“Sono stanco. Chiedo pertanto di rinviare la votazione sul recepimento della carta Europea della partecipazione dei giovani alla vita Comunale”. Questa l’indecente richiesta del Capogruppo Domenico Parente, volta ad impedire l’avvio della costituzione di un Forum giovanile a Ceppaloni, avanzata dallo stesso nel Corso dell’ultimo Consiglio Comunale e votata, manco a dirlo, all’unanimità dalla maggioranza e dal suo Sindaco.
Era stanco.
Stanco perché probabilmente si era dovuto destare, vestire, perché poi aveva dovuto prendere la macchina, mettere in moto, guidare e percorrere qualche chilometro per arrivare al Municipio entro le 10.30.
Stanco perché probabilmente aveva dovuto raggiungere la comoda poltrona dell’aula consiliare.
Stanco perché probabilmente aveva dovuto spremere le meningi, anche solo per qualche minuto.
Stanco perché probabilmente aveva dovuto alzare la manina per nominare illegittimamente membri di Commissioni e Consulte Comunali.
Stanco perché probabilmente aveva dovuto respirare, battere le ciglia, stropicciarsi gli occhi, grattarsi il capo, ecc. ecc...
Insomma stanco, stanco, stanco.
Una stanchezza sicuramente difficile da comprendere per tutti noi semplici cittadini, giovani e vecchi, uomini e donne di questa comunità, fortunatamente immuni da tale persistente e fiaccante male che colpisce (poveri noi) solo colui che ricopre il duro ruolo di Capigruppo di questa maggioranza consiliare, il Geom. Domenico Parente.
Sembra si tratti di un male che coglie non a sorpresa, ma quasi sempre a comando e nelle occasioni in cui più te lo aspetti (soprattutto dinanzi a decisioni importanti per la collettività). Certamente è un malore vile e spregevole, misterioso ed incomprensibile, che trae linfa dalla malizia e dal sospettoso, dalla voglia di dispetto e dall’insana irresponsabilità. Pare sia un dolore non fisico e corporeo ma istituzionale e politico, ignobile e volgare, nulla a che fare con un semplice e banale affaticamento materiale derivante da massacranti attività manuali o da lavori precari ed umilianti.
È, se non vi è chiaro, la stanchezza del Capogruppo Domenico Parente, quella che può giustificare, a dire dello stesso, qualsiasi decisione illogica e qualsiasi vergognosa, inutile e dispendiosa deliberazione consiliare “di non discutere”; quella che può lasciare avvilito, sui banchi del Consiglio Comunale di Ceppaloni, qualsiasi Consigliere ben intenzionato, di maggioranza o di opposizione.
Quella stanchezza in nome della quale il Capogruppo Domenico Parente ritiene di poter calpestare un’istituzione, il suo ruolo, le sue funzioni, la sua importanza e con essa tutti i cittadini di questo Comune.
Per il bene di tutti, Capogruppo, si riposi!!
Elio Fiorillo