Riceviamo e pubblichiamo
Caro direttore, la lontananza non mi impedisce di essere informato sui recenti avvenimenti che accadono nel Sannio. E gradirei intervenire dalle colonne del suo giornale. Approfitto anche, per scusarmi con i cittadini di Bagnara per non poter partecipare a un convegno a cui tenevo tanto, ma le attività accademiche mi hanno portato in Turchia. Nella terra delle moschee, della tolleranza dove ?fioriscono i tulipani?. Nel convegno a Bagnara avrei voluto esprimere la mia visione sulle questioni dello sviluppo del territorio.
Perchè lo sviluppo locale non si racconta ma si fa, e avrei voluto portare la mia esperienza di docente impegnato in attività di sviluppo del territorio. Con il tempo credo di aver acquisito l?autorevolezza delle idee e delle opinioni, sono rammaricato dalle vicende del patto territoriale della enfasi in cui, leggo, che l?assemblea e il consiglio di amministrazione sono entusiasti del lavoro svolto e dei risultati raggiunti. E rispetto ai miliardi spesi non mi pare che i risultati siano positivi. E? stata un?occasione sprecata a causa della avidità di alcuni personaggi che hanno devastato le coscienze e il territorio, si vuole continuare nell?opera di devastazione e dissipazione delle risorse pubbliche senza avere la minima idea di come organizzare lo sviluppo locale. Ho apprezzato l?intervento del dott. Mario Cataudo che con garbo istituzionale (cosa oggi assai rara nelle persone) ha avanzato proposte e ha enunciato lacune, e mi sarei aspettato che l?assemblea del patto avesse tratto utili suggerimenti da quelle sagge parole. A Istanbul ho tenuto un seminario su questioni a me care, parlando del ?mio? Sannio e della sua storia, ho invitato gli studenti a visitare con occhio attento e critico la propria terra ad appassionarsi al proprio lavoro perché il loro successo nel mondo del lavoro sarà anche il successo della terra in cui sono nati. Perché il futuro appartiene a chi ha il coraggio di osare, a chi con umiltà sa di non sapere e chi ogni giorno sa che superata una collina all?orizzonte ne scorge una ancora più alta e occorre ricominciare. Questo è lo spirito per stare nel presente e vivere nel futuro. Prof. Gino Iannace Seconda Università di Napoli