
Come ai tempi della prima Repubblica, le tangenti per gli appalti sarebbero state ma scherate da pubblicità su un gior nale. Il giornale, secondo la Procu ra, è «Il Campanile», quotidiano dell’Udeur. Al partito di Mastella, ipotizzano il pm Francesco Cur cio e l’aggiunto Francesco Greco, gli imprenditori che si aggiudica vano appalti pubblici versavano consistenti somme di denaro fa cendole passare per pubblicità. Per sostenere questa tesi, il pm ha depositato nuovi atti al Riesame, che dovrà pronunciarsi sui ricorsi degli indagati nell’inchiesta su Ar pac e vertici dell’Udeur. Tra i documenti che i giudici dovranno valutare prima di deci dere sulla revoca delle ordinanze c’è, in particolare, materiale con tabile acquisito nella sede roma na del giornale. Il nuovo spunto investigativo è scaturito da una delle perquisizione disposte nel corso dell’inchiesta: a un impren ditore fu sequestrata una fattura relativa all’acquisto di pubblicità sul «Campanile». Successivamente, la Guardia di Finanza è stata nella sede del giornale, prelevan do bilanci, appunti e altri docu menti. Non si giustifica, ritiene il pm, il pagamento di migliaia di euro per la pubblicità su un gior nale letto da pochissime persone.
Al Riesame, la Procura ha inol tre depositato le testimonianze di altri medici che, come il dottor Giuseppe De Lorenzo, hanno di chiarato di aver subito umiliazio ni e vessazioni per non essersi alli neati alla volontà dei vertici del l’Udeur. De Lorenzo, dirigente del servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’Asl Benevento 1, ha de nunciato di essere stato rimosso dall’incarico con un pretesto dai suoi superiori perché i suoi rap porti con la famiglia Mastella si erano deteriorati. Il blitz di Guardia di Finanza e carabinieri scattò il 21 ottobre scorso. Venticinque le ordinanze di misura cautelare emesse dal gip Anna Laura Alfano, una sola delle quali — per Luciano Capo bianco, direttore dell’Arpac — agli arresti domiciliari. Sessanta trè, complessivamente, gli indaga ti. I reati ipotizzati sono associa zione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, turbativa d’asta, falso in atto pubblico conti nuato e concussione. L’inchiesta nasceva da una costola di quella nata a Santa Maria Capua Vetere e conclusasi pochi giorni fa con il rinvio a giudizio di Sandra Lonar do Mastella per tentativo di con cussione nei confronti del dottor Luigi Annunziata.
di Titti Beneduce