16 gennaio dopo la notizia degli arresti domiciliari per lady Mastella: "Mi dimetto perche' tra l'amore della mia famiglia e il potere scelgo il primo''.

Mastella nasce nel 1947, il 5 febbraio. Due giorni prima giura nelle mani del presidente della Repubblica il terzo governo De Gasperi. Due mesi prima al venticinquesimo congresso straordinario del Psiup la minoranza, raccolta attorno a Giuseppe Saragat, usciva dal partito per fondare il Partito socialista dei lavoratori italiani (Psli), che poi diventera' Partito socialista democratico italiano (Psdi), mentre il Psiup torna all'antica denominazione di Partito socialista italiano (Psi).Tutte forze politiche che negli anni a venire saranno alleate del Mastella democristiano.

Mastella si laurea in Lettere e Filosofia. Qualche anno dopo diventa giornalista. Il 1976 segna l'inizio della sua lunga carriera politica nelle file della Democrazia cristiana, sotto l'ala protettrice di Ciriaco De Mita. Dopo lo tsunami tangentopoli che spazza via la vecchia dirigenza democristiana anche per mano di chi, come l'allora pm Antonio Di Pietro, si ritrovera' alleato (con qualche turbolenza) di Mastella, il futuro leader dell'Udeur fonda nel 1994 il Ccd di cui condivide la leadership con Pier Ferdinando Casini che poi, paradossi della politica, diventera' suo avversario. La prima esperienza da ministro (del Lavoro) Mastella la fa nello stesso anno, nel primo governo guidato da Silvio Berlusconii.

Nel 1998 e' protagonista di una scissione interna al Ccd da cui nasce il Cdr che si unisce al Cdu. Qualche mese dopo un nuovo passaggio: il Cdr confluisce nell'Udr e Mastella diventa segretario. Un'esperienza che dura appena un anno, poi e' la volta dell'Udeur. Nel 2003 si candida a sindaco della 'sua' Ceppaloni, appoggiato da Forza Italia e Sdi battendo il candidato appoggiato dal centrosinistra e da Rifondazione. Alle elezioni del 2006 e' eletto al Senato e con Romano Prodi torna a palazzo Chigi da ministro della Giustizia. Un'esperienza che dura solo 20 mesi e che termina, ironia della sorte, per un'iniziativa avviata proprio dalla magistratura.

 

Fonte: AdnKronos

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