Come eravamo: Intervista a Mario Clemente Mastella

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mastella02Con l'intervista a Mario Clemente Mastella, si chiude il ciclo dedicato ai Sindaci del Comune di Ceppaloni, a partire dagli anni settanta del Novecento. L'attuale parlamentare europeo,  dal 1986, per ben tre volte  è stato eletto alla carica di Sindaco del nostro Comune. Da circa quaranta anni è  presente nella vita politica locale e nazionale laddove ha ricoperto cariche politiche e di governo prestigiose. E' riuscito a costruire una rete politica che gli ha permesso di diventare il leader indiscusso  della vita politica sannita, e ,a momenti, anche di quella nazionale con un piccolo partito di cui era Presidente, ma che diventava fondamentale per costruire alleanze di governo. 

 

Ciò che a me interessava, nel colloquio tenuto nella sua casa di S. Giovanni, era parlare della sua esperienza amministrativa quale Sindaco della nostra comunità, delle cose fatte, e della visione complessiva che egli aveva dello sviluppo del nostro paese.

 D

Quali furono le motivazioni per cui, nel 1986,già deputato da circa un decennio, decidesti di candidarti quale Sindaco di Ceppaloni?

R

 Avendo saltato tutto il “cursus” che, normalmente, portava un politico ad  essere eletto deputato, ero consapevole di essere carente di quella cultura ed esperienza amministrativa che permette davvero di capire le problematiche che attanagliano la gente e che ti fanno sbattere col muso contro i bisogni  della gente e le loro difficoltà che  attendono una risoluzione hic et nunc  La vita parlamentare ha ,invece, tempi lunghi, non solo, ma, in fondo , i deputati  non facevano che votare  a seconda delle posizioni che il partito assumeva rispetto alle leggi discusse nelle varie commissioni.

D

Da questo punto di vista, si può dire che non sia cambiato nulla!

E, chiaramente, per chi giovane deputato, pieno di entusiasmo e voglia di essere protagonista della storia che si doveva scrivere, la vita parlamentare veniva vissuta come un limite all' “èlan vital"

Come dimenticare il tuo dinamismo politico che portò nel Novembre del 1977 l On. Aldo Moro a Benevento dove pronunciò un dei suoi ultimi discorsi, prima di essere barbaramente ucciso dalle BR nel maggio del 1978?

 Però, riesce difficile spiegarsi perché in quella elezione ritenesti opportuno creare le condizioni per una grande coalizione DC - PSDI che, oggettivamente, a mio avviso, mortificò la democrazia perché vennero presentate due liste con sette e tredici candidati, cioè quanti erano i posti disponibili in consiglio Comunale. Anche perché, credo, sarebbe stato difficile, per la lista da te capeggiata, perdere le elezioni.

R

Ritengo che gli anni settanta e parte degli ottanta abbiano rappresentato il momento di maggiore contrapposizione, divisione all'interno della comunità che, a mio avviso aveva bisogno di serenità e non di livore e risentimento, credo che nessuna abbia dimenticato quella lunga stagione di veleni che , oramai, ammorbavano l'aria e dalla quale, per il bene di tutti, bisognava uscire fuori. Ecco, fu proprio questa constatazione(oltre quella già prima esposta) a spingermi a scendere nell'agone amministrativo: ricreare una situazione di tranquillità, di vivibilità, per cui l'unica maniera corretta fu quella di trovare un accordo preliminare con l'altra forza presente nel paese (PSDI) per evitare una lotta politica violenta  che avrebbe inasprito ulteriormente gli animi . La presentazione delle liste composte da tredici candidati(DC) e da sette candidati( PSDI)  venne fatta nel riconoscimento reciproco delle reali forze che i due partiti   possedevano nel Comune. Bisogna dire che intanto ciò fu possibile perché  l'Amministrazione precedente aveva cambiato la legge elettorale per cui,  per la prima volta, si votava con un sistema non più frazionale dove ogni frazione presentava la propria lista ed eleggeva i propri candidati,  ma col sistema “comunale”, nel senso che ogni partito presentava una propria lista che avrebbe espresso , all'interno del C.C. , gli interessi dell'intero Comune. E, a mio avviso, ciò rappresentò il superamento di un vecchio modo di far politica che non rispondeva più ai nuovi bisogni che incominciavano ad emergere nella società italiana e nel nostro paese. Inoltre, la nuova legge elettorale fu un momento importante per la costruzione di una identità del Comune all'interno della quale tutti potessero riconoscersi

D

Devo riconoscere che, effettivamente, in quel periodo  nel paese si respirò una nuova aria grazie all'attesa suscitata dalla tua elezione e dal tuo modo di amministrare che mirava a favorire il superamento di qualsiasi frazionismo e a responsabilizzare quelli che operavano insieme con te che avevano ampi margini di autonomia e i cui risultati chiaramente  monitoravi nel tempo. Fosti coerente con la tua idea di superare gli steccati, ma soprattutto, secondo me, il punto focale della tua  politica fu quello di spostare l'attenzione su Ceppaloni- capoluogo perché avevi intuito che il centro dello sviluppo non poteva non passare per la ristrutturazione del centro storico e del suo Castello.

