A proposito... dei manifesti anonimi "intestati: Comune di Ceppaloni"

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avvocatodi… Carmine Tranfa

La notizia è ghiotta ed ha destato molto scalpore tra la cittadinanza: sembra un libro di Agatha Christie. Il “giallo” della scrittrice più famoso è quello in cui è stato commesso un delitto: vi sono più persone sospettate, ma il vero colpevole viene svelato solo alla fine del romanzo. 

Il manifesto, con l’intestazione “Comune di Ceppaloni”, PRIVO DI FIRMA, ha lasciato esterrefatti i residenti. Mai, nella storia locale, si era verificato un fatto del genere.

Il testo scritto equivale ad un provvedimento amministrativo. Difatti le leggi n. 241/1990 e 212/2000 (STATUTO DEL CONTRIBUENTE), prescrivono che l’attività della Pubblica Amministrazione) sia TRASPARENTE E RISPETTOSA DEI DESTINATARI.

 

Per questo impongono che gli atti di esternazione scritta siano firmati, proprio per attestare la titolarità dell’Organo agente e del relativo potere, anche ai fini di individuare eventuali responsabilità dell’autore. La mancanza di sottoscrizione comporta L’INVALIDITA’ E L’INESISTENZA DEL TESTO SCRITTO. 

Dopo ampia discussione, i Ceppalonesi sono giunti all’unica soluzione “del giallo” plausibile: il manifesto non è originale (sarebbe inverosimile il contrario), ma è stato redatto da un gruppo di amici “buontemponi”, i quali, attraverso il manifesto hanno cercato di infondere un po’ di ottimismo e di sorriso alla cittadinanza, costernata ed affranta dalla notizia, diffusa dal gruppo consiliare di opposizione CITTADINANZA ATTIVA, la quale ha asserito che il Comune è in condizioni di grave deficit finanziario e che sussiste il serio rischio di default (ossia di insolvenza e pertanto DI FALLIMENTO).

Relativamente all’anno 2019 è stato certificato un DISAVANZO DI AMMINISTRAZIONE di 2,8 milioni di euro, che graverà, per molti anni, sui residenti nonché sui loro eredi (FONTE: IL SANNIO QUOTIDIANO del 30/04/2021). 

I “BURLONI” si sono divertiti scrivendo quanto segue: “l’attività tributaria del Municipio è improntata alla massima collaborazione e buona fede come stabilito dalla Statuto del contribuente”. Trattasi di ironia in quanto “i giocherelloni” sanno bene che gli Organi Comunali, in genere, non danno esito alle richieste di annullamento di accertamenti IN AUTOTUTELA né, normalmente, applicano, la MEDIAZIONE OBBLIGATORIA, prevista dall’art. 17 bis D.P.R. n. 546/1992. Per quanto riguarda la sospensione dei termini di 85 giorni (dall’ 8 marzo al 31 maggio 2020), prevista dall’art. 67 comma 4 della legge n. 27/2020, per non incorrere nella decadenza dell’accertamento, l’eventuale proroga dei termini doveva essere contestata al contribuente entro il 31/12/2020 e notificata entro il 26/03/2021. 

Gli atti amministrativi (si parla di un numero impressionante), sono stati emessi per raccogliere pochi spiccioli e con valori economici avulsi dalla realtà in un piccolo paese rurale, il quale, con l’attuale Amministrazione è ritornato, dopo i fasti del passato, al Medioevo. Gli stessi sono stati notificati nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2021 e quindi già decaduti.

La legge n. 27/2020 (contenente la proroga di 85 giorni), DOVEVA ESSERE MENZIONATA NELLA MOTIVIAZIONE DELL’ACCERTAMENTO. Difatti, se il contribuente fosse stato avvertito della proroga dei termini di prescrizione probabilmente non avrebbe operato l’impugnazione del provvedimento amministrativo. 

In questo senso, l’orientamento della SUPREMA CORTE, è uniforme e costante. Vedasi, da ultimo l’ordinanza 27476 del 2/12/2020: “OBBLIGO DEL CONTRADDITTORIO NEGLI ACCERTAMENTI STANDARDIZZATI”.

Inoltre c’è la recentissima sentenza della Corte di Cassazione del 10/03/2021: “il contribuente ha il diritto di conoscere ANTICIPATAMENTE tutte le ragioni e gli elementi essenziali che hanno determinato l’adozione dell’atto restrittivo della propria sfera giuridica che non può in alcun modo, essere sacrificata. Altrimenti, l’atto è NULLO” (DIRITTO DI DIFESA DEL CONTRIBUENTE)”. Evidentemente, i “goliardici” sono a conoscenza anche della “giurisprudenza”.

DULCIS IN FUNDO (il bello viene alla fine). Gi “allegroni” si sono divertiti anche riguardo all’ultimo periodo del manifesto laddove sono contenute minacce di SANZIONI per mancato o ritardato pagamento dell’IMU, TARI e TASI  relativo all’anno di imposta 2015. Ma se la sanzione è stata già applicata nell’accertamento, ovviamente, non può essere più RIPETUTA: pertanto “l’intimazione” è priva di consistenza giuridica. 

In definitiva, atteso che gli Organi comunali non hanno riconosciuto la paternità del manifesto per mancanza di firma, dobbiamo ringraziare gli autori di questo “scherzo” che hanno aperto uno spiraglio di luce sulle fosche tenebre che incombono sul Comune di Ceppaloni.

Gli “scrittori anonimi” hanno portato un po’ di serenità ai cittadini, oppositori degli accertamenti, peraltro ridotti male dal covid19, rassicurandoli che la via scelta è quella giusta ed è l’autostrada che li porterà alla vittoria finale.

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