"Negli ultimi giorni si è stranamente manifestato un interesse morboso per le attività poste in essere per il Patto Territoriale Valle del Sabato". Così l'assessore con delega al Patto Territoriale, Geppino Russo (nella foto), che nel replicare a quanto affermato nei giorni scorsi sulla questione, illustra il lavoro svolto dalla Società consortile. "La Società fu proposta - dichiara Russo -, nell'ambito delle leggi all' epoca vigenti, da amministratori ed imprenditori dell'area geografica del Fondo Valle Sabato, in particolare i comuni Sanniti ed Irpini. L'iniziativa fu ideata e realizzata da Giunte di tutti i colori politici e da imprendi- I tori al di sopra di etichette politiche. La Società consortile, innanzitutto è oggetto controllato per sua natura giuridica dalla Corte dei Conti, dalla Regione, dal Ministero competente, ma s soprattutto dai soci pubblici. Non si registrano ad oggi risultati negativi dai molteplici controlli effettuati, ne si è a conoscenza di fatti rilevanti da interessare le suddette autorità. Mentre sono stati realizzati impianti a industriali inimmaginabili sta anno prima".
Ed inoltre, l'assessore sottolinea: "Il Comune di Ceppaloni ha acquisito una quota di capitale della società equivalente al 36%, divenendo così socio pubblico di maggioranza, al fine di non far fallire l'iniziativa. In quanto, come riscontrabile dagli atti ufficiali a disposizione di ogni cittadino, alcune Amministrazioni locali rispetto ai protocolli sottoscritti si rifiutarono di mantenere fede agli impegni assunti. Per migliore esposizione, il Comune di Roccabascerana ed altri Enti a locali, non sottoscrissero le quote sociali con l'iniziativa i già in fase avanzata. E' opportuno per tutti quelli che negli ultimi giorni si i stanno interessando al Patto, ribadire che sui territori amministrati dai comuni non sottoscrittori di quote si sono comunque realizzate realtà industriali, opere di urbanizzazione connesse con finanziamenti pubblici stanziati da Stato e Regione nell'ambito dei P.i.P. La società, come la maggioranza delle attività produttive è stata investita dallo tsunami della crisi mondiale, ma è riuscita comunque a sopravvivere e anche se in affanno a tener fede ai propri scopi statutari. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea del 1999, meglio conosciuta come decisione Teckal, l'evoluzione normativa delle società partecipate parzialmente o totalmente delle P.P.A.A, ha reso obbligatorio la rivisitazione dell'originario Statuto della consortile. Attualmente, essendo detto sodalizio una società senza scopo di lucro, in caso di disavanzo grava sui Bilanci e sulle risorse dei soci. Dopo l'entrata in vigore della legge Bersani (248/2006) è inimmaginabile continuare a ritenere di gravare i costi di gestione sulle esigue casse dei Comuni o dei soci privati, pertanto necessita attivarsi al fine di garantire l'autofinanziamento della mista o in alternativa preventivare come da legge (296/2006) la sua messa in liquidazione con le prevedibili conseguenze sociali e patrimoniali. Nel corso dei primi mesi del 2009, il mio sindaco Claudio Cataudo quale legale rappresentante del socio pubblico di maggioranza, mi ha istituzionalmente incaricato di coadiuvarlo nell' Assemblea dei soci, in un contesto di grande criticità che emergeva dal Bilancio della Società. Dalla lettura degli atti contabili emergeva un quadro economico finanziario preoccupante. Tale condizione era
determinata dal ritardo degli accrediti da parte della Regione e dello Stato. Una situazione che, qualora sanata, recuperando quanto dovuto faceva emergere addirittura un avanzo di cassa di circa diecimila euro. Il sottoscritto, unitamente al sindaco, avvisata l'Assemblea dei soci decidemmo di recarci presso la Regione Campania e fummo ricevuti dal competente assessore regionale, Corrado Gabriele, ed ottenemmo quanto dovuto dalla Consortile in pochi giorni. Quale rappresentante del socio pubblico di maggioranza proponevo di adeguare lo Statuto della Società, nel rispetto dell'ordinamento, in considerazione della natura mista pubblico privato in modo da ampliare le attività della stessa utilizzando i proventi per il suo mantenimento senza più gravare sul Bilancio dei soci". Dunque, affrontando nello specifico quanto emerso sull’argomento nei giorni scorsi, Geppino Russo puntualizza: "Le problematiche degli ultimi giorni rappresentano sterili polemiche politiche che confermano la grave crisi di identità e di strategia di una gran parte della politica locale. Ancora più grave è che, chi doveva ricordare ha dimenticato di avere supportato e voluto l'iniziativa che risultò ad un passo dal fallimento per cause imputabili a particolari situazioni storiche non solo politiche. L'invito al sindaco di Roccabascerana di voler valutare l'acquisizione all'epoca sottoscritta dal suo Comune (vedi protocollo) era ed è un atto dovuto scaturito in seno all'Assemblea dei soci presso la sede del Patto territoriale, come si evince dai verbali. In quell'occasione ho evidenziato che la Società è obbligata a rendicontare anche le attività rese al Comune di Roccabascerana, che è stato destinatario di finanziamenti ottenuti e utilizzati per circa sei milioni di euro (dodici miliardi di vecchie lire). Si è proposto di invitare l'Amministrazione predetta ad entrare nella compagine societaria in una misura percentuale già determinata nel protocollo iniziale sottoscritto dall’Amministrazione comunale di Roccabascerana. Il tutto era teso ed è teso a salvaguardare il Bilancio degli attuali soci sia pubblici che privati, i costi di un servizio reso da un soggetto ad un terzo soggetto non legato alla consortile. Naturalmente tali costi espongono i soci pubblici a critiche o malauguratamente a danni erariali. Il Patto territoriale per quanto mi risulta ha unito e non diviso. Per chiudere definitivamente il recente proliferare di polemiche dovute all'uscita dalla maggioranza della consigliere di Rocoabascerana, Eugenia Russo D'Orsi, palesemente è da considerare un paravento dietro il quale il sindaco di Roccabascerana nasconde la propria volontà di sottrarsi all'intervento di partecipare al capitale della mista, pur sapendo di avere direttamente e indirettamente beneficiato dei servizi della stessa. A questo punto, necessita chiedere ai vertici aziendali di rendi contare e fatturare al predetto comune le attività rese, non facendo gravare i costi sugli altri soci. La richiesta (ufficiale) è stata avanzata nel corso di formali sedute dei soci, durante le quali si sono acquisite le dichiarazioni anche del presidente Giacomo Fantasia, che sono tra l'altro riportate nel blog del sindaco Testa. Il tutto rientrava nelle leggi di contabilità pubblica cui tra l'altro deve attenersi la società. Respingo, quindi, qualsiasi di storta visione dei fatti rendendomi disponibile a discuterne, atti alla mano, di tutti gli accadimenti di questi ultimi giorni, ribadendo che prima della delega del mio sindaco non mi sono mai occupato del Patto sia in qualità di consigliere di maggioranza o di opposizione, se non limitatamente agli ordini del giorno attinenti la problematica" . In conclusione, l'assessore annuncia di aver "già proposto al sindaco di discutere nel prossimo Consiglio comunale l'opportunità dell'istituzione di una commissione consiliare tecnico-legale per affrontare definitivamente le problematiche" ed evidenzia: "Credo di aver dato risposta pubblica anche a chi metteva i tanti se su un articolo (pubblicato sulle nostre colonne ndr) a firma del circolo 'Che Guevara' di Ceppaloni" .
Fonte: Il Sannio Quotidiano