R

 Infatti, insieme con il famoso architetto Gianfranco  Caniggia, tra molte difficoltà, fu recuperato il complesso di S. Antonio e della piazza che cambiarono letteralmente volto all'intera zona. Si affrontò il problema del Castello e del centro storico e dello sviluppo complessivo del Comune, sostenemmo con forza la manifestazione  “Ceppaloni e d'intorni”, insieme con altre organizzate direttamente dalla mia Amministrazione, con la quale il paese acquistò una visibilità a livello regionale, come dimenticare la “ Compagnia di Carlo Croccolo e di tanti altri famosi personaggi del mondo dello spettacolo e non? Credo che si possa dire  che effettivamente Ceppaloni diventò “l’ombelico del mondo”. Si può dire che l'intero mese di Agosto ruotava attorno all'organizzazione  di una manifestazione che diventò la più invidiata nella Provincia di Benevento. Importante fu l'opera di metanizzazione del Comune. Non bisogna dimenticare che Ceppaloni fu tra in primi comuni del Sannio ad essere metanizzato. E non per ultimo, l'ampliamento del cimitero comunale che era una priorità non più derogabile. Certamente l'operazione importante , amministrativamente, fu la dichiarazione del dissesto finanziario che non rappresentò un aspetto negativo, perché doveva comportare l'abbandono di una politica vecchia che lasciava il passo al futuro da costruire. La mia amministrazione aveva ereditato tale situazione dalle gestioni amministrative precedenti: si trattava di individuare quei posti nella pianta organica del Comune che non avevano più ragione d'essere, ma non per questo gli impiegati furono licenziati, perché vennero sistemati in altri Enti e tutti nel capoluogo sannita. E tale operazione poteva essere portata a buon termine soltanto se nel Comune si fosse riuscito ad instaurare un clima di collaborazione e di sostegno reciproco tra le forze politiche del paese.

D

 La tua presenza era ancora importante per il paese agli inizi degli anni novanta, ma decidesti, nel 1992, dopo essere stato eletto, col solito sistema, per la seconda volta Sindaco, di dimetterti dalla carica.

R

In effetti, i tempi erano cambiati, all'orizzonte incominciavano ad intravvedersi nuvole minacciose, in fondo le mie dimissioni non derivarono da problemi di politica amministrativa laddove, grazie ad una squadra di validi amministratori tutto funzionava molto bene, ma dall'aver capito che l'attività amministrativa rappresentava un pericolo reale per un politico impegnato , correttamente , nella politica nazionale, perché il principio della “responsabilità oggettiva”, che i giudici milanesi di “mani pulite” “rispolverarono”  poteva inchiodare qualsiasi amministratore a delle responsabilità non sue, ma che, in virtù del suddetto principio,  non poteva non sapere,  facilmente poteva essere colpito da un avviso di garanzia. In effetti, con le mie dimissioni non feci altro che anticipare “ Mani pulite”, cioè capire in tempo il processo in atto e comportarmi conseguenzialmente.

D

Dal 1992 al 2003, fosti assente dalla vita amministrativa attiva, anche se in fondo eri sempre tu ad indicare comportamenti ed orientamenti politici(  Non si muove foglia che Mastella non voglia, questo è quello che si diceva e si dice- ecco, ciò potrebbe essere considerata l'applicazione paesana del principio di responsabilità oggettiva!), nel frattempo ci fu l'Amministrazione di centro- sinistra del Sindaco Nicola Nino Rossi che sconfisse per ben due volte le compagini elettorali da te ispirate. Vi fu molta contrapposizione e , per alcuni versi, sembrò essere tornati al vecchio vizio del “ divide et impera” che già nel passato aveva fatto gravi danni al paese. Tra le elezioni del 2000 e del 2003 assistemmo a vari balletti politici laddove gli schieramenti amministrativi si definivano non per appartenenza politica, ma per sconfiggere Mastella, per poter dimostrare che senza alcuni candidati, in lista, sarebbe stato difficile vincere le elezioni anche per il” Signore “ di Ceppaloni. Una specie di gioco al massacro che nel 2002 portò alcuni rappresentanti della maggioranza politica ad associarsi alla minoranza per mettere in minoranza il Sindaco Nicola Nino Rossi e permettere l'insediamento del Commissario prefettizio per preparare le nuove elezioni.

