AL SINDACO DEL COMUNE DI CEPPALONI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA Sentiamo il dovere di ritornare sulla questione del restauro del castello medievale di Ceppaloni e sulla gestione dei fondi regionali, attuata nell’ambito del protocollo di intesa "Infrastrutture per sistemi urbani" IV protocollo aggiuntivo. E lo facciamo alla luce di precedente intervento, trasmesso e pubblicato nel mese di giugno del 2008, in cui proponevamo all'amministrazione Comunale di Ceppaloni di indire una gara per il restauro dell’antico maniero, con il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa: ovvero mediante procedura di appalto concorso, in modo da favorire, da un lato, una scelta ed una decisione improntata su criteri di qualità e, dall’altro, garantire il completamento dei lavori previsti.
Una scelta necessaria, quasi obbligata, che poteva assicurare una degna conclusione di una vicenda pluridecennale attorno alla quale si sono scritti fiumi di articoli e di programmi elettorali. Una opzione che sembrava incontrare e sposare le intenzioni di qualche amministratore e dello stesso Capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, i quali, in un primo momento, si dicevano favorevoli alla proposta. E lo erano a tal punto che, nella condivisione della bontà di una siffatta soluzione, assicurarono di impegnarsi per l’avvio di una procedura di appalto concorso e addirittura si erano spinti a chiederci di far pervenire qualche nominativo di docente universitario esperto in materia di gare e restauri per inserirlo nella commissione. Questi i fatti fino al mese di ottobre '08, quando l'amministrazione Comunale approva e pubblica il bando di gara ma, si badi bene, non per appalto concorso bensì indicendo una gara al massimo ribasso. Vince e si aggiudica i lavori di restauro del Castello Medievale, la ditta che si offrirà di farlo al minor costo. Per noi ma anche per i tanti tecnici interessati al lavoro, questa decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno, come qualcosa che non pensavamo potesse mai accadere. In Italia tutti i lavori di restauro di palazzi, castelli o di qualsivoglia struttura antica e di rilevante interesse storico-artistico, vengono tutti assegnati con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, proprio perché solo in questo modo si ha la certezza di completare i lavori e, al tempo stesso, di realizzarli con le migliori soluzioni tecniche esistenti sul mercato, proprio perché sono, nella quasi totalità dei casi, lavori tecnicamente complessi. Allora perché quella stessa logica, dettata da consolidati e sperimentati criteri di buona e trasparente amministrazione, non è possibile applicarla anche al restauro dell’unico (è bene sempre ricordarlo) monumento di questo Comune? Perché indire una gara al massimo ribasso per il restauro del Castello di Ceppaloni, quando non c’è un solo elemento valido e trasparente, a detta degli stessi amministratori, che induca a scegliere questa strada? Procedere ad una gara al massimo ribasso, inoltre, espone tutti a situazioni poco gradevoli poiché i ribassi che verranno presentati saranno sicuramente intorno al 30% se non oltre, e parliamo di circa 1 ml di euro sui 4ml circa , e tutto questo andrà a discapito della qualità dei lavori ma, soprattutto, della sicurezza del cantiere: operai in nero, misure di sicurezza zero,etc. Il Castello di Ceppaloni è un patrimonio che appartiene a tutto il Comune e può essere il vero e unico volano per lo sviluppo turistico e culturale di Ceppaloni. È per questo chiediamo al sig. Sindaco del comune di Ceppaloni, di recedere dalla decisione presa e di indire una nuova gara con i criteri sopra citati. Chiediamo al presidente del Consiglio Regionale della Campania, quale garante di tutte le istituzioni in Campania, di usare la sua Moral suasion, affinché si l'amministrazione ritorni sulle decisioni prese. Chiediamo un intervento forte di tutte le rappresentanze istituzionali e politiche del territorio e una mobilitazione pubblica, per impedire di commettere l’ennesimo, ulteriore e, a questo punto, finale delitto di Ceppaloni e del suo Castello.
Il Circolo del PRC di Ceppaloni