Museo delle Streghe, «perché si riparte solo ora?»

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Il capogruppo di opposizione Nino Rossi interviene sull’acquisto
da parte della Provincia di un vecchio immobile. “Perché il progetto è stato ripreso solo adesso, mentre i fondi per tale iniziativa sono stati lasciati in giacenza per oltre un anno?”. E’ questo l’interrogativo posto dal capogruppo di opposizione al Comune, Nino Rossi, in merito all’acquisto da parte della Provincia di un immobile a Ceppaloni da destinare al Museo delle Streghe, sancito nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale. Come si ricorderà, il progetto è stato posto in essere dalla Provincia all’epoca della consiliatura di Nino Rossi che, insieme all’allora presidente provinciale, intendeva realizzare il Museo all’interno del Castello medievale di Ceppaloni.

Ora, però, il leader dell’opposizione al Comune si chiede “come mai sia stato acquistato il suolo per la realizzazione di tale progetto pur non essendoci più la certezza che il finanziamento ad esso destinato sia ancora utilizzabile”.
Rossi, infatti, ricorda che il progetto “è stato già finanziato attraverso una prima parte dei fondi necessari, per un importo pari a circa un milione di euro a fronte dei sette miliardi di lire previsti per la sua completa realizzazione”. E sottolinea: “Tali fondi sono stati lasciati in giacenza dalla Provincia per ben un anno e non credo che sia ancora possibile accedere al finanziamento, essendo sicuramente scaduti i termini. Dunque, non so quali siano i fondi messi a disposizione per l’esproprio di questo rudere. Pertanto, mi sembra assurdo che l’Ente provinciale spenda una somma cospicua di soldi per acquistare un rudere da destinare ad un progetto che non sono certo che possa essere ancora realizzato”.
Inoltre, Nino Rossi evidenzia l’importanza del Museo che “avrebbe racchiuso tutte le documentazioni e quanto è disponibile per rappresentare ed illustrare la storia delle streghe della provincia di Benevento, essendo noi vicini allo Stretto di Barba, luogo dove questa storia è nata”.
Ed infine, il capogruppo di ‘Unità democratica per il Comune’ anticipa l’intento della minoranza consiliare di “porre in essere un’iniziativa per chiarire se giuridicamente sia corretto quanto stato fatto e per chiedere perché questi due miliardi sono rimasti in giacenza alla Provincia per circa un anno e solo adesso è stato ripreso il progetto”.

 

fonte: il sannio quotidiano

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