Nessuno credeva, allora che tu ti saresti presentato nuovamente come Sindaco, anche perché la possibilità di una tua affermazione non era scontata. Perché decidesti di ritornare sulla scena politica Amministrativa?

R

Perché constatavo la degradazione profonda in cui era scivolato il paese, perciò ritenni quasi un dovere “irrompere” per tentare di arginare un processo di emarginazione della comunità che, giorno dopo giorno, diventava inarrestabile. E bisogna riconoscere che per l'intero arco della legislatura amministrativa ritornò un clima di serenità e Ceppaloni ripigliò, l'antico prestigio con  grandi manifestazioni culturali e soprattutto con la  quattro giorni dedicata al “Jazz” che ottenne  un grande successo. Oltre, chiaramente, ad amministrare per la risoluzione dei problemi nell'interesse del paese con l'approvazione del  P.U.C. ( Piano Urbanistico Comunale, ex Piano Regolatore Generale), con l'apertura della “ Casa Albergo per gli Anziani” e non ultimo il danaro( cinque milioni di euro)   destinato dalla Regione Campana per la restaurazione del Castello.

D

Ricordo che dopo la vittoria elettorale, trovasti molte difficoltà all'interno della tua maggioranza perché qualcuno, in una sorta di battaglia per la premiership nella giunta, cercava di creare una situazione di fatto per cui nella giunta  ti saresti potuto ritrovare  in minoranza. Ricordo che agisti in maniera decisa per cui, per le testate nazionali e le TV presenti a Ceppaloni ,non fu possibile fare lo scoop che era stato promesso: Clemente Mastella  sfiduciato dal Consiglio Comunale nel giorno del suo insediamento.

R

C'è sempre qualcuno che cerca di esasperare i rapporti tendendoli come un arco che sta per scoccare la freccia, ma fa parte del gioco politico sia nelle grandi realtà  che nelle  piccole.  “Nihil novi sub sole” , è il caso di dire.

D

Così come nel 1991 ti trovasti a gestire “il Terremoto”, così nel 2003 si stava costruendo quella

 che possiamo definire la grande occasione persa del nostro Comune: i patti territoriali. Quali le motivazioni del fallimento?

R

 Il fallimento dei patti è da ricercare nella struttura della stessa legge che non permetteva all'Amministrazione alcun tipo di controllo rispetto alle aziende che chiedevano di insediarsi sul territorio.  D'altra parte , i “patti territoriali” non hanno dato i risultati sperati non solo a Ceppaloni , ma in tutte le realtà dove essi hanno operato.

D

Credo che Ceppaloni ti abbia dato più di quello che tu sia riuscito a restituire:

R

Non credo, sono processi di osmosi laddove le cose fatte, i rapporti umani non si misurano col bilancino, ma sono certo che se i Ceppalonesi mi sono stati sempre vicino così personalmente sono stato orgoglioso di poter essere al loro servizio e poterli rappresentare degnamente, d'altra parte il fatto che io sia rimasto sempre a Ceppaloni, pur potendo risiedere a Roma o a Benevento( ciò di cui gli abitanti della cittadina sannita si sono sempre lamentati) sta a significare l'amore, il forte legame che mi  tiene legato alla mia terra.

D

Tu sai che tra le frazioni non è mai corso buon sangue: lotte, contrapposizioni che certamente non hanno fatto l'interesse della comunità, come ti spieghi questa rivalità:

R

Forse perché il capoluogo è all'interno rispetto alle frazioni, per cui vi sono state meno possibilità, nel passato , di conoscersi, di frequentarsi, le strade non erano facilmente percorribili, per cui era più facile che ci incontrassimo a Benevento quando andavamo a scuola che non nel nostro Comune.  Ci si frequentava poco e ci si conosceva meno, tutto ciò non poteva non pesare nella rete di  rapporti che si sono poi venuti a stabilire, laddove ha acquisito maggiore consistenza la valenza politica che non quella amicale.

D

Alla fine del tuo mandato sindacale nel 2008, alcuni credevano che tu avresti potuto indicare quale candidato a Sindaco l'avv. Carmine Tranfa, da sempre a te vicino e che negli ultimi anni del tuo mandato mostrò di saper gestire con competenza e saggezza i problemi di carattere amministrativo.

Già ho avuto modo di dire prima che anche nelle passate amministrazioni ho avuto sempre una  valida collaborazione dagli assessori e dai consiglieri che si sono  impegnati correttamente e con intelligenza nel governo della cosa pubblica, perciò Carmine è stato certamente un elemento valido, ma purtroppo, in politica, non  sempre la competenza  si coniuga col consenso sul territorio che è necessario per poter vincere la battaglia elettorale.

D

Il realismo politico  prevalse su tutti gli altri aspetti di natura amicale ed umana.

R

Quello fu un momento particolare che attraversavo per tutte le note vicende politiche che si conoscono,  se al momento delle elezioni nel nostro paese, fossi stato ancora Ministro della Giustizia, probabilmente, gli avvenimenti avrebbero potuto essere analizzati in una prospettiva diversa.

D

Quale è il giudizio sull'operato dell'attuale amministrazione:

R

Credo di poter esprimere un giudizio sostanzialmente positivo, tenendo presente soprattutto le gravi difficoltà in cui l'economia nazionale ed europea ancora oggi si dibattono.

D

L'anno prossimo ci saranno le elezioni amministrative nel nostro Comune, ritieni che tu o qualcuno della tua famiglia possa partecipare come protagonista nella corsa a Sindaco di Ceppaloni?

R

Lo escludo: personalmente non sono interessato così come mia moglie( Consigliere regionale: Sandra Lonardo) e così come i miei figli che svolgono la loro attività in realtà lontane da Ceppaloni.

D

Credo di poter dire che nel nostro Comune, e non solo, sei stato il protagonista politico indiscusso degli equilibri politici di questi ultimi quaranta anni: politicamente sempre presente e amministrativamente sei stato eletto per ben tre volte Sindaco, ti chiedo: quando sei entrato nell'Amministrazione, quale era il progetto di paese che avevi nella tua mente e come volevi realizzarlo? Altri politici hanno portato nei loro paesi industrie, ospedali etc., Ceppaloni come doveva trasformarsi?  Cosa doveva diventare?

R

Ho cercato di tendere sempre verso la costruzione  di un paese vivibile, e ciò presupponeva lasciare incontaminato il territorio che rappresentava e rappresenta la vera ricchezza di Ceppaloni. Insieme con questo ,organizzare una estate ceppalonese, così come avvenne durante il mio sindacato, che tenesse presente le esigenze dell'intero Comune. Sono certo che quella era l'idea vincente per costruire uno sviluppo ecosostenibile( come si dice oggi) che permettesse l'afflusso di un turismo compatibile anche con le strutture del paese. La costruzione dell'anfiteatro a S. Giovanni, una ministruttura( anche essa anfiteatrale), tra via Portanovella e via Rione(zona che versava in una situazione disastrata dal punto di vista topografico e dell'igiene), nel centro storico del capoluogo, il recupero di qualche vecchia “porta” della “cinta muraria” dell'antico paese, di qualche arco con relativa scala ristrutturata che congiunge via Portanovella con via Rione ,miravano a creare le condizioni di ritorno per i paesani residenti fuori e nello stesso tempo offrire a chi veniva a visitare il nostro paese la possibilità di poterne leggere la storia  attraverso il percorso tra strade, viuzze e vichi dell'antico borgo.  E non è un caso se a Ceppaloni, durante quel periodo, si incominciò a creare interesse anche per il mercato immobiliare perché vi era gente interessata  a trovare qualche alloggio nel paese o  restare per tutto il tempo della manifestazione . E se è vero che non sono arrivate fabbriche, è pur vero che l'intero Comune ha usufruito di un enorme paracadute che ha permesso ai tanti di trovare occupazione presso gli Enti Pubblici ed anche nelle fabbriche vicine. E' stata una politica che tendeva alla conservazione del “polmone verde” del Comune insieme con possibilità di lavoro che permettessero di poter restare nel proprio paese, cosi da evitarne lo spopolamento e creare le condizioni infrastrutturali perché non diventasse un paese “fantasma”.    Senza dimenticare le grandi iniziative di carattere culturale che rappresentarono un punto di riferimento per l'intera provincia.

Questa fu la grande scommessa  che ispirò le linee direttive del mio Sindacato che, francamente, credo , nel complesso, di aver vinto.

 Nel ringraziare Clemente  per la cortesia  mostrata, credo si possa affermare, per chi conosce un po' la storia del nostro paese di questo ultimo quarantennio, che molte delle cose dette  hanno un loro fondamento di verità e un riscontro oggettivo impossibile da negare. Peccato che  tutto sia rimasto legato a quel periodo del suo Sindacato, perché, subito dopo, a mio avviso, il paese è ricaduto nel frazionismo più esasperato che è stato ed è il male della nostra Comunità.

 

Beniamino  Iasiello

Commenti   

 
0 #1 ???rocco 2012-11-28 14:37
Ma stiamo parlando di Ceppaloni?

Dei sui amministratori attuali (di cui molti sono amministratori da anni)?

Ma l'itervistatore è il prof. Iasiello? Le domande e le considerazioni sono sue?

Bo'! Forse in 20 anni io ho sentito e visto cose INESISTENTI!

sono sconcertato
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